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Conte può riabbracciare il centrocampista ghanese, reduce da una Coppa d'Africa vissuta da protagonista. Fondamentale il suo apporto sulla fascia sinistra.

Nell'andata degli ottavi di Champions League, in casa del Celtic, la Juventus si prepara alla 'prima' del grande rinforzo di gennaio. No, Nicolas Anelka è destinato a partire dalla panchina e difficilmente vedrà in campo. Stiamo parlando di Kwadwo Asamoah, a tutti gli effetti una nuova risorsa per Antonio Conte dopo oltre un mese di assenza forzata.

Il centrocampista ghanese, come si temeva, è rimasto lontano da Torino per l'intera durata della Coppa d'Africa, torneo che vedeva il suo Ghana tra le principali favorite per la vittoria finale. A mo' di beffa, Asamoah è restato in lizza fino al termine della competizione per ritrovarsi con un pugno di mosche in mano: solo quarto posto, dopo la finalina di consolazione.

Contro il Celtic ci sarà. Conte non era sembrato troppo ottimista nella conferenza stampa pre-Fiorentina: "Se lo riavremo domenica sera, sarà dei nostri. Diversamente sarà difficile". Ma la Juve ha fatto i salti mortali per aggirare anche l'ostacolo rappresentato dai tempi di rientro. Niente tappa intermedia a Torino, dal Sudafrica alla Scozia senza soste.

LA COPPA D'AFRICA
DI ASA IN NUMERI
6 Presenze con il Ghana
2 Le reti, al Congo e al Mali
1 Un solo assist, per Badu
Quarto posto finale per il Ghana
L'assenza di De Ceglie avrebbe lasciato un vuoto preoccupante su quella fascia, è vero, ma anche con il vaodaostano a disposizione Conte avrebbe fatto di tutto per riaggregare Asa alla truppa bianconera. La strategia adottata la dice lunga su quanto Asamoah sia importante per questa Juventus e su quanto si sia avvertita la sua mancanza in queste prime settimane di 2013.

Proprio De Ceglie, che praticamente senza concorrenza ha potuto giocarsi un jolly importante, ha deluso quasi sistematicamente, sia in fase difensiva - più di un goal degli avversari di turno è nato dalla sua zona di competenza - che offensiva, dove è mancata in fase di spinta l'energia dell'ex Udinese.

In parte è da spiegarsi anche con la sua assenza, combinata a quella di Chiellini, la flessione che la Juventus ha dovuto gestire in questa fase della stagione. Nella prima parte dell'annata, Asamoah aveva formato con Chiello una catena perfetta, arcigna nel contenimento - ricordiamoci del suo passato da mediano in Friuli - e sempre insidiosa con la palla tra i piedi.

Il ruolo degli esterni è fondamentale nello scacchiere di Conte, come testimoniato anche dall'ottimo Lichtsteiner delle ultime settimane. E' frequente la soluzione tattica che prevede il taglio di uno dei due laterale verso il centro, a raccogliere il suggerimento dell'opposto; si sprecano, inutile dirlo, cross e sovrapposizioni per tutto l'arco dell'incontro.

Ritrovarlo proprio adesso, con le fasi decisive della stagione alle porte, darà una marcia in più al cammino della Juve, in Italia e in Europa, dove lo stile del ghanese - tutto corsa e intensità - sarà particolarmente prezioso al Celtic Park. Non sarà un dolce bentornato, quello che gli riserveranno i tifosi scozzesi. Ma Conte sorride comunque.

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