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L'ex ala del Celtic ha rispolverato antichi veleni risalenti al match con i bianconeri della stagione 1981-82, accusando fortemente il club torinese di scorrettezza.

Il match tra Celtic e Juventus è già cominciato ed il clima si presenta già infuocato. Ci hanno pensato i vecchi protagonisti delle due squadre ad accendere la vigilia di questo ottavo di Champions League. L'ex ala Davie Provan ha elencato una serie di scorrettezze commesse dagli avversari bianconeri in occasione del match della stagione 1981-82. La replica degli ex giocatori italiani non si è fatta attendere.

Come riportato sulle colonne di 'Tuttosport', l'ex giocatore del Celtic, ora opinionista dell'edizione scozzese del 'Sun', ha pubblicato un ricordo della sfida di 32 anni fa sul popolare tabloid britannico, usando termini poco gentili: "Erano uno squadrone, decisamente più forti di noi.

Nella formazione c’erano cinque giocatori che sarebbero diventati campioni del mondo l’anno successivo e i bookmaker davano loro per favoriti. Ma anche allora, un club che è stato punito con la cancellazione di due titoli italiani per aver truccato delle partite, era esperto in scorrettezze".


Sotto accusa la serie di scorrettezze dei giocatori della Juve che, secondo Provan, avevano lo scopo di intimidire gli scozzesi: "Charlie Nicholas (attaccante del Celtic di allora, ndr ) fu preso a calci dall’inizio alla fine della partita, Cabrini cercò di mettermi della crema irritante negli occhi e il gigantesco difensore Sergio Brio disse a George McCluskey (il centravanti di quel Celtic, ndr ) che a Torino gli avrebbe tagliato la gola".

"Ed effettivamente questa assurdità continuò nella gara di ritorno. Quando arrivammo in campo, al Comunale, non si vedeva il campo per il fumo. I tifosi avevano ci lanciavano i fumogeni e mortaretti, mentre i Carabinieri invece di fare qualcosa stavano lì ammirati da quello spettacolo. E, poco prima, negli spogliatoi, Tardelli aveva fatto in modo che noi vedessimo che stava limando i suoi tacchetti con una lima".

Ma i campioni italiani di allora non ci stanno e replicano con grande stupore. Il capitano di quella squadra Beppe Furino smentisce ogni cosa: "Ma come, loro che amano così tanto la battaglia si lamentano? E soprattutto lo fanno dopo trent’anni! Se era così arrabbiato perché non ha parlato subito, così avremmo potuto controbattere punto su punto.

Detto ciò è assolutamente impossibile che Tardelli avesse limato i tacchetti, quella era una pratica degli Anni 60, già nei 70 l’arbitro controllava attentamente le scarpe di tutti prima di entrare in campo, figuriamoci in Coppa Campioni negli Anni 80. Quanto a Cabrini è un’altra sicura falsità: Antonio era il giocatore più corretto che conoscessi, pensate che mi arrabbiavo con lui perché lo volevo più... come dire... cattivo in certe occasioni".


Furino invita poi lo stesso Provan ad un chiarimento in occasione del match di ritorno a Torino: "Insomma, mi dispiace, perché avevo un’idea degli scozzesi diversa. Proprio in quell’occasione ero rimasto impressionato dalla loro tempra: nel freddo del Nord giocavano con la sola magliettina addosso, mentre noi ci eravamo bardati con canotte di lana, guanti e tute, ora sentire che si lamentano così... Comunque quella era una Juventus di duri, indubbiamente, ma di professionisti seri. Dite a Provan che lo aspetto a Torino per la gara di ritorno e riparliamo di quella partita".

Ancora più seccata la replica di Sergio Brio: "Ma che film è? Ma cosa dice questo signore? Le sue accuse sono veramente delle sciocchezze! Quella partita me la ricordo e andò liscia, né espulsioni né casi particolari. La ricostruzione che fa della partita sembra quasi una giustificazione di quella sconfitta: eravamo superiori e abbiamo vinto molto bene. Entrare duro per fare vedere che sei determinato è un conto, ma quello che dice questo signore non esiste proprio".

A conferma di un rapporto non proprio idilliaco tra le due società c'è anche un altro episodio, risalente al 2001, quando nella fase a gironi della Champions League la Juventus vinse per 3-2 contro gli scozzesi per un rigore inesistente fischiato a Nicola Amoruso, che al 90' si tuffò in area di rigore ingannando l'arbitro.

L'attuale allenatore Neil Lennon, allora giocatore del Celtic, si infuriò con il giocatore avversario, sottolineando nel post-partita la grande scorrettezza commessa, che il fair play scozzese non riusciva a concepire.

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