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Il presidente dell'UEFA, in occasione della quarta edizione del Globe Soccer, ha parlato del club bianconero e di come cambieranno Europei e Mondiali.

Michel Platini è certo: la Juventus è già ai quarti di Champions League. L'urna di Nyon le ha riservato il Celtic, avversario non facilissimo ma certamente più abbordabile di Valencia, Arsenal e Real Madrid. Il presidente dell'Uefa ha espresso con chiarezza il suo pensiero nel suo intervento incentrato su “Etica nel professionismo: teoria e pratica”, che ha aperto la quarta edizione del Globe Soccer presso l' albergo JW Marriott Marquis, il più alto del mondo (un mostro di 325 metri per 70 piani).

"Visto l’ultimo sorteggio si può già considerare la Juve come una delle magnifiche otto che prenderanno parte ai quarti di finale. Poi conterà molto anche la fortuna. E lo dice uno che se ne intende e che ne ha giocate tante di queste grandi sfide europee" ha dichiarato "Le Roi".

In caso di passaggio al turno successivo, le possibilità di successo aumenterebbero in grossa misura:   "Alcune grandi si elimineranno fra loro, tipo Real Madrid o Manchester United e Milan o Barcellona. Pure questo potrà aiutare, di riflesso, la Juve. E sapete bene come la penso sul fascino della Champions League: l’eliminazione diretta è brutale, ma le emozioni che ti danno queste due sfide andata-ritorno sono un qualcosa di unico. Per tutti: giocatori, allenatori, dirigenti, tifosi, giornalisti e gli stessi arbitri".

Il segreto della Juve? Sapersi rialzare dopo le cadute e le annate storte, magari aiutata da figure carismatiche e di polso come il presidente Andrea Agnelli: "L’anno scorso, quando la Juve restò fuori dall’Europa al termine di una stagione negativa, in molti mi chiesero se fossi preoccupato o deluso per la crisi bianconera" ha rivelato Platini, che ha poi proseguito così: "Ho sempre risposto di no perché so bene che il calcio è fatto di cicli. E del resto come può preoccuparsi chi ha come presidente una persona che si chiama Andrea Agnelli? Non avevo dubbi che sotto il suo impulso le cose sarebbero andate a posto. Oggi la Juve ha aperto un nuovo ciclo e mi pare che esistano tutti i presupposti per un futuro particolarmente roseo. Lo Stadium è una pietra miliare".

Il discorso poi è passato al capitolo Euro 2020, che potrebbe rappresentare il primo Europeo senza "fissa dimora", andando a toccare tutte le città più importanti del Vecchio Continente. Una sorta di contraddizione se si pensa che solo due anni dopo i Mondiali si disputeranno nel minuscolo Qatar, per giunta d'estate: "Io come vicepresidente Fifa ho votato per il Qatar, a un patto: che il Mondiale si giochi d’inverno e non a 50 gradi. Se poi gli emiri di Doha vorranno aprire anche a nazioni limitrofe tipo Emirati Arabi, Oman, Arabia Saudita, beh questo va chiesto a loro".

Chiosa finale su una curiosità dell'ex n.10 bianconero, di origini novaresi ma orgoglioso di cantare la Marsigliese: "Vero, ma se mio nonno non avesse dovuto emigrare in Francia perché voi italiani l’avete cacciato, adesso magari sarei orgoglioso di cantare Fratelli d’Italia".

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