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La punta italo-egiziana, che sta trascinando i rossoneri a suon di goal, introduce la sfida con i blaugrana e si racconta: "La crisi ha aiutato noi giovani a farci strada".

In una stagione decisamente agrodolce, in casa Milan c'è sicuramente almeno un motivo per sorridere. L'esplosione di Stephan El Shaarawy ha infatti consegnato, ai rossoneri e all'intera Italia calcistica, un talento su cui investire pesantemente anche per il futuro.

Il Faraone, intervistato da 'La Stampa, ha raccontato il suo anno perfetto, tornando anche sui difficili momenti vissuti per lunghi tratti della scorsa stagione: "Un anno fa, di questi tempi, mi interrogavo sul futuro. Si parlava del mio ritorno a Genova, sembrava che al Milan non ci fosse spazio per me. Non pensavo di partire così forte in questa stagione. È stato tutto inaspettato. Mai avrei pensato che dodici mesi dopo sarei diventato il capocannoniere del campionato".

Quindi El Shaarawy ammette: "È bello sapere che l’Italia punta su ragazzi come me e Balotelli. I tempi sono cambiati, siamo lo specchio di una società che è cambiata. Ho un cognome strano ma come Mario mi sento italiano al cento per cento". E continua: "Verrebbe da dire benedetta crisi. Molti giovani come me hanno avuto la possibilità di mettersi in luce e l’hanno sfruttata. Bastava darci spazio, non ha senso pescare all’estero se in casa hai gente brava".

Poi spiega: "Mi auguro che adesso  l’Italia abbia la forza per trattenere i suoi gioielli. La partenza di Verratti ad esempio  è stata una grossa perdita". La giovane punta non esclude di restare a vita in rossonero, ma sottolinea: "Tifo Milan fin da quando ero bambino e quindi sarebbe una bella cosa diventare una bandiera. Ma ormai nel calcio non c’è più nulla di certo. Spero che la società, di fronte ad una grandissima offerta, abbia la forza per trattenermi".

Il Faraone rivela anche qualche piccolo retroscena sul proprio inserimento nello spogliatoio rossonero: "E' stato abbastanza semplice farmi accettare soprattutto grazie al mio carattere. Ho consigliato a tutti i miei compagni di valutarmi per quello che sono, non per il mio aspetto o per le mie passioni. Sono un ragazzo umile e buono. Sono entrato nel mondo dei grandi molto presto. Già a quattordici anni mi allenavo con le categorie superiori. Anche l’esperienza nel Padova mi ha fatto bene. Ciò che è accaduto l’anno scorso poi è stato determinante. Comemi giravo vedevo un campione, ho cercato di imparare da tutti".

El Shaarawy torna quindi sulla tanto chiaccherata cresta, e spiega: "È un modo per distinguermi. Fin da piccolo li avevo sparati. Poi un giorno sono andato dal mio parrucchiere Salvo e gli ho chiesto di fare qualcosa di nuovo. Al resto ci ho pensato io, le righe che vedetemele faccio da solo, mi piace cambiare molto spesso". E sulla querelle con il presidente Berlusconi scherza: "Poter tenere la cresta solo finchè segno con continuità sarà un motivo in più per sbagliare il meno possibile. I tatuaggi invece non mi piacciono. E poi se li fanno tutti…".

Il Faraone difende a spada tratta la propria vita privata, e puntualizza: "Per adesso sono single e mi arrabbio se pubblicano foto con amiche facendole passare per qualcos’altro. Poi voglio pure aggiungere una cosa, non è vero che cucco grazie ai social network, li uso conmoderazione". E rivela un sogno nel cassetto: "Vorrei diventare dottore in Economia come mio fratello, ma devo ancora iniziare l'università".

Quindi El Shaarawy si sofferma sul prossimo impegno di Champions contro il Barcellona, e ammette: "Non è stato un sorteggio fortunato, però nel calcio può succedere di tutto. Sarà importante arrivare a questa sfida al massimo della forma. Penso che affrontare il Barça sia il sogno di tutti, sono i più forti del mondo". E sul duello con Messi confessa: "È qualcosa che non si può spiegare, proverò emozioni uniche. A Leo ruberei tutto, vorrei pure la sua altezza, perché è sinonimo di rapidità".

Si passa poi al capitolo campionato, dove la Juventus vola indisturbata verso il bis tricolore. Il giovane italo-egiziano prova a spiegarne il motivo: "I bianconeri viaggiano a ritmi alti da un anno e mezzo. È più merito loro che demerito delle altre squadre. Io però non vedo un distacco abissale. Può ancora succedere di tutto, la stagione è apertissima. Noi per adesso puntiamo al terzo posto". Quindi saluta i partenti Pato e Robinho: "Se dovessere andare via perderemmo tantissimo. Conosciamo le loro qualità. Pato ha avuto diversi infortuni, ma ci ricordiamo bene cosa sa fare per noi può essere ancora importante".

Infine ecco i desideri del giovane campione per l'anno che verrà: "Mi piacerebbe diventare il più giovane capocannoniere del campionato e giocare il Mondiale. Sarà nella patria del calcio, il massimo per un calciatore. Con il mister Prandelli il feeling è ottimo. Ha un occhio di riguardo per i giovani, mi ha fatto sentire subito importante. Anche l’Under 21 sta lavorando bene, può vincere l’Europeo". E chiosa sulle vacanze, gentile dono di capitan Ambrosini: "Andrò a Dubai. Ho superato i dieci goal, e quindi come promesso pagherà Ambro".

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