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L'attuale membro del Cda bianconero si mostra molto fiducioso sulle possibilità della Vecchia Signora di alzare la coppa dalle grandi orecchie a fine stagione.

Che per Pavel Nedved la Champions League sia una ferita tuttora aperta lo dimostrano le parole pronunciate a margine del sorteggio di giovedì a Nyon dall'ex centrocampista della Juventus ed attuale membro del Cda bianconero.

"Quando mi sono seduto in platea mi sono spaventato nel vedere Steve McManaman sul palco a sorteggiare i bussolotti - racconta a 'Tuttosport' - Mi ha fatto impressione. Sì, d'improvviso, come un terribile flash back, mi sono ritornate in mente le immagini di quel famoso fallo che feci su di lui a centrocampo nella semifinale del 2003 contro il Real Madrid a Torino. Mancavano pochi minuti alla fine. L'arbitro mi ammonì, io ero sotto diffida e mi persi la finale di Manchester contro il Milan che perdemmo ai rigori. Ecco perché io non voglio neppure vederla quella Coppa per me maledetta!".

Rabbioso come ai vecchi tempi sul campo, la 'Furia Ceca' spiega perchè secondo lui questo può essere l'anno buono per la Vecchia Signora per trionfare in Europa:"Siamo una squadra giovane, in grande crescita, che può aprire un ciclo. Conte ha portato una ventata di aria nuova e vincente. Questa Juve mi piace tantissimo, gioca un calcio-belvedere come dico io. Nel senso che è un gran bel vedere per tutti, eccetto gli avversari!

Un calcio offensivo, fatto di pressing, di ritmi elevati, di intensità. Un calcio diverso, nuovo, brillante, che non è tipico della tradizione italiana. Antonio è maniacale nel preparare le partite, ha saputo dare una mentalità vincente e offensiva ai giocatori dopo anni bui. Sono contentissimo di quello che stiamo facendo".

Al punto che... "Lasciate lavorare serenamente Conte, che sta compiendo il suo percorso infondendo motivazioni ai giocatori meno esperti, e forse quella Coppa maledetta potrà tornare nella nostra bacheca - conclude Nedved - Non ho avuto la fortuna di conquistarla da giocatore, ma va benissimo lo stesso alzarla al cielo come dirigente...".

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