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Per accedere agli ottavi di Champions, i 'Blues' devono non solo battere il Nordsjaelland nell'ultima gara del girone, ma anche sperare che ucraini e bianconeri se la giochino.

Novanta minuti separano la Juventus dalla qualificazione agli ottavi di finale di Champions League, dopo che la netta vittoria dei bianconeri sul Chelsea ha posto gli uomini di Conte nella condizione di aver bisogno di un solo punto - nell'ultimo match in casa dello Shakhtar Donetsk - per classificarsi come secondi nel girone e superare il turno a braccetto con gli ucraini.

Ucraini che a loro volta con lo stesso punto fraternamente spartito con gli ospiti italiani avrebbero la certezza di chiudere al primo posto, con i conseguenti vantaggi in sede di sorteggio successivo. Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per confezionare il classico 'biscotto' (qui un elenco famoso) ai danni del terzo incomodo, ovvero quel Chelsea le cui uniche speranze di qualificazione risiedono - oltre che ovviamente nel successo sul fanalino di coda Nordsjaelland - in una vittoria della squadra di Lucescu, che consentirebbe ai 'Blues' di riscavalcare la Vecchia Signora.

Fin da subito dopo il fischio finale di Juve-Chelsea, sia ucraini che bianconeri hanno giurato che se la giocheranno nel più autentico spirito sportivo, garantendo le chance degli inglesi. Ma Oltremanica non ne sono tanto convinti, e nelle ultime ore - a dimostrazione di quale sia la vera natura della sportività italiana e nello specifico juventina - qualcuno ha tirato fuori la celebre frase pronunciata da Gigi Buffon lo scorso maggio a Coverciano, a proposito di scommesse e dintorni.

"Chi conosce il calcio e lo vive giorno dopo giorno sa cosa succede. In alcuni casi si dice meglio due feriti che un morto", aveva detto con grande schiettezza il portierone della Nazionale, volendo spiegare che se una partita finisce con un pareggio che accontenta tutti non è detto che dietro ci siano scommesse o altre situazione illecite, ma semplicemente una valutazione di opportunità da parte delle squadre in campo: ovvero quando il pari va bene ad entrambe può essere la soluzione.

Insomma, in Inghilterra sperano che a Donetsk sia partita vera, ma in fondo non ci contano. Mercoledì sera sapremo se la diffidenza nei confronti dei 'soliti italiani' (ma anche degli ucraini, dei quali soprattutto servirebbe impegno e vittoria) sarà stata o meno meritata...

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