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Hulk-Spalletti, scintille in campo e fuori! Il brasiliano minaccia di lasciare lo Zenit, Lucianone è duro: "Deve rispettare i ruoli, io faccio quello che mi pare"

Il bomber ex Porto polemizza per la sostituzione avvenuta durante il match col Milan e apre all'addio, ma il tecnico lo 'snobba': "Se vuole andare via non è un problema...".

Gioie e dolori in casa Zenit: da un lato l'approdo in Europa League grazie al colpo esterno sul campo del Milan, ma dall'altro c'è da registrare il duro confronto sia dentro che fuori dal terreno di gioco di San Siro tra il brasiliano Hulk e il tecnico Luciano Spalletti.

Al minuto 79 l'allenatore toscano richiama in panchina il bomber, acquistato dal Porto per la bellezza di circa 50 milioni di euro, scatenandone la furibonda reazione. Spalletti a quel punto gli risponde quasi come a 'promettergliele', ma le dichiarazioni dei protagonisti nel post-partita sono più pesanti di qualsiasi scontro fisico.

Inizia Hulk, che intervistato nella 'mix zone' di San Siro prima pare fare 'mea culpa' per quanto accaduto ma poi accende la miccia: "Sono una testa calda, ammetto di aver sbagliato ma è sempre dura per un giocatore accettare di uscire. Sto bene allo Zenit, la città è bella e la mia famiglia sta bene, ma se non si risolve la situazione con l'allenatore potrei lasciare San Pietroburgo".

Subito dopo, informato delle parole del proprio attaccante, ecco la risposta di 'Lucianone': "Hulk può dire ciò che gli pare, ma bisogna rispettare i ruoli. Sono vent'anni che alleno e non mi creo problemi, se è necessario lo cambio lo stesso e faccio ciò che mi pare".

Spalletti poi rincara la dose: "Se lo sostituisco è perchè non sono felice di come ha giocato, se poi si crede indispensabile al di là del risultato si sbaglia. Se vuole andar via non è un problema, pensate che il nostro presidente mi ha mandato un sms facendomi i complimenti per i cambi effettuati...".

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