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Alla vigilia del match che vedrà il suo Shakhtar opposto alla Juventus, in uno scontro decisivo per la qualificazione agli ottavi di Champions, il tecnico degli ucraini attacca.

A 67 anni Mircea Lucescu, più che un santone del calcio europeo, appare sempre come una vecchia volpe, con espressione furba e lingua che corre. Immagine pienamente mantenuta anche nella conferenza stampa di vigilia di Shakhtar Donetsk-Juventus, match decisivo per il passaggio di entrambe le formazioni agli ottavi di finale di Champions League: "Sala conferenze piena, si vede che è una grande partita... l'Italia esporta l'amore per il calcio".

Le prime domande ovviamente vertono sul possibile 'biscotto' che potrebbe mautare sul campo, accontentando il pareggio entrambe le squadre (lo Shakhtar finiribbe al primo posto, preziosissimo in sede di sorteggio, la Juve renderebbe matematicamente impossibile al Chelsea di sopravanzarla per la qualificazione).

"Londra è lontana - risponde Lucescu, quando gli riportano le preoccupazioni dei 'Blues' - non mi interessa come non mi interessa la Juventus: pensiamo solo a noi stessi, siamo professionisti e vogliamo vincere. Il biscotto? Non lo conoscevo fino a qualche giorni fa, questo termine. Se mi piace? Dipende, se amaro o dolce...".

Si parla poi della difficoltà del match per i padroni di casa, Lucescu elogia i bianconeri: "La Juve ha avuto una flessione dopo la partita con noi, ma sappiamo di incontrare una squadra fortissima, sappiamo quanto incidono le motivazoni e loro sono supermotivati, ma noi dobbiamo legittimare l'immagine di squadra emergente, giovane e affamata.  Con i bianconeri, veri professori, per noi si tratta di un vero esame".

La stilettata arriva nei confronti di Antonio Conte, che non aveva preso bene alcune parole di Lucescu sul gioco un po' prevedibile della sua squadra: "E' un allenatore giovane, deve sapere quando rispondere e quando no, lo saprà fra vent'anni. Io ho solo fatto un’analisi, non mi sono permesso di dire nulla di negativo. Il derby? Senza il rosso al polacco difficilmente avrebbero vinto, se cambiano sistema non giocano da Juve...".

Un'ultima battuta il tecnico rumeno la dedica alla squalifica di Luiz Adriano ed a quella altrattanto importante di Marchisio tra le file bianconere: "Luiz Adriano ci mancherà, ma abbiamo riconosciuto subito l'errore, facilitando il Nordsjaelland, e accettato la decisione. Marchisio? Assenza importante, nessuno nella Juve sa fare le cose che fa lui".

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