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Il tecnico italiano è atteso da un ciclo terribile che potrebbe segnare il suo futuro. Nel prossimo mese le sfide con Anzhi, Cska e Spartak. E stasera c'è il Malaga.

Anche a San Pietroburgo l'autunno può essere rovente. Ne sa qualcosa Luciano Spalletti, tecnico dello Zenit, che in un mese si gioca tutto, in campo e fuori.

Si parte stanotte dalla sfida verità contro il Malaga, che potrebbe sancire la prematura eliminazione dei russi dalla Champions League. Domani è atteso invece il verdetto della commissione federale sui fatti di Mosca quando, durante la gara con la Dinamo Shunin, il portiere locale fu colpito da un petardo, con relativo ricovero in ospedale e prognosi di dieci giorni.

L'arbitro in quell'occasione sospese il match. Il petardo sembra essere partito dalle frange più violente degli ultras Zenit. La società però non ci sta e, in caso di 0-3 a tavolino e condanna a disputare i prossimi match casalinghi a porte chiuse, minaccia di ritirare la squadra dal campionato. Sulla vicenda è intervenuto addirittura il premier russo Medvedev, chiedendo una legge ad hoc per arginare la violenza negli stadi.

Nelle prossime settimane poi, sul campo, Spalletti e i suoi sono attesi da un ciclo terribile. A San Pietroburgo arriverà infatti il Cska capolista, poi allo Zenit toccherà fare visita all'Anzhi secondo in classifica, per chiudere poi con lo Spartak Mosca, ancora in casa.

Il tecnico italiano insomma è chiamato all'impresa, a partire da stasera. Servirà battere il Malaga già qualificato, senza Criscito e con Hulk non al meglio, e poi andare a fare bottino pieno anche a 'San Siro' contro il Milan per puntare ad una qualificazione agli ottavi di Champions che al momento pare un miraggio.

Spalletti però sembra crederci ancora e nella conferenza stampa pre-match si è mostrato ottimista: "Siamo scombussolati per quel che è successo, ma ora la cosa più importante è questa sfida. La situazione psicologica è facile, dobbiamo solo vincere. Sennò butteremmo nella spazzatura un anno di lavoro. I giocatori ne sono coscienti, non devono pensare ad altro. Chi non capisce l'importanza del momento ha un problema. Il Malaga? Non credo sia in crisi. E non è detto sia un vantaggio se gioca con le seconde linee: avranno più stimoli di quelli rimasti a casa".

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