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"Mario è fantastico fuori dal campo - dice il manager del City - ma deve lavorare più duro. La gara col Real? Non è una sfida tra me e Mou. Temo CR7, è incredibile".

Amore e odio: si potrebbe riassumere così il rapporto che da quasi cinque anni lega Roberto Mancini a Mario Balotelli. Fatto di tante soddisfazioni reciproche, goal, titoli con Inter e Manchester City, ma anche qualche rimproverone da prima pagina. Come un padre col figlio, in fondo.

"Mario fuori dal campo è fantastico - ha detto l'allenatore del City, nella conferenza stampa di vigilia della sfida di Champions col Real Madrid - ma a volte non comprende quanto sia importante il suo lavoro nella sua vita. Se capisse che deve lavorare duro e pensare al calcio sarebbe al livello di Cristiano Ronaldo e Messi".

"Non so se giocherà domani. Oggi ha fatto fisioterapia, domattina proverà" continua Mancini. Intanto, la gara di domani col Real potrebbe segnare la prematura fine dell'avventura continentale degli inglesi. "Sarà molto difficile per noi passare - ammette il tecnico jesino - paghiamo gli errori delle prime due uscite".

Sarà anche l'incontro tra il manager del City e José Mourinho, suo successore all'Inter. "Gli faccio i complimenti per la sua centesima panchina in Champions, ma non è una sfida tra noi due". Il pericolo numero uno, ovviamente, è Cristiano Ronaldo: "Segna sempre, e anche domani sarà un fattore decisivo".

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