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Il tecnico ospite ha poco da rimproverare ai suoi: "Forse solo l'atteggiamento iniziale, ma non era facile giocare qui". Lo stesso, a suo dire, varrà per il Chelsea...

Niente da fare. Se all'andata l'immagine offerta (oltre al punto raccolto) era stata ottima, al ritorno il piccolo Nordsjaelland si è dovuto arrendere ad una Juventus scatenata, capace di segnare quattro reti e di sciorinare a tratti un grandissimo calcio. I danesi sono tornati a casa con le ossa rotte. A Torino sono apparsi di botto quei limiti tecnici che la gara giocata in patria era riuscita a mascherare.

"Quando le grandi squadre come la Juve giocano così c’è poco da fare - è stato il commento a fine gara del tecnico Kasper Hjulmand - Avevo invitato i miei a resistere nei primi minuti e invece siamo finiti subito sotto con il goal di Marchisio. Da lì è stata tutta in salita. Un peccato, ma non ho molto da rimproverare ai miei: forse solo l’atteggiamento iniziale, ma anche lo stadio ha avuto un effetto su di noi, non è facile giocare su palcoscenici simili".

Ora i bianconeri si giocheranno l'accesso agli ottavi di Champions nello scontro diretto col Chelsea del 20: "Chi è più forte tra le due? Sono squadre diverse, ma nemmeno per gli inglesi sarà facile venire qui a Torino, c'è un'atmosfera davvero molto forte".

Ai danesi, invece, non resta che onorare al meglio le prossime due gare: "Sono occasioni per fare esperienza e mostrare che non siamo degli sprovveduti".

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