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Il tecnico toscano ammette: "Abbiamo giocato solo a tratti", e coglie l'occasione per scagliarsi contro i senatori: "Chi teme il confronto, per me può andare fuori...".

Seconda sconfitta in due gare e già sei goal al passivo. Un avvio di Champions da incubo per lo Zenit San Pietroburgo, battuto stasera per 3-2 da un grintoso Milan. "Abbiamo giocato solo a tratti", ha detto a fine gara un onesto Luciano Spalletti, che ha puntato il dito contro le tante, troppe occasioni fallite dai suoi.

"Siamo partiti male all'inizio, poi ci siamo rimessi in carreggiata e abbiamo meritato il pari - le sue parole a 'Sky' - Abbiati, però, ha parato di tutto, e alla fine abbiamo perso, cosa normale visti i nostri errori in fase conclusiva. Se sbagli tanto, è giusto che paghi".

Anche la difesa russa è finita sotto accusa: "Ci sono state alcune disattenzioni, come in occasione del loro terzo goal (che poi è un'autorete di Hubocan, ndr). Il momento negativo, comunque, si vede, perchè tutti gli episodi ti girano contro, basti pensare al rigore non dato a Hulk, che secondo me c'era". Guai, però, a parlare di qualificazione compromessa: "Certo, sarà difficile passare, ma dobbiamo provarci. Dovremmo cercare di vincerne tre e pareggiarne una".

Non manca, poi, un commento sulla crisi interna allo spogliatoio, vista la querelle in corso tra i senatori e i nuovi arrivati Hulk e Witsel, additati dai primi per il loro altissimo stipendio (immeritato, secondo la vecchia guardia): "Qua ci sono dei ruoli da rispettare, i calciatori pensino a fare il loro dovere. Per me coloro che temono il confronto e non vogliono continuare questo progetto, possono andare fuori".

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