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Il tecnico italiano dello Zenit non se la passa tanto bene, esattamente come il collega Allegri che affronterà in Champions: "Ma sento la fiducia da parte della proprietà".

Luciano Spalletti torna ad incrociare il calcio italiano con il suo Zenit in un momento non esattamente felice per la sua squadra, piombata nel vortice delle polemiche a causa della 'ribellione' dei senatori Kerzakhov e Denisov nei confronti degli 'stipendi' d'oro' dei nuovi arrivati Hulk e Witsel.

Inevitabile che nella conferenza stampa di vigilia del match di Champions contro il Milan si parli anche della sua panchina, data da qualcuno traballante come quella di Max Allegri: "Dite che il rapporto con Miller (proprietario dello Zenit, ndr) si è incrinato? Se Miller ha qualcosa da dirmi, lo fa in modo diretto e non con il pony express... Io sento fiducia da parte di tutti: dai dirigenti al massaggiatore. Ma soprattutto sento fiducia da parte di Miller".

"Il Milan è in una situazione simile alla nostra, al di sotto delle proprie potenzialità. Per tutte e due questa diventa una partita fondamentale per rilanciarsi - continua il tecnico di Certaldo - Ho detto alla squadra che questa è la partita più importante dell'anno. Abbiamo perso la prima partita e non possiamo più fallire".

Dalla lontana San Pietroburgo, Spalletti tuttavia non disdegna di seguire le vicende di casa nostra: "Le difficoltà della Roma? A Roma pensavano fossi io l'elemento di disturbo. Avrei sperato fosse così, invece evidentemente non lo era... Chi sarà l'allenatore del Milan il prossimo anno? Ovvio, Massimiliano Allegri...".

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