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Il Ct della Russia ha fatto il punto sulle italiane in Champions, con un occhio di riguardo su Milan e Juventus, due squadre che ha allenato nella sua esperienza italiana.

E' partito alla grande Fabio Capello nella sua nuova avventura sulla panchina della Russia. Due partite, due vittorie. Sei goal fatti, uno subito. Don Fabio si è subito adattato molto bene in Russia, ma anche da lì non rinuncia a dispensare consigli alle squadre italiane.

Si parte dal Milan, dalla Champions. Con i rossoneri chiamati ad affrontare proprio i campioni di Russia: "Lo Zenit gioca ad occhi chiusi ed ha una allenatore italiano come Spalletti che ha dato molta sicurezza al loro gioco. Il Milan dovrà subito partire bene, e poi andare a San Pietroburgo con grande cautela", le parole di Capelo nel corso dell'intervista rilasciata alla 'Gazzetta dello Sport'.

Don Fabio illustra i punti di forza della banda di Spalletti. "Si sono rinforzati molto con due campioni come Hulk e Witsel. Voglio dire che la difesa del Milan si troverà una sola punta da marcare, Kerzhakov, ma quattro o cinque incursori capaci di lanciarsi in area tutti assieme. Ed è tutta gente di qualità".

Appunto il Milan. Ancora un'incognita per Capello: "Non riesco ancora a valutare la forza del Milan dopo la perdita dei due giocatori migliori, ma è fatale che ne risenta parecchio. I rossoneri dovranno affrontare il girone con umiltà e cautela,  senza pensare che il fatto di essere uscito dalla prima urna costituisca un titolo di favore".

E poi c'è la Juventus, una squadra che l'identità sembra averla trovata: "Per loro dovrebbe essere meno complicato.. Lo Shakhtar è un'avversaria noiosa, ma meno forte, mentre con i danesi basterà non distrarsi. Mi piace quel debutto in casa dei campioni in carica. Il Chelsea è cambiato, ha più personalità rispetto all'anno scorso, e almeno in campionato Di Matteo è ripartito bene".

Infine l'Inter, che la Champions la vuole ritrovare. Ecco il consiglio di Capello a Moratti: "Stramaccioni ha meritato la rinconferma, ma adesso ha bisogno di sostegno. Anche il più talentuoso dei tecnici, ma vale per ogni lavoro, per crearsi un'esperienza deve poter sbagliare senza che sia un dramma".

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