thumbnail Ciao,

Un editoriale del vicedirettore di 'Marca' spiega chiaramente come i rossoneri, per storia, attitudine e caratteristiche dei giocatori, siano visti come il pericolo numero uno.

Nonostante il beffardo passo falso dell'Inter in quel di Marsiglia, materializzatosi ad una manciata di secondi dal fischio finale, il calcio italiano vede più che mai alla propria portata il clamoroso 'enplein' in Champions League, visto che lo 0-1 incassato dai nerazzurri è assolutamente recuperabile nel match di ritorno e le altre due rappresentanti di casa nostra, Milan e Napoli, partono dalle belle vittorie dell'andata su Arsenal e Chelsea.

E se la squadra di Ranieri ha confermato anche al Velodrome tutte le sue attuali difficoltà, gli azzurri di Mazzarri si sono proposti alla grande sul massimo palcoscenico continentale, al punto da entrare nel lotto delle squadre 'scomode' (per gli altri) da incontrare. Sotto questo profilo, tuttavia è il Milan ad essere visto come il massimo spauracchio, addirittura da parte delle due corazzate spagnole Barcellona e Real Madrid, strafavorite per il successo finale.

La rivelazione arriva, sulle pagine della 'Gazzetta dello Sport', da un editoriale del vicedirettore di 'Marca', primo quotidiano sportivo iberico: "In Spagna si pensa che ci siano solo due squadre capaci di inquietare i due colossi - scrive Santago Segurola - Uno è il Bayern Monaco. Ma il rivale che nessuno vuole è il Milan. Possiede tradizione, 7 titoli di campione, un olfatto raffinato per dissimulare i propri difetti in Champions, e un gruppo di giocatori capaci di sconfiggere qualsiasi avversario, con un valore aggiunto: non ha bisogno di giocare bene per segnare un goal".

"Si tratta di un Milan in fase di transizione, lontano dalle grandi versioni di Sacchi, Capello e dalla gran resa della squadra 'nell'era Kakà'. Non colpisce/risalta per il suo gioco. E' vulnerabile nel capitolo difensivo. Però il giorno giusto, nel momento preciso e davanti all'opportunità perfetta, i suoi giocatori sanno che hanno solo bisogno di 90 minuti per raggiungere la gloria. Gente come Ibrahimovic, Pato, Robinho e Boateng sono una garanzia. Forse nessuno considera il Milan come favorito - conclude Segurola - però in Spagna nessuno se lo vuole ritrovare davanti...".

Sullo stesso argomento