Van Gaal tra Inter e futuro: "Noi sempre superiori, a Milano e anche a Madrid. Giusto lasciare il Bayern a fine stagione..."

Il tecnico del Bayern in conferenza stampa prima della sfida contro l'Inter.

FC Bayern Munich, van Gaal
Getty Images
Tecnico a termine, Louis Van Gaal, che si prepara ad affrontare un rush finale di stagione senza un futuro nella squadra che deve cercare di portare in cima all'Europa e di nuovo trai primi posti della Bundesliga dopo un campionato disastroso. L'allenatore olandese, comunque, non è preoccupato per quello che verrà e si prepara ad affrontare l'Inter forte del vantaggio maturato all'andata e del 6-0 rifilato all'Amburgo sabato scorso.

In ogni caso, l'ex allenatore di Ajax e Barcellona non crede che il suo addio annunciato possa aver dato qualche scossa: "Il momento più difficile era prima della decisione di chiudere a fine stagione, perché si ora è allentata un po’ la tensione. Ma se il 6-0 fosse una conseguenza diretta dell’annuncio, penso lo farebbero tutte le squadre. È un po’ triste non poter andare avanti, per me questo è il miglior club dove un allenatore possa lavorare. Però io e la dirigenza abbiamo filosofie diverse, quindi era giusto separarsi. E lo faremo anche se dovessimo vincere la Champions. Prima la festa, poi i saluti".

Di fronte ai giornalisti, si è parlato poco di Inter e tanto della situazione strana, che non è tale in Germania, dove spesso succede di vedere giocatori o allenatori dare il massimo pur sapendo di vestire un'altra casacca l'anno successivo. L'olandese ha prima detto la sua sull'apprezzamento di Beckenbauer ("Non fa più parte della direzione, ma come potrei contraddire un’icona del Bayern?" dice Van Gaal) poi si è attaccato alla cabala per parlare della sfida con i nerazzurri: "Un delegato Uefa mi ha detto che in Champions c’è stata solo una squadra che ha rimontato dopo un k.o. casalingo per 1-0. Quindi statisticamente siamo avanti".

Sulla gara, non manca la solita stilettata contro il calcio italiano e l'Inter, che lo rappresenta. Frecciata che si ripropone ogni qual volta Van Gaal affronta squadre del Belpaese: "Loro non giocheranno in modo diverso rispetto all’andata, quando hanno ripetuto più o meno il canovaccio della finale. Noi siamo stati superiori, ma lo eravamo stati anche a Madrid: poi però conta segnare. Però bisogna battere i campioni d’Europa, e non è mai una cosa scontata".  I nerazzurri sperano in Sneijder come uomo chiave: "Ci hanno provato in tutti i modi anche all'andata, ma non ci sono riusciti. Vediamo come giocheranno loro e magari, come successo all'andata, faremo qualche cambiamento nel loro modo di giocare. Lo capiremo nei primi minuti, valutando la loro disposizione in campo. Se batteremo l'Inter n sarà un giorno di festa perché eliminare i campioni d'Europa non succede spesso".

In chiusura, da segnalare un siparietto con Mario Gomez, che parlava in conferenza stampa prima di Van Gaal: il tecnico si è seduto in sala, nei posti dei giornalisti, e a un certo punto alza la mano, per fare una domanda: "Mario, in che minuto segnerai?". L’attaccante che ha deciso l’andata ridendo risponde: "A che minuto preferisce?" "Ah, se fosse così facile" è la chiusura del tecnico...

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