Nel giorno del trionfo Mou non dimentica Balotelli... E non per ringraziarlo: "E' lui a doversi adattare, la SQUADRA è con me"

Il tecnico è ancora duro col suo fenomeno.

Josè Mourinho - Inter (Getty Images)
Vittoria fa rima con felicità, ma non solo. Per Josè Mourinho è arrivato il momento di togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Balotelli, ovviamente, è il principale indiziato delle sue recenti arrabbiature: "Balotelli? Io non ho paura, chi non ha paura compra un cane, io ne ho due e ne voglio un terzo. Se tu hai la squadra dalla tua parte, puoi andare ovunque, se no puoi fare le valigie. La partita ha dimostrato che la squadra era con me. E' chi sbaglia che deve cambiare, non noi cambiare per andare incontro a lui. Chi vuole stare con noi deve adattarsi".

Sulla gara di stasera, invece, le polemiche non lo sfiorano: "Il rigore di Drogba? E' una domanda tipicamente italiana. L'Inter e' l'unica squadra che gioca in Champions e forse in Europa, perche' la Juve in Europa League non e' un successo. Noi vinciamo in Inghilterra e voi parlate di un episodio. Bene, domani moviola, tanto io vado in vacanza e non pensero' certamente a questo".

Poi Mou si cala nella delusione dei suoi ex giocatori: "Questo Chelsea ha perso tante volte in Champions immeritatamento o ai rigori, questo e' il motivo della loro frustrazione - ha detto il tecnico lusitano - ma anche il fatto che questa sera l'Inter e' stata molto superiore. Non dico che siamo più forti in assoluto, ma stasera lo siamo stati. La vittoria di Mou? No, e' la vittoria dell'Inter, tante persone vi hanno partecipato, tutto lo staff, il presidente, dei tifosi, di tutti noi, non e' la vittoria della mia vita e non e' quella che voglio ricordare nella mia carriera all'Inter".

Nessun timore di incrinare il rapporto coi tifosi del Chelsea: "Qualcuno ieri mi chiedeva se fossi ancora special se avessi perso qui, e io ho detto si', magari ora non lo sono più, perche' i tifosi del Chelsea non me la perdoneranno. Questa vittoria pero' non cambia nulla con l'Italia. Roman (Abramovich, ndr) e' una persona molto intelligente e per questo sono sicuto che non e' la stessa persona che si affacciava al calcio. Non e' semplice vincere, spesso la differenza la fanno i dettagli e sono convinto che ora sappia questo e sono sicuro che lui riconoscera' che ha perso contro una squadra che meritava di vincere".

Dal nostro inviato
Sergio Stanco


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