Il Punto sull'Inter: Una squadra per cuori forti

Vittoria fantastica, e da infarto, a casa Sheva.

05/nov/2009 17.59.01

L'esultanza di Snejder e Balotelli dopo il goal-partita in Dynamo Kiev-Inter (Inter.it)
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L'esultanza di Snejder e Balotelli dopo il goal-partita in Dynamo Kiev-Inter (Inter.it)

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Finalmente. Lo ammetto, intorno alla metà del secondo tempo già mi mulinavano in testa gli argomenti, le frasi e le parole da scrivere in questo punto nel caso in cui l'Inter avesse perso in terra ucraina. E l'immagine che più mi rimbalzava in mente era "bandiera bianca", perchè una sconfitta con Mylesvsky e soci avrebbe significato qualificazione quasi sfumata, ultimo posto nel girone ma sopratutto uno spreco immane di fantasia, tecnica, risorse umane ed economiche e mi domandavo come diavolo era possibile vedere l'Inter ancora una volta sconfitta, sfortunata, imprecisa ed incompiuta. Proprio nel giorno in cui si festeggiavano i centi anni dalla nascita di Angiolino Moratti? Non era possibile.

E poi in 5 minuti tutto è cambiato ed adesso la stagione nerazzurra potrebbe prendere tutta un'altra piega. L'Inter non aveva giocato male, non aveva lesinato nè grinta nè cuore, aveva attaccato, difeso ringhiato e picchiato, aveva dimostrato di esserci, di voler ribaltare questa sorte avversa e fantozziana in Europa ed invece ancora una volta si trovava sotto, per un tiro dell'ex nemico rossonero Sheva, un tiro cercato ma che si giovava della deviazione di Cambiasso e della posizione non proprio fantastica di Julio Cesar ed oplà la frittata era fatta.

A volte accusano noi giornalisti di cambiare opinione troppo facilemente, e talvolta hanno ragione, ma il calcio amici miei è bello proprio per questo, perchè è un gioco in cui tutto può cambiare in un secondo. Il tiro di Snejider dopo due minuti che esce di niente, le due occasioni clamorose fallite da Eto'ò, la palla uscita di niente di Balotelli, il colpo di testa di Samuel, quella dannata porta di Champions pareva stregata, sembrava che sulla linea del portiere ci fosse non solo Bogush ma tutta una serie di fantasmi, quelli di Villareal, di Valencia, di Anfield Road...

Ma qui sta la differenza dell'Inter di quest'anno rispetto alle precedenti, non è più Ibra-Maicon e poi gli altri ma è piena zeppa di gente concreta, forte e che sa come giocare queste partite. L'Inter vista a Kiev ha vinto all'ultimo minuto perchè aveva in campo gente che si è dannata l'anima per vincere, e su tutti voglio fare 3 nomi, Lucio, Milito e Snejider.

Su Lucio devo fare pubblica ammenda, avevo scritto nel punto post Livorno di averlo visto un pò spento, poco reattivo e preciso e avevo paventato la possibilità che Mourinho schierasse Cordoba al suo fianco ed invece il buon centrale brasiliano mi ha sbugiardato alla grande, e ne sono felice, disputando una partita fantastica,  giocando di fino ma non rinunciando alle maniere forti e su tutte voglio fermare un immagine, quando nel recupero oltre il novantesimo con Shevcenko che lo puntava  e riuscito a lanciarsi con una cattiveria animalesca sulla palla conquistando non solo la sfera ma anche il fallo che ha accompagnato l'Inter al fischio finale ed ai tre punti, non vale un gol quell'intervento? E po Snejider e Milito. L'olandese merita tutti gli elogi del caso, era al rientro ed ha giocato una partita fantastica, non risparmiandosi un secondo nonostante il freddo pungente potesse costargli molto caro a livello muscolare. E' lui che serve il principe per il pari ed è lui che inizia l'azione e poi va spingere in porta il dannato pallone della vittoria. Idem per Milito, gioca tantissimo per la squadra, non è mai egoista, cerca sempre Eto'ò ed alla fine segna sempre lui, non è un caso se Cosmi la scorsa settimana lo ha definito un giocatore "troppo completo, che solo la cecità del calcio italiano ha potuto far finire a Saragozza dopo la stagione fatta col Genoa in B". Parole sante Serse.

E daesso? Adesso si sta calmi, si pensa alla Roma ed al Bologna e poi si va a casa Ibra, con un Barcellona che questa volta avrà paura dell'Inter perchè una sconfitta lo taglierebbe fuori dalla coppa, l'avreste mai immaginato al 70esimo di Dinamo-Inter? Ma questa è l'Inter, ci vuole un cuore forte per tifarla ma i muscoli cardiaci nerazzurri sono allenati ed in questo momento cantano di gioia.

Leonardo Ciancarella
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