advertisement
Mou da brividi nell'intervallo di Kiev: "SONO ENTRATO NEL LORO CUORE". Poi torna in sè e bastona Gazzaev...
Il tecnico nerazzurro spiega l'azzeccata mossa Muntari.
Wesley Sneijder insacca la rete che corona la rimonta dell'Inter nel gelo di Kiev, e Josè Mourinho corre, corre, corre. Come un forsennato, verso Julio Cesar, e lo abbraccia forte. "Avevo freddo - spiegherà poi con un sorriso - con quella corsa mi sono riscaldato".
Al termine di una serata non adatta ai malati di cuore, il tecnico portoghese è riuscito a tirarsi fuori dalla madre di tutte le fosse, attingendo alle risorse più nascoste dei suoi uomini. "Alla fine del primo tempo sono entrato nel loro cuore - racconta nel dopo partita - ho detto loro che al 90simo non avrei voluto vedere lacrime, ma solo gente distrutta dalla fatica, che aveva dato tutto con i denti e con le unghie".
Lo Special One parla di carattere, personalità, voglia, di cose intangibili e tuttavia solidissime nella sua Inter, ma non c'è dubbio che lui ci abbia messo del suo con mosse azzeccate: "Avevo già pensato, prima dell'intervallo, che se la squadra non fosse riuscita a fare bene, avremmo giocato in un modo diverso. Non ho avuto paura di perdere due o tre a zero. Ho rischiato con Muntari come ala sinistra, ma quando un allenatore cambia, lo fa sempre per migliorare la squadra. Alla fine, comunque, sono i giocatori a fare la differenza...".
Ora Mou può anche rispondere tra le righe all'irriverente Gazzaev della vigilia: "Cosa avrei fatto al posto suo? Io non sono l'allenatore della Dinamo, un allenatore che ha detto che la sua squadra era tecnicamente più forte di noi...".
Al termine di una serata non adatta ai malati di cuore, il tecnico portoghese è riuscito a tirarsi fuori dalla madre di tutte le fosse, attingendo alle risorse più nascoste dei suoi uomini. "Alla fine del primo tempo sono entrato nel loro cuore - racconta nel dopo partita - ho detto loro che al 90simo non avrei voluto vedere lacrime, ma solo gente distrutta dalla fatica, che aveva dato tutto con i denti e con le unghie".
Lo Special One parla di carattere, personalità, voglia, di cose intangibili e tuttavia solidissime nella sua Inter, ma non c'è dubbio che lui ci abbia messo del suo con mosse azzeccate: "Avevo già pensato, prima dell'intervallo, che se la squadra non fosse riuscita a fare bene, avremmo giocato in un modo diverso. Non ho avuto paura di perdere due o tre a zero. Ho rischiato con Muntari come ala sinistra, ma quando un allenatore cambia, lo fa sempre per migliorare la squadra. Alla fine, comunque, sono i giocatori a fare la differenza...".
Ora Mou può anche rispondere tra le righe all'irriverente Gazzaev della vigilia: "Cosa avrei fatto al posto suo? Io non sono l'allenatore della Dinamo, un allenatore che ha detto che la sua squadra era tecnicamente più forte di noi...".
Ti ringraziamo per il tuo commento!
Per favore, inserisci il tuo nome
Per favore, inserisci la tua località
Per favore, inserisci un tuo commento!
11 I Vostri Commenti
Pubblicità
Dentro Goal.com
/* empty because this one does not have controls */?>
Pubblicità
Pubblicità