Mou da brividi nell'intervallo di Kiev: "SONO ENTRATO NEL LORO CUORE". Poi torna in sè e bastona Gazzaev...

Il tecnico nerazzurro spiega l'azzeccata mossa Muntari.

05/nov/2009 12.47.03

Josè Mourinho - Inter (Getty Images)
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Josè Mourinho - Inter (Getty Images)

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Wesley Sneijder insacca la rete che corona la rimonta dell'Inter nel gelo di Kiev, e Josè Mourinho corre, corre, corre. Come un forsennato, verso Julio Cesar, e lo abbraccia forte. "Avevo freddo - spiegherà poi con un sorriso - con quella corsa mi sono riscaldato".

Al termine di una serata non adatta ai malati di cuore, il tecnico portoghese è riuscito a tirarsi fuori dalla madre di tutte le fosse, attingendo alle risorse più nascoste dei suoi uomini. "Alla fi­ne del primo tempo sono entrato nel loro cuore - racconta nel dopo partita - ho detto lo­ro che al 90simo non avrei voluto vedere lacrime, ma solo gente distrutta dalla fatica, che aveva dato tutto con i denti e con le unghie".

Lo Special One parla di carattere, personalità, voglia, di cose intangibili e tuttavia solidissime nella sua Inter, ma non c'è dubbio che lui ci abbia messo del suo con mosse azzeccate: "Avevo già pensato, prima dell'intervallo, che se la squadra non fosse riuscita a fare bene, avremmo giocato in un  modo diverso. Non ho avuto paura di perde­re due o tre a zero. Ho rischiato con Muntari come ala sinistra, ma quando un allenatore cambia, lo fa sempre per migliorare la squadra. Alla fi­ne, comunque, sono i giocatori a fare la dif­ferenza...".

Ora Mou può anche rispondere tra le righe all'irriverente Gazzaev della vigilia: "Cosa avrei fatto al posto suo? Io non sono l'allenatore della Dina­mo, un allenatore che ha detto che la sua squadra era tecnicamente più forte di noi...".
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