Il Punto sull’Inter: Il titolo della serata cipriota? "MOURINHO & BURDISSO in... Oggi le comiche!"

Una serata orribile salvata dal solito Julio Cruz.

Nicolas Burdisso, Inter (Foto Grazia Neri)
La prima rete in Champions di Mario Balotelli, la prima rete in Champions di Marco Materazzi, l’ennesima partita rovinata da Nicolas Burdisso.

Francamente incredibile quello che il centrale argentino è riuscito a combinare in una sola partita, un retropassaggio suicida che nemmeno nel calcio dilettantistico ed un intervento di testa illogico oltre ogni limite in occasione del 3-2 cipriota. Come si fa ad arrivare sulla palla così scarichi? Come si fa a giocare senza quella decisione, quell’arroganza sportiva di chi domina la propria area che è dote fondamentale per un centrale difensivo? Eppure in altre occasioni il buon Nicolas ha dato prova di grande temperamento, anche troppo, se si pensa alle tante espulsioni in partite clou di Champions e di campionato. Mi fermo volutamente qui nel commento degli errori del centrale argentino perché sarebbe troppo facile sparare addosso ad un giocatore in difficoltà. Se, però, parecchi indizi fanno una prova, ne abbiamo avute tante di non grande affidabilità e sarebbe il caso di farne tesoro.

Certo è che non ci si può nascondere dietro agli errori della difesa per giustificare una prova imbarazzante (andrebbe forse detto penosa) di una squadra che non ha un’identità definita, che continua a cambiare interpreti e moduli e non trova una quadratura propria che gli permetta di imporre il suo gioco e di chiudere le partite come una grande squadra dovrebbe fare. Se per caso Julio Cruz non avesse infilato il colpo di testa del 3-3, di cosa staremmo parlando adesso? Della squadra più forte di un girone di Champions tra i più facili, con giocatori di primo livello che viene allegramente presa per il “sellino”, come dicono a Firenze, dall’Anorthosis Famagosta, chiara candidata alla vittoria finale della Champions League? Verrebbe da chiedersi dove creda di andare l’Inter così, ma è il caso ancora una volta di sospendere i giudizi troppo pessimisti e limitarsi ai fatti.

Ha detto bene un infuriato Mourinho, questa era una partita da vincere facile per il chiaro divario tecnico e tattico delle due squadre in campo, la partita era cominciata benissimo con un’Inter padrona del campo meritatamente in vantaggio ed il solito strepitoso Cambiasso, vero uomo indispensabile di questa squadra al pari se non di più di Ibrahimovic. Quando l’argentino è in campo i nerazzurri sanno gestire la palla, trovano sempre l’uomo libero, ringhiano sulle caviglie avversarie e  reggono meglio in difesa, se Mourinho nel secondo tempo lo ha addirittura spostato in difesa rinunciando al suo apporto in mezzo al campo vuol dire che davvero aveva visto Burdisso in uno stato di confusione totale. Questo forse è il difetto principale di questa Inter, parte bene ma si perde, è successo a Reggio Calabria, è successo anche in terra cipriota. Ci sono dei limiti di carattere e di convinzione che a questa squadra erano sconosciuti ma che sono facilmente rimediabili con delle prove convincenti, di sicuro non con la timidezza mostrata nel secondo tempo della partita di Champions.

Ma basterà questo mese a dire di che pasta è fatta questa Inter. Si inizia  con la difficilissima partita interna con l’Udinese, poi il Palermo in trasferta ed infine il derby d’Italia con la Juventus. Dopo questo ciclo tutt’altro che facile di partite sapremo che Inter è questa, dove sarà in campionato e se il tecnico sarà riuscito a far assorbire ai giocatori le sue idee. Pur in una serata da incubo come quella appena trascorsa si iniziano a vedere i movimenti e lo schieramento chiesto dal tecnico portoghese, in cui, è onesto dirlo, si sta distinguendo Ricardo Quaresma, ancora lontano dall’incidere nelle partite ma diligentemente legato ai suoi compiti di elastico tra attacco e difesa.

Leonardo Ciancarella
ciancarella@clarence.com

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