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I nerazzurri se la caveranno con una multa, a differenza della Lazio, i cui tifosi già si erano resi protagonisti di episodi riprovevoli. Ma Moratti è infuriato per l'episodio.

Dopo l'eliminazione la stangata? Non dovrebbe essere così, a decifrare gli ultimi sviluppi del caso riguardante l'Inter e i suoi tifosi, rei di aver rivolto 'buu' razzisti ad Emmanuel Adebayor durante il match di ritorno di Europa League contro il Tottenham. Insomma, niente squalifica del campo con ogni probabilità, ma solo una semplice multa.

Il caso che riguarda i nerazzurri è infatti diverso da quello della Lazio, costretta a disputare due turni europei a porte chiuse (uno già scontato con lo Stoccarda, l'altro nei quarti contro il Fenerbahçe): i sostenitori biancocelesti, nel rivolgere il saluto romano contro il Borussia Mönchengladbach, erano recidivi, cosa che non si può affermare per i frequentatori delle curve di San Siro.

I legali nerazzurri presenteranno una memoria, poi il 19 aprile ci sarà la sentenza della Commissione disciplinare dell'Uefa. In caso di esito negativo, l'Inter potrà ricorrere alla Giurì d'Appello. Ma c'è ottimismo, soprattutto perché nel referto del delegato Uefa Speczik non si indica un destinatario preciso, tranne Defoe al momento della sostituzione, limitandosi invece a formule vaghe.

Di certo c'è comunque che il fatto ha provocato l'ira di Massimo Moratti, da sempre in prima linea nella lotta al razzismo negli stadi. Anche perché, secondo quanto annotato da Speczik, né gli steward né le forze dell'ordine sono intevenute. Neppure quando i tifosi interisti hanno utilizzato botti e petardi, anche se è ovvio che la questione maggiore riguardi i cori razzisti ad Adebayor.

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