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A causa del comportamento razzista dei alcuni suoi sostenitori, la formazione biancoceleste non potrà avere il proprio pubblico in Europa League: "E' assurdo" dice il patron.

Una decisione assurda. Claudio Lotito, presidente della Lazio, non concepisce il provvedimento dell'UEFA riguardo al comportamento razzista degli ultras biancocelesti: la formazione capitolina, infatti, dovrà giocare la prossima partita di Europa League casalinga a porte chiuse.

"E' un provvedimento abnorme rispetto alla realtà" riferisce il numero uno laziale a 'Rai Sport'.  "In ogni caso la Lazio ha fatto tutto quello che poteva e doveva per impedire che ciò avvenisse.

Subire le porte chiuse contro lo Stoccarda provocherà un grave danno economico alla società e che impedirà ai tifosi di partecipare a un evento come questo. Assurdo".

Lotito non vuole che per pochi vengano punti in tanti: "Come club non possiamo essere penalizzati per l'errore di pochi. Faremo ricorso, ma il problema non è la severità dell'Uefa, ma la capacità di attuare le pene per danni effettivamente recati".

Il presidente non ci sta: "Tutti sanno quanto il sottoscritto ha fatto per prevenire e scongiurare fatti di questo tipo ottenendo risultati che nessuno a livello nazionale ha ottenuto. Bisogna fare una distinzione tra il tifoso deliquente che agisce di propria spontanea volontà e una tofoseria che si esprime civilmente".

Il discorso verte su una cosa ben precisa: "Non è possibile che un club paghi per errori di un singolo".

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