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Sei goal in quattro partite lo hanno reso la stella dei giochi olimpici: "Damiao Meravigliao" punta dritto all'oro, e pensare che: "Dicevano che non ero fatto per il calcio..."

Leandro Damiao è uno di quelli che quando fanno una cosa la fanno bene. Anche se ci mettono più tempo del previsto. In mezzo ci mette più di qualche preghiera e la fiducia che un giorno sarebbe diventato davvero qualcuno. Magari la stella delle Olimpiadi.

E non è servito essere uno di quei bambini prodigio per farsi un nome. Il piccolo Damiao, infatti, quando sgomitava nei campetti polverosi della periferia di San Paolo non era proprio additato come un baby fenomeno, anzi, tutt'altro: "A Ibirama un sacco di gente mi diceva che non ero fatto per giocare a calcio. Ho quasi pensato di smettere per aiutare mio padre al lavoro", le parole del brasiliano riportate dalla 'Gazzetta dello Sport'.

Poi è arrivata la chiamata dell'Internacional, a 19 anni, quando nel frattempo i suoi attuali compagni Pato e Neymar facevano sfracelli a destra e a manca. Il primo anno il suo spirito religioso si dedica alla meditazione, che si interrompe al raggiungimento del Nirvana nell'agosto del 2010, quando il suo goal del 2-1 a Guadalajara indirizza la Copa Libertadores verso Porto Alegre.

E' così che inizia la trasformazione, l'evoluzione in 'Damiao Meravigliao', l'idolo della torcida del Colorado. Arrivano 22 goal in 55 gare, di pari passo con l'interesse di mezza Europa. E la Nazionale? Anche li ci vuole l'ispirazione,e per coglierla ci vuole il momento giusto, quello perfetto. In dieci partite con la Selecao arriva solo un goal, ma il ct Menezes lo conosce bene. E quindi lo aspetta.

L'occasione giusta arriva puntualmente alle Olimpiadi di Londra 2012. Tutti si aspettano Oscar, Neymar e Pato, ma alla fine tocca a Damiao rubare la scena a tutti. "Che Damiao partisse davanti a Pato l'ho sempre detto. E non lo avrei mai tolto prima che facesse gol, perché non volevo perderlo", dichiara con soddisfazione Menezes. Anche perchè di goal ne sono arrivati sei, tutti decisivi.

"Non ci speravo neanche nei miei sogni migliori, ma ora dobbiamo vincere l'oro", dichiara un entusiasta Damiao, che è definitivamente diventato il grande obiettivo di mercato di tante big europee. Ma lui non ci pensa. Almeno non per ora. "Sono felice come mai nella mia carriera. Mi voglio godere il momento e la finale. Al mio futuro penserò dopo, quando tornerò a casa".  D'altronde, adesso più che mai, il tempo è dalla sua parte.

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