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Il calciatore, reo di aver esibito la maglietta 'Speziale innocente' dopo un goal, è stato squalificato dal Giudice Sportivo fino al luglio del 2013.

"Il Daspo nei confronti di Pietro Arcidiacono non è stato nè modificato nè attenuato". La precisazione arriva dal Questore di Catanzaro, Guido Marino, in merito alle polemiche sorte attorno al provvedimento (valido per 3 anni) comminato nei confronti del calciatore della Nuova Cosenza.

Questi aveva mostrato, in segno di esultanza dopo un goal, una maglietta pro Speziale, l'ultrà del Catania condannato per la morte dell'ispettore di polizia Filippo Raciti, avvenuta nel febbraio 2007 in seguito ai disordini scoppiati dopo il derby con il Palermo.

"Accertato che il calcio è la sua professione - ha aggiunto Marino - Arcidiacono potrà continuare a svolgerla. Per il resto il Daspo resta invariato". A scatenare nuovamente le polemiche, infatti, era stata la presunta modifica del decreto, che vieta al giocatore di assistere alle partite, ma nel contempo gli consente di prendervi parte, una volta esaurita la squalifica - valida fino al 20 luglio 2013 - inflittagli dal Giudice Sportivo.

Quella calcistica, secondo il provvedimento emanato dal Questore, è "l'attività lavorativa dalla quale il calciatore (peraltro dilettante, ndr) trae i mezzi di sussistenza", per cui Arcidiacono viene autorizzato "lo stesso alla preparazione e a disputare, se convocato, le partite del Cosenza".

Il giocatore, intanto, si accinge a presentare ricorso contro la suddetta squalifica. Ieri pomeriggio la Procura federale, che sta indagando sulla vicenda, lo ha interrogato a Catanzaro, assieme a suo fratello Salvatore, al capitano della squadra Mosciaro e al team manager Perri.

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