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L'attaccante del Cosenza paga carissimo la maglia con la scritta 'Speziale innocente', esibita in occasione del match di Serie D contro il Sambiase: per lui Daspo di tre anni.

Aveva destato profondo sdegno in tutto il mondo del calcio e non solo il gesto compiuto da Pietro Arcidiacono, ventinquattrenne punta della Nuova Cosenza che, dopo un goal siglato nel match contro la Sambiese, aveva mostrato alle telecamere una maglietta in onore di Speziale, ultras catanese condannato per l'omicidio dell'Ispettore di Polizia Filippo Raciti, ucciso il 2 febbraio 2007 durante gli incidenti scoppiati in occasione del derby con il Palermo.

Pronta è arrivata la durissima decisione del Questore di Catanzaro, Guido Marino, che ha emesso un Daspo di tre anni per la punta, costretta adesso a non mettere più piede in uno stadio italiano per i prossimi trentasei mesi.

A passare ad Arcidiacono la t-shirt incriminata con la scritta 'Speziale innocente'  era stato il fratello Salvatore, suo compagno di squadra. Il club calabrese, che ieri si è imposto a Lamezia Terme contro il Sambiase nel match valido per il girone I di Serie D, si era subito dissociato ed aveva immediatamente sospeso il calciatore, dichiarandosi "estraneo ai fatti".

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