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Il 24enne Arcidiacono (Nuova Cosenza) si è giustificato così: "Nulla contro le forze dell'ordine, è solo perchè conosco Speziale (condannato per l'omicidio Raciti, ndr)".

Non poteva scegliere un modo peggiore per esprimere la propria gioia per il goal appena realizzato. Pietro Arcidiacono, 24 anni, militante nella Nuova Cosenza, club di serie D, ha mostrato alle telecamere una maglia con la scritta 'Speziale innocente'. Lo Speziale a cui si fa riferimento sarebbe Antonino, uno dei due ultras del Catania (l'altro è Daniele Micale) responsabili dell'omicidio dell'ispettore di Polizia Filippo Raciti, ucciso il 2 febbraio 2007 durante gli incidenti scoppiati in occasione del derby con il Palermo.

A passare ad Arcidiacono la t-shirt incriminata, dopo la rete, è stato il fratello Salvatore, suo compagno di squadra. Il club calabrese, che ieri si è imposto a Lamezia Terme contro il Sambiase (per 4-3, in un match valido per il girone I), si è subito dissociato ed ha sospeso il calciatore, dichiarandosi "estraneo ai fatti".

Il diretto interessato ha provato a giustificarsi così: "Non era un gesto contro le forze dell'ordine, nè tantomeno contro la famiglia Raciti, ma solo un gesto di solidarietà verso un ragazzo che conosco bene perchè siamo cresciuti nello stesso quartiere a Catania".

Ora sia per Arcidiacono che per la società cosentina potrebbe scattare il deferimento. Durissima la reazione del Coisp, sindacato di polizia: "Intervenga la Figc, Arcidiacono deve essere radiato dal mondo dello sport e il suo club penalizzato".

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