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Diretta Live

Serie A

  • 03 novembre 2013
  • • 15.00
  • • Stadio Communale Friuli, Udine
  • Arbitro: D. Massa
  • • Spettatori: 15867
0
FIN
3

Udinese-Inter 0-3: Tutto troppo facile, colpaccio mazzarriano

Con due goal nel primo tempo e uno nel secondo la Beneamata ha espugnato il Friuli per 3-0. Quattro infortunati nel secondo tempo: out Di Natale, Jonathan, Ranocchia e Samuel.

L'Inter ricomincia a correre e dopo un mese e mezzo torna a sorridere lontano da Milano, l'Udinese non brilla e scivola per l'ennesima volta al cospetto di una grande. Allo stadio Friuli esultano i nerazzurri, decisamente più tonici dei padroni di casa: il 3-0 finale è un risultato tanto netto quanto meritato.

La zuccata di Palacio e la girata volante di Ranocchia mettono la sfida in discesa nella prima mezz'ora, Alvarez chiude i giochi in pieno recupero: Mazzarri effettua il controsorpasso sulla Fiorentina e si riporta a -6 dalla zona Champions, Guidolin incassa il secondo ko interno di fila e resta nel limbo di una classifica anonima.

FORMAZIONI - Senza lo squalificato Pinzi e l'infortunato Basta, Guidolin ridisegna il centrocampo lanciando Widmer a destra e inserendo Badu in mezzo al campo accanto ad Allan e Pereyra: Naldo viene preferito ad Heurtaux in difesa, Muriel e Di Natale formano la consueta coppia d'attacco.

Mazzarri, a corto di punte, conferma l'insostituibile Palacio là davanti e dà a Guarin il compito di supportarlo: Alvarez arretra sulla linea mediana al fianco di Cambiasso e Taider, Ranocchia ritrova una maglia da titolare e fa compagnia a Samuel e Juan Jesus davanti al recuperato Handanovic.

PRIMO TEMPO - L'Inter ha una gran voglia di ritrovare il successo per non perdere ulteriore terreno dalle primissime della classe, l'Udinese è squadra organizzata e pericolosissima con la velocità di quei due là davanti. Complice la pioggia che inonda il prato del Friuli aumentando la velocità della sfera, i ritmi della contesa si alzano subito. Le imprecisioni non mancano, da una parte come dall'altra, ma almeno i ventidue in campo dimostrano di volerci provare.

I nerazzurri hanno un pizzico di qualità in più e si vede. Sfruttando il loro foltissimo centrocampo, i ragazzi di Mazzarri gestiscono la sfera con maggiore continuità e alla lunga stringono d'assedio l'intimorita Udinese, bloccata nella propria trequarti ed incapace di spezzare la manovra altrui.

Dopo un paio di pericoli creati da Cambiasso e Nagatomo, gli ospiti colpiscono due volte in una manciata di secondi: Palacio apre le danze girando in rete di testa una punizione al bacio di Taider, Ranocchia raddoppia su azione d'angolo sfruttando un'uscita a vuoto di Brkic e alla mezz'ora la gara ha già preso una direzione precisa.

La reazione di Di Natale e soci, invocata a gran voce dal popolo del Friuli, tarda ad arrivare. Al di là di uno spunto di Muriel, favorito da uno svarione dell'acciaccato Samuel (che infatti subito dopo deve lasciare il proprio posto a Rolando a causa di un risentimento muscolare), l'Udinese non riesce ad avvicinarsi dalle parti dell'ex Handanovic.

La difesa a tre di Mazzarri, aiutata da Jonathan e Nagatomo sulle corsie, tiene a bada con disinvoltura le sporadiche iniziative delle due punte di Guidolin: all'Inter basta restare in attesa per portare negli spogliatoi il doppio vantaggio.

SECONDO TEMPO - La spaventata Udinese vista per 45' in avvio di ripresa sembra lasciar spazio ad una squadra molto più convinta. Nell'intervallo Guidolin deve aver alzato la voce, perché i friulani se la giocano con un'intensità nettamente superiore.

Lo squillo di Di Natale, che chiama subito Handanovic alla prima grande parata della gara, ha l'effetto di togliere certezze alla banda di Mazzarri, che improvvisamente perde lucidità e inizia a sbagliare anche i palloni più elementari. Il ritrovato entusiasmo bianconero, però viene smorzato subito.

Quando Di Natale chiede il cambio a seguito di un fastidio alla coscia, il popolo del Friuli sospira scoraggiato. Guidolin, che poco prima aveva messo in cantiere l'ingresso in campo di Bruno Fernandes per Pereyra, è costretto alla doppia sostituzione: Ranegie si piazza al centro dell'attacco al posto del capitano, ma non è la stessa cosa.

Senza il suo leader l'Udinese sbanda, dando a Guarin l'occasione di centrare un palo terrificante al termine di una violenta penetrazione centrale. Per Mazzarri le cattive notizie arrivano solo dal fronte medico: anche Jonathan, infatti, alza bandiera bianca e lascia spazio a Pereira.

Nico Lopez si alza dalla panchina e si prepara ad entrare in campo, facendo scaldare il Friuli: Guidolin, però, richiama Muriel, talento cui il popolo bianconero non avrebbe voluto rinunciare. Tra i mugugni dei suoi tifosi, l'Udinese produce l'ultimo sforzo, ma non ha la velocità per far paura.

Mazzarri, tranquillo, mastica amaro solo per l'ennesimo problema fisico di uno dei suoi: anche Ranocchia saluta la contesa e viene sostituito da Andreolli. Nell'ultimissima porzione del match i padroni di casa accelerano con un briciolo di determinazione in più, ma si espongono al letale contropiede nerazzurro: Alvarez non si fa pregare e infila per la terza volta l'incolpevole Brkic, mettendo il sigillo finale sulla partita.

CHIAVE - L'Inter ha dalla sua talento e personalità superiori all'Udinese, qualità che le permettono di prendere in mano la sfida fin dalle prime battute. Per riuscire a concretizzare un dominio territoriale piuttosto evidente, però, c'è bisogno dei calci da fermo, che finiscono per fare a differenza ai fini del successo nerazzurro.

La difesa di Guidolin, infatti, si fa trovare impreparata al cospetto delle palle inattive che spiovono nella propria area: Palacio e Ranocchia ne approfittano e nella prima mezz'ora trovano il doppio vantaggio, dando subito la svolta decisiva alla partita.

MOVIOLA - La partita fila via liscia, Massa la dirige con grande tranquillità. A metà primo tempo Jonathan protesta timidamente dopo uno scontro in area con Gabriel Silva, l'arbitro ligure fa benissimo a lasciar correre.

Poco dopo l'esterno nerazzurro è protagonista nei suoi sedici metri, dove manda al tappeto Pereyra con una leggerissima spinta: anche in questo caso è corretta la decisione di non concedere il penalty. A cinque minuti dal termine Nico Lopez cade nell'area nerazzurra dopo un contatto con Alvaro Pereira, ma l'intervento dell'esterno uruguaiano è regolarissimo.


Dalle pagelle

IL MIGLIORE - Palacio. Ne segna uno e potrebbe farne altri. Meno male che non è un centravanti...

IL PEGGIORE - Badu. Sbaglia diversi passaggi elementari. Va in sofferenza davanti  alla qualità dei centrocampisti dell'Inter.

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