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Serie A

  • 25 agosto 2013
  • • 20.45
  • • Stadio Olimpico di Torino, Torino
  • Arbitro: D. Orsato
  • • Spettatori: 13418
2
FIN
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Torino-Sassuolo 2-0: Ai granata bastano due lampi, Brighi e una perla di Cerci fanno sorridere Ventura

I granata iniziano col piede giusto grazie a due conclusioni da fuori: splendida quella del mancino della nazionale, a giro col sinistro. Gli emiliani patiscono l'esordio in A.

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La preoccupazione del Torino contro l’entusiasmo del novizio Sassuolo: ad avere la meglio sono i granata, che passano al termine del primo tempo con Brighi e poi al quarto d’ora della ripresa con uno strepitoso goal del solito Cerci. Termina 2-0. E il pubblico granata, che nel corso di un primo tempo brutto e noioso stava esprimendo la propria disapprovazione, si scioglie in un applauso che coinvolge tutta la squadra.  

FORMAZIONI – Ventura schiera la difesa a tre, anche se gli esterni di centrocampo (Darmian e D’Ambrosio) sono più terzini che ali. C’è Padelli in porta e l’altro neo acquisto Farnerud in mezzo. Davanti, assieme a Immobile, viene spostato Cerci. Il Sassuolo risponde col solito tridente, arma in più nella storica stagione della promozione: Zaza è affiancato da Farias e Masucci. Esordisce dal primo minuto Reto Ziegler, preso dalla Juventus.

PRIMO TEMPO – Poco da raccontare, per gran parte della prima frazione. Torino che vorrebbe ma non può, Sassuolo che imbriglia e innervosisce gli avversari con possesso palla e centrocampo folto. E così le emozioni latitano, o meglio, non arrivano per nulla: solo Immobile dà l’impressione di poter far qualcosa in più per sbloccare la situazione.

Il centravanti granata sfugge in un paio di occasioni alla difesa ospite, e in una di queste solo la stanchezza post fuga gli impedisce di calciare con più forza, da posizione defilata, col sinistro. Dall’altra parte il più attivo è lo sloveno Kurtic: Padelli si ritrova tra le braccia un suo sinistro da fuori area, che ha unicamente il difetto di essere troppo centrale.

Tra uno sbadiglio e qualche lamentela del pubblico granata, inframmezzati da una debole punizione defilata di Cerci che Rosati blocca, si arriva all’episodio decisivo del primo tempo: Immobile, scappato sulla sinistra,  è intelligente nel vedere il rimorchio di Brighi e a servirlo, con l’ex centrocampista juventino che con un destro incrociato fulmina Rosati. 1-0.

SECONDO TEMPO – La ripresa inizia con qualche sussulto, soprattutto da parte granata. Ci provano da lontano sia Vives che Farnerud, ed è proprio l’ex leccese ad andare vicino al raddoppio: destraccio con l’esterno e pallone che va a sfiorare il palo di Rosati. Dall’altra parte ci prova Ziegler su punizione, ma senza troppa fortuna.

Logico che in una partita così debba essere un giocatore più bravo degli altri a entrare in scena. E’ il minuto 63 quando Alessio Cerci decide che è ora di imprimere la propria impronta sulla gara: controllo sull’out di destra, rientro verso il centro e sinistro liftato sul palo più lontano, imprendibile per Rosati. E’ la rete del 2-0, è la rete che fa venir giù l’Olimpico.

Il Sassuolo tenta una timida reazione, soprattutto dopo che l’ingresso di Pavoletti rimpolpa un attacco sterile. Il gigante di Di Francesco e Laribi, altro neo entrato, ci provano, mentre Magnanelli sfiora il palo su punizione. Mentre nell’area nero verde Rosati salva su Vives, prima che Immobile becchi il palo dalla linea di fondo. Non cambia più nulla: a partire col piede giusto è il Torino.

CHIAVE – Solo un episodio, come si suol dire, può indirizzare una gara tecnicamente povera. L’episodio, in Torino-Sassuolo, arriva al 40’ del primo tempo: destro di Brighi da fuori e 1-0. Eì il che il Toro si scrolla la pressione dalle spalle, controllando il match e poi chiudendolo con la magia di Cerci.

MOVIOLA – Direzione autoritaria e senza troppe matasse da sbrogliare, quella di Orsato di Schio. Qualche cartellino quando serve, un pizzico di buon senso. E niente episodi da moviola nelle due aree.   

 

Dalle pagelle

IL MIGLIORE - Cerci. Il migliore, e non è una novità. Da seconda punta, spostata sulla destra, tenta costantemente l'uno contro uno. La rete del raddoppio è una perla.

IL PEGGIORE - Masucci. Si sbatte, ma francamente come contenuti tecnici la sua prestazione passa quasi inosservata.

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