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Serie A

  • 16 settembre 2012
  • • 20.45
  • • Stadio Olimpico di Torino, Torino
  • Arbitro: L. Banti
  • • Spettatori: 26000
0
FIN
2

Torino-Inter 0-2: un colpo per tempo, Milito e Cassano, e lo 'Strama' corsaro continua la sua marcia

Una bella rete del 'Principe' sblocca il match dopo tredici minuti. Nella ripresa ci pensa 'FantAntonio' a chiudere il match, con una rete a 7' dalla fine.

Invenzione di Milito al 13’, raddoppio di Cassano, subentrato a Sneijder, all’82’. Un goal per tempo e l’Inter sbanca Torino con una prestazione lontana dall’essere straordinaria. Una squadra cinica sfrutta in sostanza le uniche due occasioni che ha avuto in tutta la partita. Il Torino ha prodotto più gioco e occasioni, salvo perdersi quando si trattava di concretizzare. I nerazzurri continuano a vincere in trasferta, per i granata di Ventura è il primo stop.

FORMAZIONI – Ventura conferma l’undici che ha travolto il Pescara: in porta il solito Gillet, Darmian e Masiello presidiano le fasce, con Ogbonna e Glik custodi della zona centrale della retroguardia. A centrocampo la coppia Brighi-Gazzi, sulle fasce Santana e Stevanovic. Fiducia a Bianchi in attacco, affiancato da Sgrigna.

Stramaccioni rivoluziona la sua squadra e passa al 4-4-2 (o 4-4-1-1): davanti con Milito c’è Sneijder, che avanzerà il proprio raggio di azione. In panchina Palacio e Cassano. Difesa inedita con Jonathan, Ranocchia, Juan Jesus e Nagatomo, mentre a centrocampo troviamo Zanetti, Cambiasso, Guarin e Alvaro Pereira. Dirige l’incontro il signor Banti di Livorno.

PRIMO TEMPO – Granata imbattuti dopo due turni, nerazzurri reduce dal tonfo in casa contro la Roma di Zeman. Obiettivo unico: vincere. Chi per non sfigurare davanti al proprio pubblico, chi per non accusare un ritardo consistente dai battistrada. Il primo pallone all’Olimpico di Torino, gremito per l’occasione, è dei padroni di casa e ad inizio partita fanno fatica i centrali di difesa ospiti a contenere i movimenti senza palla di Sgrigna e Bianchi, mentre Cambiasso, quando l’Inter deve impostare, si abbassa per prendere il pallone e fare gioco.

Si sa, i campioni fanno la differenza quando meno te l’aspetti, soprattutto quando la squadra fatica a trovare profondità; ci pensa allora Milito al 13’, approfittando di un errore in disimpegno di Gazzi e calciando di prima dai 25 metri, andando a pescare l’angolino basso. Imparabile per Gillet. Capolavoro dell’argentino, 0-1 Inter.

Il vantaggio, tuttavia, non deve esaltare. L’undici di Stramaccioni, nel primo tempo, ha fatto davvero poco, pochissimo. Il Torino, dal canto suo, gioca meglio, ma fatica a rendersi pericoloso negli ultimi 25 metri. Un altro brivido per Gillet arriva da Sneijder, autore di una minacciosa punizione al 27’ sul primo palo, ma il portiere belga si salva allungandosi in tuffo.

E’ l’unica occasione, oltre all’invenzione di Milito, in cui gli ospiti si rendono pericolosi, perché è sempre il Toro ad attaccare dalla corsia di sinistra, senza mai però riuscire a concretizzare. A parte un tentativo di autogoal di Nagatomo, poco o nulla accade nel finale di frazione, e si va al riposo con l’Inter in vantaggio.

SECONDO TEMPO – Jonathan, dolorante alla spalla, non ce la fa e lascia il campo in favore di Alvarez. Dopo qualche secondo, è subito palo di Sgrigna, ma Banti aveva fermato il gioco perché l’attaccante granata era in posizione irregolare. Ventura opta allora per un doppio cambio verso l’ora di gioco: Cerci sostituisce uno spento Stevanovic, Meggiorini prende il posto di uno Sgrigna tanto volenteroso quanto poco efficace.

Non cambia molto rispetto al primo tempo, la partita resta più tattica che sentimentale, troppi cross e conclusioni in porta che si contano col contagocce. I granata sprecano poi due palle-goal nel giro di un minuto: nella prima Bianchi, servito egregiamente da Santana, trova un formidabile Handanovic (anche con un bel pizzico di fortuna); nella seconda Meggiorini conclude sull’esterno della rete.

E’ chiaro che il Torino sta operando il massimo sforzo per cercare di pareggiare la partita. Cassano a metà ripresa dà il cambio a Sneijder, che non prende bene la sostituzione e va direttamente negli spogliatoi. Proprio il barese, all’82’, chiude il discorso. Alvarez mette in mezzo un bel cross basso, il Torino è un po' scoperto in area di rigore e l'ex rossonero punisce Gillet e compagni con bel destro che si insacca alla destra del portiere granata. 0-2, sembra una sentenza.

Il Toro è stanco e spezzato in due. Prova a buttarsi in avanti con la forza della disperazione, ma ormai sembra non averne più. E la partita va pian piano spegnendosi: l’Inter batte, dunque, il Torino per 2-0.

LA CHIAVE – Un’Inter attenta e concreta vince col minimo sforzo a Torino. Dopo il goal di Milito, i nerazzurri hanno badato a gestire la reazione generosa quanto imprecisa dei granata. Nel secondo tempo non cambia il discorso.

MOVIOLA – Al 21’ ammonito Bianchi: il capitano del Torino entra in netto ritardo sulla gamba di Pereira: giallo sacrosanto, mentre la panchina dell'Inter avrebbe voluto il cartellino rosso. Cinque minuti dopo lo segue Masiello che va diretto su Zanetti. Al 35’ il primo ammonito nelle file nerazzurre è Juan Jesus: il difensore brasiliano prende anche il pallone nel contrasto con Brighi, ma il suo intervento è davvero al limite. Due minuti dopo è la volta di Nagatomo che calcia verso la porta a gioco fermo.

Al 54’ grande intuizione di Guarin per Sneijder che va giù in area di rigore nel contrasto con Glik. Occhiataccia dell'olandese a Banti, che lascia proseguire. Al 63’ l'arbitro ammonisce Handanovic che ritarda il rinvio dal fondo. Brutto intervento di Gazzi al 71’ ai danni di Zanetti, che stava ripartendo in contropiede: inevitabile il giallo. Nel complesso, senza sbavature la direzione del fischietto livornese.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Juan Jesus. E' il migliore in campo della formazione ospite, sia per la prestazione che per la personalità con la quale si getta su ogni pallone che potrebbe trasformarsi in guaio per la porta difesa da Handanovic.

IL PEGGIORE - Alessandro Gazzi. Grazie alla sua fisicità, avrebbe dovuto tenere a bada i muscoli di Cambiasso e compagni; in realtà è stato il motivo per cui l'Inter ha praticamente tenuto in mano le redini del gioco per tutti e novanta i minuti di gioco. Troppo timido, e rimedia pure un cartellino giallo meritato.

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