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Champions League

  • 20 novembre 2012
  • • 18.00
  • • Olimpiyskiy stadion Luzhniki, Moskva
  • Arbitro: I. Bebek
  • • Spettatori: 67325
0
FIN
3

Spartak Mosca-Barcellona 0-3: Messi sale in cattedra e scioglie le velleità dello Spartak, catalani agli ottavi

Spartak Mosca-Barcellona 0-3: Messi sale in cattedra e scioglie le velleità dello Spartak, catalani agli ottavi

Getty Images

I catalani espugnano Mosca e staccano il 'pass' con un turno d'anticipo. Dopo il vantaggio di Dani Alves, ecco lo show del fuoriclasse argentino che firma una doppietta.

Il Barcellona di Vilanova passeggia al ‘Luzhinki’ contro uno Spartak Mosca propositivo ma troppo fragile in fase difensiva che rischia di uscire fuori da tutte le competizioni. Gli spagnoli sono già qualificati al secondo turno ma non sono ancora aritmeticamente sicuri della prima piazza, contestualmente continua la rincorsa di Messi al Müller, il cui primato di reti stagionali dista ormai solo cinque lunghezze, con oltre un mese ancora da giocare.

FORMAZIONI – Tornano Dani Alves e Mascherano nella linea difensiva del Barça, mentre nel tridente saranno Pedro e Iniesta ad affiancare Messi, con Fàbregas e Busquets rientranti a centrocampo. Unai Emery punta su Emenike, e dietro al nigeriano il trio Ari-Jurado-K.Kombarov.

PRIMO TEMPO – L’inizio della gara è oltremodo avvincente, lo Spartak prova a non farsi schiacciare e ripartire in velocità e per un po’ sembra riuscirci, ma poi è il Barcellona a far male. Prima Pedro sfiora il goal, evitato solamente da un colpo di reni del portiere russo. Al quarto d’ora Lionel Messi si incaponisce palla al piede contro la difesa avversaria, ne viene fuori un pallone sporco che Dani Alves colpisce al volo e che insacca alle spalle di Dykan.

La squadra di casa continua a spingere, impaurendo i catalani con il tiro di Suchy su cross di Emenike, ma passano pochi minuti che al 27’ è ancora Messi a salire in cattedra. Il suo filtrante per Iniesta è splendido, il ‘cavaliere pallido’ arresta la corsa per saltare l’uomo e spara addosso all’estremo difensore, l’asso argentino si avventa sulla sfera e la deposita in rete.

Non basta il raddoppio a frenare gli ‘Spartachi’, che provano a farsi vedere in avanti con interessanti cross dalle fasce ma sul finire della prima parte è ancora la squadra azulgrana ad andare a segno. Pedro lancia ancora la ‘Pulga’ che scarta Dykan e fa registrare la sua rete numero 56 in Champions League, che gli permette di raggiungere Van Nistelrooy al secondo posto della classifica della competizione (dal ’92 in poi).

SECONDO TEMPO – I blaugrana riprendono da dove avevano lasciato, al 56’ è Fabregas a provarci da dentro l’area con il suo piattone destro ma il portiere cosacco ci mette una pezza. Passano pochi giri di lancetta che i catalani vanno nuovamente vicini al poker: Messi scodella verso Pedro, che di testa colpisce troppo debolmente, lo Spartak può tirare un sospiro di sollievo.

Al 77’ è ancora il numero 10 blaugrana a seminare il panico in area di rigore, l’argentino appoggia a Iniesta ma il suo tiro si infrange sul muro difensivo eretto dai rivali, raccoglie ancora Pedro ma la sua posizione defilata non gli permette di trovare la rete, si oppone ancora una volta Dykan’.

Alla fine la squadra di Vilanova supera agevolmente una formazione da cui ci sarebbe potuto aspettare molto di più, soprattutto nel proprio stadio. Continua la marcia dei catalani e quella di Messi, desideroso di infrangere ogni record in ogni rassegna.

CHIAVE – I tagli verticali degli attaccanti esterni del Barcellona perforano costantemente la lenta difesa dei russi, così nascono le azioni del secondo e del terzo gol. Emery spera di fare densità nel centro, tralasciando l’immensa differenza di qualità fra le due compagini.

MOVIOLA – L’episodio più complicato da valutare per Ivan Bebek è la caduta comica di Welliton su Valdes. Avrà avuto più problemi con la temperatura che con le decisioni arbitrali.

Dalle pagelle.

IL MIGLIORE - LIONEL MESSI: Che dire, gli aggettivi per descrivere la sua classe ormai sono terminati. Gli basta un quarto d'ora per infiammare il match e deciderlo da solo: chapeau.

IL PEGGIORE - RAFAEL CARIOCA: Perde nettamente il confronto con i più quotati dirimpettai, faticando a spezzarne le geometrie e senza mai riuscire a proporsi.

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