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Serie A

  • 27 settembre 2012
  • • 20.45
  • • Stadio Comunale Artemio Franchi - Montepaschi Arena, Siena
  • Arbitro: A. Gervasoni
  • • Spettatori: 8180
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FIN
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Siena-Bologna 1-0: Colpo Calaiò e le parate di Pegolo, la banda Cosmi dice addio all'incubo penalizzazione

Vittoria sofferta per i toscani, che devono dire grazie soprattutto al loro portiere, autore di una serie di interventi decisivi. Bologna sfortunato: espulso il tecnico Pioli.

Ad inizio stagione molti lo davano per spacciato, causa il pesante meno 6 in classifica che relegava il Siena negli inferi della serie A. Eppure dopo sole 5 giornate, condite da 8 punti, la squadra di Cosmi non solo ha annullato il segno meno, ma ha anche superato il Palermo e raggiunto il Cagliari a quota 2. Pochissime le emozioni all’Artemio Franchi, partita a lunghi tratti noiosa, sbloccata da un tiro dalla distanza di Calaiò sporcato da una deviazione di Antonsson.

Dopo la grande vittoria di San Siro, il Siena inanella così il secondo successo consecutivo, anche se probabilmente il Bologna avrebbe meritato il pareggio per un maggior numero di azioni create. Bologna che, da parte sua, ha trovato un Pegolo in grande forma che ha impedito agli emiliani di segnare la rete che avrebbe almeno garantito il pari. Diamanti, per 90 minuti in panchina, avrebbe forse potuto dare il cambio di marcia decisivo all’undici di Pioli.

FORMAZIONI - Qualche sorpresa in entrambi gli schieramenti, Cosmi preferisce Rodriguez a D’Agostino, schierando la consueta difesa a 3 e l’unica punta Calaiò supportata dal tandem Rosina, Ze Eduardo. Per il Bologna, con Diamanti inizialmente a riposo, Pioli schiera due punte, Acquafresca e Gilardino, con Kone ad agire sulla trequarti. Ritorno tra i titolari per Motta.

PRIMO TEMPO - La partita inizia in maniera spumeggiante con un’ottima occasione per parte. Prima Rosina, lanciato verso la porta, non trova l’assist giusto per Calaiò e poi Gilardino, con un gran colpo di testa, viene fermato da un attentissimo Pegolo.

Sembra l’inizio di un match spumeggiante ma il primo tempo termina, di fatto, così. Le squadre sembrano non volersi fare troppo male e, molto timidi, al limite dell’inesistente, sono i tentativi d’attacco. Tant’è vero che l’unico tiro degno di nota arriva da un calcio di punizione da distanza siderale di Morleo; il pallone prende uno strano effetto, ma Pegolo si salva seppur con qualche difficoltà.

La noia è l’unica vera attrice protagonista della prima frazione. Di fatto, entrambi gli allenatori, lasciando in panchina Diamanti e D’Agostino, hanno un po’ rinunciato al gioco. Un copione di tutt’altro genere è quello che ci si aspetta nel secondo tempo.

SECONDO TEMPO - Nessun cambio tra le fila delle due compagini al ritorno in campo dopo la prima metà di match. E il copione sembra essere lo stesso dei primi 45 minuti, con due squadre molto attente e coperte e con poche azioni offensive, generalmente portate a termine da tiri da lontano, come il bel destro di Motta ad incrociare sul secondo palo. Ma ancora una volta Pegolo si dimostra molto attento.

Ed è proprio un tiro da fuori area che sblocca il match dopo un’ora di gioco. E’ Calaio a portare in vantaggio i bianconeri con un tiro di destro dai 25 metri. La traiettoria viene sporcata da una deviazione di Antonsson, spiazzando Agliardi.

La rete di vantaggio porta Cosmi a cercare maggiore copertura togliendo un vivace, anche se poco concreto Rosina, per dare spazio a Valiani dopo che, poco prima del vantaggio, Sestu aveva sostituito Angelo. Pioli risponde con Gimenez al posto di un inconcludente Kone e Gabbiadini per Acquafresca.

Il Bologna si fa più pericoloso ma Pegolo, dopo la grande prova sfoderata a San Siro, si dimostra in ottima forma chiudendo la porta senese. La partita finisce così. Il Siena ottiene una vittoria con il minino sforzo e cancella il segno meno dalla sua classifica.

LA CHIAVE - Partita molto tattica, per larghi tratti noiosa. La decisione di non schierare D’Agostino e Diamanti, veri e propri costruttori di gioco, fa si che la partita sia più fisica che tecnica. La sensazione per tutto il match è che solo una situazione occasionale possa sbloccare l’incontro, ed è infatti quello che accade con il tiro da fuori di Calaiò che trova la complicità di Antonsson.

MOVIOLA - Partita che scorre via per 80 minuti senza episodi che richiedano decisioni difficili per l’arbitro Gervasoni. Nel primo tempo Gilardino, a tu per tu con il portiere avversario, viene giustamente fermato per posizione irregolare.

Proprio all’80’ si verifica un episodio molto dubbio. Gilardino cade in area dopo un contatto con Ze Eduardo. Le proteste sono molto vivaci, ma Gervasoni decide di lasciar proseguire. A farne le spese è Pioli che si vede costretto a lasciare il campo, espulso per proteste.

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