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Serie A

  • 02 marzo 2014
  • • 15.00
  • • Stadio Città del Tricolore, Reggio Emilia
  • Arbitro: P. Tagliavento
  • • Spettatori: 11693
0
FIN
1

Sassuolo-Parma 0-1: Follia di Berardi, Donadoni vede l'Europa con Parolo

Il Parma continua la sua marcia e prende tre punti d'oro in ottica europea. Decide Parolo in apertura, Berardi espulso pochi secondi dopo il suo ingresso per una gomitata.

Distrazione o leggerezza? Eccesso di sicurezza o troppa convinzione nei propri mezzi? Questa l’unica cosa che potrà domandare, e in parte contestare, ai suoi Donadoni. Troppo sciupone il Parma: passato in vantaggio dopo un minuto sul Sassuolo, i gialloblù hanno anche rischiato di subire il pareggio, pur dominando e sprecando occasioni su occasioni. Ma la vittoria è rimasta il tasca crociata, e ora sono 14 i risultati utili consecutivi. Record dei record, per l’Europa dei piccoli che ora è così vicina da fare quasi paura.

Forse anche ai giocatori parmensi in campo, fortunati ad aver davanti il quasi nulla neroverde. Malesani, che qualcosa probabilmente ha sbagliato nell’undici iniziale, mentre la squadra con la quale fu grande torna a volare, sprofonda e, quasi certamente, saluta.

FORMAZIONI - Le formazioni le diamo con i numeri: undici, quello degli ex tra le due compagini. Quattro: le partite perse da Malesani, dodicesimo ex, che non ha mai fatto punti da quando allena il Sassuolo, e quattro, il numero di partite consecutive vinte in trasferta che il Parma vuole mettere in fila, per segnare l’ennesimo record. Poi ci sono i numeri... ma li dà Malesani, lasciando Berardi in panchina dal primo minuto, mentre Donadoni conferma l’undici previsto alla vigilia.

PRIMO TEMPO - A proposito di numeri, sono più di duemila i tifosi del Parma al Mapei Stadium, trenta chilometri scarsi la distanza effettiva, mai così tanti dopo la trasferta di Cittadella che volle dire Serie A. Un tempo il Mapei Stadium si chiamava Giglio, lo volle la 'cuginastra' Reggiana quando sulla maglia portava lo sponsor Giglio in una colossale dissonanza con Parmalat che campeggiava sulle maglie ducali: il derby era in A e di tifosi ne muoveva, a spanne, dieci volte di più.

Il primo, infausto (per la Reggiana) derby, sotto un diluvio simile a quello odierno, finì a rubinetti e lavandini scagliati in campo. Ma oggi è un’altra storia, anche se per i tifosi del Parma entrati con un “L’Emilia siamo noi” forse non lo è troppo. Lo è sul campo, dove a Parolo basta un giro d’orologio per mettere in chiaro che il Parma vuole vincere: Biabiany vola via sulla fascia e gli serve una palla tesa e precisa, che al centrocampista non resta che accomodare in porta. Uno a zero per gli ospiti, vicini al raddoppio con un’azione gemella al 5': Biabiany mette in mezzo per Amauri, la palla è un po' alta e il colpo di testa sfila sopra la traversa.

Piove, il campo ne soffre, giocatori e spettacolo pure, la manovra del Sassuolo anche. Ne approfitta il Parma, che trova il raddoppio al quindicesimo: Cassano pennella una punizione per Lucarelli che insacca ed esulta, ma era in offside. Passano i minuti, la partita si addormenta su una sorta di fragile equilibrio nel quale il Parma fa la partita e i padroni di casa si limitano a cercare di ripartire. Parte Pucino ma sbaglia il suggerimento, ci prova Biabiany di tacco sugli esiti di un corner ma non inquadra la porta, tenta anche Amauri, su una palla persa dal francese che diventa un assist, ma non ha fortuna.

Ed arriva il trentesimo, così, senza che nemmeno lo stadio se ne accorga. Al trentesimo va in rete Cassano, ma in netto fuorigioco, la bandierina era già alzata. Resta il tempo per un’ammonizione per parte (Zaza e Lucarelli) e per un minuto di recupero, si va negli spogliatoi sullo 0-1.

SECONDO TEMPO - Si parte esattamente come si era finito: il Parma attacca ma non trova la rete che possa mettere la parola fine all’incontro. Ci prova Gargano al 47esimo, su cross di Cassano respinto in malo modo dalla difesa neroverde, ma il suo tiro finisce alto sopra la traversa, tenta anche Biabiany ma Pegolo fa sua la sfera. Ci prova, poi, Marchionni al 55esimo, servito ancora da Biabiany, ma il suo tiro finisce fuori di un soffio dopo una deviazione, in seguito tocca a Floro Flores, appena subentrato a Zaza, impegnare Mirante. Ma era in fuorigioco.

Cassano spreca un’azione ghiottissima, allora i padroni di casa provano a dire la loro: prima Gazzola costringe Mirante al miracolo in corner, poi Cannavaro, in rovesciata, impegna di nuovo l’estremo difensore - in odore di Nazionale come l’oriundo Paletta - infine Floro Flores di testa sbaglia da pochi passi. Non è giornata per il Sassuolo, che inserisce Berardi per Pucino, ma la partita del baby-attaccante non dura nemmeno sessanta secondi: con una clamorosa ingenuità, alza il gomito contro Molinaro e finisce immediatamente negli spogliatoi.

Il Parma prova a mettere il turbo, Cassano lancia Lucarelli ma a Pegolo battuto Ariaudo sulla linea dice di no, e Donadoni prima si infuria, poi inizia a vedere i fantasmi di una rimonta che avrebbe del clamoroso, e potrebbe avere il volto di Floro Flores, il migliore dei suoi: bella palla e gran colpo al volo sul quale Mirante si supera. E’ l‘81esimo, e la partita del Sassuolo finisce lì. Continua invece quella del Parma, che crea, e spreca. Clamoroso il colpo di tacco di Biabiany che sfila fuori di un nulla. Ma quattro minuti di recupero non bastano per salvare Malesani ed il Sassuolo: finisce uno a zero, il Parma continua a volare. E domenica, al Tardini, arriva il Verona per uno scontro diretto dal sapore europeo.

CHIAVE - Troppo Parma, per un Sassuolo generoso, ma inconcludente e nemmeno fortunato. Nemmeno l’eccesso di sprechi da parte degli avversari è riuscito a portare i neroverdi al pareggio: inconsistenti nel primo tempo, nel secondo hanno combinato qualcosa di più. Forse con Floro Flores da subito e Berardi in campo...

MOVIOLA - Tagliavento può ringraziare gli assistenti: poco da dire sulla gestione degli offside. Coraggioso, seppur strettamente attinente al regolamento, il rosso a Berardi appena entrato: la gomitata a Molinaro, che magari accentua un po’ la caduta, c’è.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Gargano. Fa un gran lavoro a centrocampo con il solito pressing sul portatore di palla avversario. Qualche limite in fase di impostazione, ma recupera una quantità industriale di palloni.

IL PEGGIORE - Berardi. La sua partita dura solo qualche secondo: la gomitata rifilata a Molinaro è una follia che stronca sul nascere le speranze di rimonta neroverdi. Un gesto che evidenzia un carattere ancora troppo acerbo per i più alti palcoscenici.

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