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Serie A

  • 24 novembre 2013
  • • 15.00
  • • Stadio Comunale Luigi Ferraris, Genova
  • Arbitro: D. Orsato
  • • Spettatori: 20352
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FIN
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Sampdoria-Lazio 1-1: Cuore blucerchiato, Cana rovina tutto

In 10 per tutta la ripresa per il rosso a Krsticic, la Sampdoria passa con Soriano. Ma al 94' Cana pareggia, rovinando così l'esordio sulla panchina blucerchiata di Mihajlovic.

Mai festeggiare prima del tempo. E' l'amara lezione che nella sfida odierna la Lazio ha dato a una Sampdoria combattiva, ammirevole per abnegazione ma che paga nella maniera più dolorosa la scelta di Mihajlovic di concedere a Palombo la passerella finale. La sua sostituzione in pieno recupero con Maresca, è infatti il motivo per cui l'extra-time si allunga di una manciata di secondi. Tempo sufficiente a Cana per agguantare l'1-1 dopo il vantaggio siglato da Soriano al 66'.

Risultato a parte, se la crisi blucerchiata sia stata davvero messa alle spalle è prematuro dirlo. Ma di certo la prestazione offerta contro la Lazio, giocando per un tempo in dieci (Krsticic espulso ad inizio ripresa), è la migliore medicina che Mihajlovic avrebbe mai potuto augurarsi per la sua nuova squadra. La formazione capitolina, prevedibile e disunita al momento di far valere la propria superiorità sul terreno di gioco, sullo 0-0 aveva colto un palo con Perea.

FORMAZIONI - Mihajlovic (accolto come il possibile salvatore della patria) e Petkovic si presentano al Ferraris schierando i propri undici con moduli inediti. Il 4-2-3-1 doriano è composto dal portiere Da Costa a cui si aggiungono De Silvestri, Mustafi, Gastaldello e Costa in difesa; Palombo e Obiang agiscono più avanti insieme a Gabbiadini, Krsticic e Wszolek che operano a più diretto supporto di Pozzi elemento più avanzato. Il 3-4-3 laziale, oltre all'estremo Marchetti; propone Ciani, Cana e Radu nelle retrovie; Konko, Onazi, Ledesma e Lulic a centrocampo e Candreva, Floccari e Keita in attacco.

PRIMO TEMPO - In attesa di trovare gioco e identità la nuova Sampdoria si scopre aggressiva. Arma utile contro una Lazio in crisi più volte costretta ad arretrare oltre i propri migliori propositi. Al buon ritmo generale non fa però riscontro un altrettanto generoso numero di occasioni-goal.

Solo a ridosso dell'intervallo un portiere, Marchetti, viene chiamato seriamente a fare il proprio lavoro, merito di un'insidiosa punizione di Gabbiadini. Il resto è un corricchiare collettivo disseminato da errori a profusione e da una solitaria botta a colpo sicuro di Pozzi respinta dal corpo di Konko.

SECONDO TEMPO - La ripresa comincia con un fallaccio del già ammonito Krsticic su Ledesma, Orsato gli mostra il rosso. Nonostante l'uomo in meno i blucerchiati non modificano il loro atteggiamento. I biancocelesti si affidano a Perea al posto di Keita ma restano leziosi favorendo la strategia locale. Dall'altra parte il tecnico serbo inserisce Soriano per Wszolek.

La spinta ospite produce un'incornata a lato di Konko e un clamoroso palo colto dal neo-entrato. Il rischio spaventa la Samp che si riversa in avanti trovando il vantaggio con Soriano che spinge in rete una palla che, dopo un tiro di Gabbiadini, danza attorno a Marchetti a cui non basta provare a metterci le pezze.

Petkovic dà un senso al suo sbracciarsi: fuori Ledesma e Candreva, dentro Hernanes ed Ederson. Il Doria ora serra i ranghi ed erige un autentico muro. Nel finale Petagna e Maresca rilevano Pozzi e Palombo. Ma all'ultimo secondo, proprio quando la Sampdoria festeggia la vittoria e la Lazio appare sulle ginocchia, Floccari mette in moto il difensore Cana che approfitta di un errore di Mustafi per involarsi su Da Costa e siglare l'1-1 finale in rasoterra.

CHIAVE - Per entrambe le squadre l'esigenza di riscattarsi obbliga a una sfida aperta che, però, evidenzia i rispettivi attuali limiti. Alla Samp va comunque il merito di mostrarsi più coraggiosa in ogni zona del campo anche quando si trova in dieci.

MOVIOLA - Solita direzione di forte personalità da parte di Orsato di Schio ben coadiuvato dai propri assistenti. Distribuisce i cartellini con parsimonia punendo con l'espulsione un Krsticic nervoso e ingenuo.

DALLE PAGELLE

IL MIGLIORE - Obiang. Ruba palloni su palloni, stroncando ogni azione della Lazio. Fondamentale per il nuovo corso di Mihajlovic.

IL PEGGIORE - Krsticic. Impreciso negli appoggi, sconsiderato nell'intervento su Ledesma che, a inizio ripresa, gli costa il rosso diretto.

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