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Serie A

  • 24 agosto 2013
  • • 20.45
  • • Stadio Comunale Luigi Ferraris, Genova
  • Arbitro: L. Banti
  • • Spettatori: 29277
0
FIN
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Sampdoria-Juventus 0-1: Tevez canta sotto la pioggia, i campioni partono bene grazie all'argentino

L'ex City segna ancora, dopo aver timbrato in Supercoppa, e regala i primi 3 punti a Conte sotto un nubifragio. Annullato per offside il teorico pari di Costa, rosso a Castellini.

L'assalto al terzo scudetto consecutivo della Juventus ha in Tevez il suo primo tenore. L'apache decide la sfida del Ferraris con una rete siglata al 58' al termine di un pregevole scambio avviato da Vidal e sostenuto da Pogba, decisamente il migliore elemento della serata. La gara, intensa soprattutto nella prima fase e a lungo contraddistinta da un autentico diluvio, ha mostrato anche una buona Sampdoria capace di reggere gli urti e di non mollare mai, soprattutto quando la superiorità avversaria poteva farle venire le vertigini. Nel finale Castellini, appena entrato, viene espulso.

FORMAZIONI – Speculari 3-5-2 per Rossi e Conte. I doriani, davanti al portiere Da Costa, si schierano con Gastaldello, Palombo e Costa; linea mediana affidata a De Silvestri, Eramo, Krsticic, Obiang e Berardi con gli esterni chiamati ad avere anche compiti di copertura; la coppia d'attacco è formata da Eder e Gabbiadini. I campioni d'Italia oltre a Buffon propongono in difesa Barzagli, Bonucci e Chiellini; a centrocampo Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Pogba ed Asamoah; fiducia agli attaccanti Tevez e Vucinic.

PRIMO TEMPO – Come prevedibile è la Juve a fare la gara nonostante il diluvio che si abbatte sul Ferraris non ne agevoli la manovra. La Sampdoria, conscia dei propri limiti, si fa agguerrita in fase di pressing e nel cercare soluzioni per far respirare la propria retroguardia nonostante Gabbiadini appaia troppo spesso isolato.

Gli ospiti, ogni volta che prendono l'iniziativa si rendono pericolosissimi esaltando i riflessi di Da Costa con Pirlo, Asamoah e Tevez. Ma i padroni di casa, quando perdono il possesso della palla, sono bravi a restare molto compatti nei propri venticinque metri arrivando indenni al riposo.

SECONDO TEMPO – Nella ripresa diminuiscono intensità del pioggia e della sfida. La Juventus sembra peccare di imprevedibilità agevolando gli sforzi difensivi degli avversari. Per spezzare l'equilibrio occorre quindi qualcosa di speciale. Il ricamo, tutto palla a terra, viene imbastito da Vidal che pesca in area Pogba bravo ad avanzare e ad appoggiare centralmente per Tevez libero di segnare.

La Sampdoria raccoglie tutto il proprio coraggio e prova a riprendere il risultato ma riesce solo a spaventare Buffon con un goal di Costa giustamente annullato per fuorigioco, un tiro di Eder scacciato di pugno e una saetta di Obiang a fil di palo. Gli ospiti sfiorano il raddoppio con un'incornata di Lichsteiner.

Rossi cambia: Soriano, Mustafi e Castellini (espulso dopo pochi minuti dal suo ingresso per fallaccio su Lichtsteiner) per Eramo, Gastaldello e Berardi. La Samp resta in partita. Nel finale Tevez e Vucinic lasciano il campo a Llorente e Giovinco.

CHIAVE – Sprazzi di aggressività blucerchiata per neutralizzare lo strapotere tecnico della Juventus che fatica enormemente nel trovare varchi a rete. Ci riesce solo nella ripresa, nell'azione più bella della partita.

MOVIOLA – Banti dirige in maniera sufficiente ben sostenuto dagli assistenti. Il miglior esempio di questo capita al 12' quando, per trattenuta di Chiellini su Gabbiadini a pochi centimetri dall'area di rigore, decreta solo una punizione dal limite. Giusto anche l'annullamento del possibile pari di Costa. Probabilmente eccessivo il rosso diretto mostrato al neo-entrato Castellini per una dura entrata su Lichtsteiner. Per il resto appaiono corretti al millimetro gli altri cartellini.

Dalle pagelle

IL MIGLIORE - Tevez. L'operazione di inserimento nei meccanismi di Conte procede a passo spedito: i suoi spunti negli ultimi venti metri danno la scossa all'attacco bianconero, la sua zampata regala alla Juve i primi tre punti della stagione.

IL PEGGIORE - Krsticic. Spazi e tempi per impostare l'azione non ci sono, il centrocampo bianconero è folto e tende a tenere per sé la sfera: il serbo è costretto soprattutto ad inseguire e fatica a dare un minimo di ordine alla manovra dei suoi.

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