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Serie A

  • 18 gennaio 2014
  • • 18.00
  • • Stadio Olimpico, Roma
  • Arbitro: C. Russo
  • • Spettatori: 35010
3
FIN
0

Roma-Livorno 3-0: Un, due, tre... la Lupa è uno spettacolo

Destro, Strootman e Ljajic consegnato i tre punti alla Roma, ma il risultato è addirittura stretto: i giallorossi dominano il Livorno e si portano a -5 dalla Juventus.

Il primo anticipo della 20ma giornata non regala sorprese. La Roma si sbarazza senza affanni del fragile Livorno ed inizia il suo girone di ritorno nel migliore dei modi. L'eloquente 3-0 dell'Olimpico inizia a prendere corpo nei primi 36', griffati dalle zampate di Destro e Strootman, e viene arrotondato da un destro di Ljajic a 12' dalla fine: Rudi Garcia continua la sua rincorsa alla Juventus capolista, Perotti bagna l'esordio con un pesante ko e resta inchiodato in fondo alla classifica.

FORMAZIONI - Garcia lascia Totti inizialmente in panchina, ma parte comunque col tridente puro: Destro si piazza al centro dell'attacco, Ljaijc e Gervinho hanno il compito di supportarlo. In mezzo al campo si rivede De Rossi, accompagnato da Pjanic e Strootman: Torosidis e Dodò sono gli esterni di difesa, Benatia ed il rientrante Castan formano la coppia centrale.

Perotti inizia la sua avventura amaranto con un undici abbottonato, caratterizzato da cinque difensori in linea: Valentini, Rinaudo e Ceccherini sono i centrali, Piccini e Mbaye proteggono le fasce laterali. Davanti alla retroguardia spunta Duncan, affiancato da Biagianti e Greco: Benassi si muove qualche metro più avanti a sostegno di Paulinho.

PRIMO TEMPO - I timori di Rudi Garcia, preoccupato per le possibili distrazioni figlie dell'impegno di martedì in Coppa Italia, vengono sbriciolati subito. Altro che Juventus: la Roma ha la testa rivolta solo al campionato e in campo si vede. Pur senza alzare i ritmi, i giallorossi si riversano subito nella metà campo del Livorno.

Scardinare la cassaforte difensiva messa in piedi da Perotti è un attimo: a trovare la chiave giusta è Destro, che sfrutta un cross da destra di Ljajic (e un tentativo maldestro di Gervinho) per superare Bassi con un tocco ravvicinato. Messa in discesa la gara, i padroni di casa vanno avanti con il pilota automatico.

Il piano studiato da Garcia è chiaro: tanto possesso palla per far 'uscire' la difesa dei toscani, improvvise accelerazioni per perforarla. La Roma ha una corsia preferenziale, quella di destra, da cui nascono le migliori occasioni. Dopo una grande opportunità fallita da Destro a tu per tu con Bardi, Gervinho e Pjanic arrivano alla conclusione partendo proprio da quella parte: ad avere la meglio è sempre il portiere del Livorno, uno dei migliori in campo.

Il colpo del ko arriva però dalla zona centrale del campo, dove l'onda giallorossa si sprigiona in tutta la sua forza: a sferrarlo è Strootman, il cui tap-in dal cuore dell'area mette in ghiaccio la gara ancor prima dell'intervallo.

SECONDO TEMPO - A dispetto della mossa tattica di Perotti, che inizia la ripresa con il giovane attaccante Borja al posto di Duncan, il match dell'Olimpico riparte su binari tinti di giallorosso. Il Livorno ci mette un pizzico di orgoglio in più, ma dietro fa una fatica tremenda ad arginare la spinta della Roma. Curiosamente i giallorossi ribaltano il loro fronte offensivo e nella ripresa sfondano soprattutto sull'out mancino.

Uno dei più vivi è Pjanic, che prima di essere sostituito da Nainggolan va tre volte alla conclusione: la più pericolosa, nata da un guizzo del frizzante Ljajic, va a schiantarsi sul salvataggio alla disperata di Mbaye. Mentre i toscani provano finalmente a farsi vedere dalle parti di De Sanctis, per altro con risultati scarsissimi, sale in cattedra proprio Ljajic, che diventa il protagonista assoluto dell'ultima porzione dell'incontro.

Tra una sostituzione e l'altra (la più significativa, inevitabilmente, è quella legata all'ingresso in campo di Totti al posto di Destro), il giovane serbo si mette in proprio e ci prova da tutte le posizioni: il premio arriva a 12' dalla fine del match, con un destro radente che non dà scampo a Bardi.

Il goal del 3-0 scrive la parola fine su una partita già chiusa. I ragazzi di Rudi Garcia chiudono all'attacco, il Livorno deve accontentarsi di limitare il già pesante passivo: al fischio finale l'Olimpico festeggia il quarto successo interno di fila ed il momentaneo -5 dalla Juventus.

CHIAVE - Il canovaccio della partita è chiaro ancor prima del fischio d'inizio. Per capire quale sarà l'atteggiamento delle due squadre basta leggere le formazioni: la Roma scende in campo con tre attaccanti di ruolo, il Livorno parte con un pacchetto arretrato composto da ben cinque elementi.

La distanza di valori tecnici in campo, decisamente sbilanciati a favore dei giallorossi, fa il resto. La squadra di Rudi Garcia, naturalmente portata a spingere, si affaccia con estrema facilità nell'area toscana, finendo per travolgerne la fragile retroguardia. La strategia studiata da Perotti si rivela controproducente: inutile restare in trincea, se mancano le armi per difendersi.

MOVIOLA - La sfida dell'Olimpico si apre con un goal, quello di Destro, contestato dal Livorno. Sul cross da destra di Ljajic, Gervinho prova (maldestramente) il colpo di tacco in posizione sospetta: secondo l'assistente Meli l'ivoriano parte dietro la linea della palla, la sensazione è che la decisione sia corretta.

Nessun dubbio, invece, sulla rete annullata allo stesso Destro poco prima dell'intervallo: la traiettoria della conclusione dell'attaccante marchigiano viene macchiata da Castan, che in posizione di fuorigioco disturba l'intervento di Bardi. Russo estrae il cartellino giallo una sola volta in tutto il match: il destinatario è Castan, giustamente sanzionato per aver fermato con le cattive Paulinho al limite dell'area.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Ljajic. Letteralmente tarantolato. Da una sua iniziativa nasce il goal di Destro, poi ce la mette tutta per segnare e ci riesce con un preciso destro. Top.

IL PEGGIORE - Biagianti. Ectoplasmatico. La sua presenza a centrocampo è superflua: c'è o non c'è è la stessa cosa.

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