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Champions League

  • 18 settembre 2012
  • • 20.45
  • • Estadio Santiago Bernabéu, Madrid
  • Arbitro: D. Skomina
  • • Spettatori: 70381
3
FIN
2

Real Madrid-Manchester City 3-2: serata da antologia al Bernabeu! Cinque reti ed emozioni a non finire, ma è di Ronaldo l'ultima parola

Real Madrid-Manchester City 3-2: serata da antologia al Bernabeu! Cinque reti ed emozioni a non finire, ma è di Ronaldo l'ultima parola

Getty Images

Il Real è stato capace di rimontare per due volte il vantaggio del City, prima della decisiva rete di Cristiano Ronaldo, realizzata con la complicità di Hart, fin lì superbo.

Partita stupenda e piena di emozioni al ‘Santiago Bernabeu’ di Madrid, con il Real che domina la partita ma va sotto grazie al gol di Dzeko. La prodezza balistica di Marcelo riporta il punteggio in parità, ma Kolarov fa pendere nuovamente l’ago della bilancia a favore degli inglesi con una punizione da 40 metri, a 5 minuti dalla fine. Nel finale succede di tutto: prima Benzema pareggia, poi Ronaldo fa felice Mourinho con una staffilata su cui Hart non è perfetto, è 3-2 Real.

FORMAZIONI - Modulo speculare per Josè Mourinho e Roberto Mancini, che optano entrambi per l’albero di natale (4-3-2-1). Il portoghese sorprende tutti schierando Essien dal primo minuto, in difesa spazio al talento francese Varane, mentre il ballottaggio tra Higuain e Benzema per il ruolo di punta centrale è vinto dall'argentino; solo panchina, quindi, per Modric e Ozil. Il City risponde con Maicon - preferito a Zabaleta - e Nastasic titolari in difesa; conferme per Javi Garcia e Tevez, supportati dai soliti Nasri e Silva.

PRIMO TEMPO - L’inizio partita è tutto a favore degli spagnoli, che prendono subito in mano le redini dell’incontro. Il primo a rompere gli indugi è Cristiano Ronaldo: si libera dell’opposizione di Kompany e tira verso la porta difesa da Hart, ma quest’ultimo si supera con una parata eccezionale. Pochi minuti dopo si ripete il copione con Ronaldo che stavolta parte da sinistra e poi rientra per favorire la conclusione col destro: la traiettoria è intercettata da Higuain ma il portiere dell’Inghilterra si oppone con una deviazione tanto fortunosa quanto decisiva. Il Manchester City non riesce ad affacciarsi nella metà campo madrilena e allora i padroni di casa ne approfittano ancora con Khedira, che sfrutta l’ennesima conclusione a rete di Ronaldo, ma la deviazione del tedesco termina sopra la traversa.

I Citizens hanno palesi difficoltà nell’impostare una manovra ragionata, soprattutto per merito degli uomini di Mourinho che pressano alto e non danno tempo di pensare ai difensori ospiti. Superata la mezz’ora arriva l’ennesima brutta notizia per Mancini, costretto a rinunciare a Nasri per un infortunio muscolare: il tecnico di Jesi inserisce allora Kolarov, con il compito di proteggere maggiormente la fascia sinistra, dove Di Maria spinge con continuità. Il primo sussulto degli ospiti arriva grazie a Yaya Tourè, che prima crea superiorità numerica con due ottimi dribbling e poi serve David Silva, la cui conclusione viene però murata dalla difesa del Real Madrid. Verso la fine della frazione sono ancora i padroni di casa a rendersi pericolosi grazie a Di Maria, che prima serve col mancino uno splendido pallone a Higuain, e poi si mette in proprio cercando la conclusione dalla distanza che lambisce il palo alla destra di Hart.

SECONDO TEMPO - Stessi ventidue in campo per entrambe le formazioni, che ripetono lo stesso copione del primo tempo anche nei primi 15 minuti della ripresa. Real all’attacco e pericoloso grazie alle conclusioni dalla distanza, come al secondo minuto quando Di Maria va vicino alla rete del vantaggio. Tutti i pericoli per la porta di Hart giungono dalle fasce: Marcelo è ispirato e riesce ad arrivare con costanza sul fondo, ma nessuno dei suoi compagni è capace a ribadire in rete. Mancini inserisce Dzeko per Silva, e la mossa si rivela vincente: Yaya Tourè vince un rimpallo a centrocampo e scatta in contropiede, la difesa del Real è scoperta ed è un gioco da ragazzi per Dzeko insaccare il pallone alle spalle di Casillas. La reazione di Mourinho (che prima aveva sostituito Essien con Ozil) non si fa attendere: dentro Modric e Benzema, fuori Khedira e uno spento Higuain, per un Real Madrid a questo punto tutto a trazione anteriore.

Il City sembra avere l’inerzia della partita dalla sua e va anche vicino al raddoppio con Yaya Toure, ma il Real riesce a rispondere subito. Marcelo disegna un capolavoro balistico con il destro, il suo piede ‘debole’, una traiettoria su cui Hart non può fare altro che stare a guardare. La partita diventa bellissima, Zabaleta si divora il goal del possibile nuovo vantaggio inglese, mentre i padroni di casa si esibiscono in un assedio. Il calcio, però, è una scienza inesatta e la conferma arriva quando Kolarov, sugli sviluppi di una punizione dai 40 metri, trova la porta senza che nessuno tocchi il pallone. Tuttavia Mancini non ha nemmeno il tempo di esultare che il Real Madrid riagguanta ancora il match grazie a Benzema: il francese riceve, si gira e conclude a rete battendo con un rasoterra l’incolpevole Hart. Infine Ronaldo, spinto da tutto il ‘Santiago Bernabeu’, rende la serata ‘indimenticabile’ per gli spagnoli, con una splendida conclusione di destro sulla quale l’estremo difensore inglese non è perfetto.

CHIAVE - La squadra di Mourinho pressa alto e costringe il Manchester City a lanciare lungo per non perdere il pallone in zone pericolose. La statistica dei tiri in porta, poi, rende perfettamente l’idea della partita: un assedio del Real, con un paio di fiammate del City, che trova anche per due volte un immeritato vantaggio.

MOVIOLA - Lo sloveno Damir Skomina‎ attua la cosiddetta ‘linea morbida’, decidendo di interrompere poco il gioco e sorvolare su molti interventi che, forse, meriterebbero il fischio. Come al 21’ quando i padroni di casa si lamentano per un fallo al limite dell’area di Nastasic, ma il direttore di gara fa finta di nulla. Dimostra però di avere polso e non si fa mai scappare di mano la partita, anche grazie a qualche cartellino giallo sventolato per placare gli animi. Tevez reclama un calcio di rigore all’83' minuto, ma l’arbitro fa bene a non fischiare la massima punizione.

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