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Serie A

  • 06 gennaio 2014
  • • 15.00
  • • Stadio Ennio Tardini, Parma
  • Arbitro: C. Russo
  • • Spettatori: 12367
3
FIN
1

Parma-Torino 3-1: Rimonta in salsa gialloblù, Amauri torna al goal

Immobile ha aperto le marcature in Parma-Torino, poi le reti di Marchionni, Lucarelli e Amauri: doppio clamoroso cambio per Ventura ad inizio secondo tempo, fuori Cerci e Immobile.

Il 2014 inizia sotto una stella gialloblù. Nel giorno dell'Epifania, il Parma si impone sul Torino e dopo un mese e mezzo di astinenza ritrova la via del successo. Il match del Tardini, aperto dall'illusorio vantaggio granata di Immobile, viene deciso da Marchionni, Lucarelli (gran goal il suo) ed Amauri, che fissano il punteggio sul 3-1: Donadoni riprende la propria corsa verso un piazzamento europeo e infila nella calza di Ventura un'amarissima sconfitta.

FORMAZIONI - Donadoni riparte dalla difesa a quattro, con una novità rispetto all'ultima del 2013: Mendes fa coppia con Lucarelli al centro, Felipe scivola a sinistra e sostituisce lo squalificato Gobbi. In mediana viene confermato Acquah, che affianca gli intoccabili Marchionni e Parolo: là davanti c'è ancora Amauri, punta centrale di un tridente completato da Biabiany e Sansone.

Ventura sceglie la strada della continuità e propone per 10/11 l'undici che prima di Natale strapazzò il Chievo: Maksimovic viene confermato accanto a Glik e Moretti nel reparto arretrato, Darmian e Pasquale spingono sulle corsie. Scontato il turno di squalifica, Farnerud fa compagnia a Vives e Basha in mezzo al campo: la coppia d'attacco, naturalmente, è formata da Immobile e Cerci.

PRIMO TEMPO - Le attese della vigilia vengono smentite. Al centro dell'attacco del Parma non c'è Cassano, l'uomo cui sembrava Donadoni volesse affidare il tentativo di tornare al successo, ma ancora Amauri, che ha caratteristiche del tutto diverse rispetto a quelle di Fantantonio e non può non influenzare la manovra emiliana.

Nel suo tentativo di fare la partita, la squadra gialloblù di affida spesso alla palla verticale verso il suo punto di riferimento centrale, ma l'italo-brasiliano fatica ad accendersi tra le maglie della robusta difesa granata.

I ragazzi di Ventura, sornioni, per venti minuti restano in attesa, gestendo con serenità le sterili offensive dei padroni di casa. Poi, alla prima occasione vera, sbloccano il risultato sfruttando la catena di destra: Cerci manda Darmian sul fondo, l'esterno ex Milan crossa basso sul secondo palo dove Immobile, tutto solo, non può sbagliare.

Sotto di un goal, il Parma aumenta la sua pressione offensiva, ma le occasioni dalle parti di Padelli continuano a latitare. Più fluida la manovra del Toro, pericolosissimo con il solito Immobile in contropiede.

Proprio da una ripartenza granata nasce il pareggio gialloblù: Acquah strappa la sfera a Cerci e fa correre Cassani, cross da destra verso il centro dell'area dove Marchionni, con un bel destro al volo, fulmina Padelli. Gli ospiti accusano il colpo ed il primo tempo, fin lì molto equilibrato, si trasforma in un monologo gialloblù.

Amauri centra subito la traversa con un siluro mancino da fuori, poi Biabiany sfiora il montante al termine di una ripartenza centrale. Al terzo tentativo arriva il colpo del sorpasso: a firmarlo è Lucarelli, che sfrutta un corner di Sansone e con una giocata “alla Mancini”, un colpo di tacco sul primo palo, chiude la prima frazione con il goal del 2-1.


SECONDO TEMPO - La seconda parte della contesa si apre con un Toro stravolto. Ventura, nervosissimo, sorprende tutti e lascia negli spogliatoi la sua coppia d'attacco titolare: Cerci ed Immobile, uomini decisivi nella prima parte del match e della stagione, lasciano il posto a Barreto e Meggiorini, cui viene affidato il compito di tentare la rimonta.

Il canovaccio della partita cambia completamente. Sotto di un goal, gli ospiti ripartono con il baricentro spostato qualche metro più avanti, ma così facendo finiscono per esporsi alla velocità degli avanti di Donadoni.

Il più pericoloso, neanche a dirlo, è Biabiany, imprendibile ogni volta che trova lo spazio per accelerare: ci vuole un super Padelli per fermare il francese ed evitare agli ospiti il tracollo. La squadra granata non demerita, ed anzi se la gioca con buona intensità e discrete geometrie.

Quel che manca è la capacità di finalizzare la mole di gioco prodotta: l'unica grande opportunità, nata da uno schema su calcio piazzato, viene fallita da Meggiorini, che va a schiantarsi contro l'ottimo Mirante.

Con Palladino al posto di Sansone, gli emiliani ribattono colpo su colpo. Con qualche spazio in più, Amauri riesce finalmente ad essere decisivo: con l'aiuto del fisico, l'attaccante italo-brasiliano trova dal centro dell'area un diagonale chirurgico e a venti minuti dal termine mette la partita in ghiaccio.

Gli ospiti continuano a provarci, ma il volenteroso Meggiorini non ha la lucidità per far male a Mirante. Il Tardini accoglie tra qualche fischio l'ingresso in campo di Cassano, buttato nella mischia nel finale, e poi festeggia la vittoria ritrovata.

CHIAVE - Il Parma parte con intenzioni bellicose, ma è il Torino ad avere un miglior impatto sul match. La squadra granata gestisce senza particolari affanni la pressione avversaria e alla prima occasione buona colpisce, trovando l'illusorio vantaggio.

I padroni di casa, che pure giocano con il piede pigiato sull'acceleratore, nella prima mezz'ora non riescono a pungere. A dare la svolta alla partita è il goal del momentaneo 1-1, trovato da Marchionni alla prima conclusione verso Padelli.

L'ultima porzione del primo tempo si trasforma in un monologo gialloblù, da cui nasce lo splendido colpo di tacco con cui Lucarelli firma il sorpasso: complici i cambi di Ventura, che nell'intervallo lascia negli spogliatoi Cerci ed Immobile, il Toro non ha la forza per rialzare la testa e nella ripresa affonda.

MOVIOLA - La partita del Tardini è tranquilla, Russo la dirige con relativa tranquillità. Il Torino protesta per il goal del momentaneo 1-1, che nasce da un intervento molto deciso di Acquah su Cerci a metà campo: l'entrata del centrocampista ghanese è al limite, la decisione del fischietto campano ci sta.

A metà ripresa Donadoni alza la voce dopo un duro fallo di Meggiorini su Felipe: Russo evita le sanzioni disciplinari ma l'attaccante granata, già ammonito, avrebbe meritato il secondo giallo.

Dalle Pagelle:

IL MIGLIORE - Amauri. Come si vive da attaccante senza segnare per quasi un anno? Chiedere ad Amauri, che non si è mai perso d'animo: gran lavoro in attacco, rete sfiorata pià volte, poi il goal, la dedica alla curva e la gioia. Finalmente.

IL PEGGIORE - Barreto. Rileva Immobile dopo la sfuriata di Ventura. Il risultato? Un fantasma lento in mezzo all'area gialloblù. Spaesato.

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