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Serie A

  • 27 gennaio 2013
  • • 15.00
  • • Stadio Ennio Tardini, Parma
  • Arbitro: G. Rocchi
  • • Spettatori: 14000
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FIN
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Parma-Napoli 1-2: Mille emozioni al 'Tardini', il solito Cavani manda gli azzurri a -3 dalla Juventus capolista

Un lampo del Matador risolve un match in cui la compagine di Donadoni ha schiacciato i partenopei per larghi tratti: in goal, oltre all'uruguagio, Hamsik e Sansone.

Vittoria importantissima del Napoli che si porta a tre punti dalla Juventus capolista. Di Hamsik e Cavani sono state le due segnature che hanno permesso alla squadra di Mazzarri di portare a casa i tre punti. Il Parma esce dal Tardini per la prima volta a bocca asciutta pur avendo lottato fino alla fine.

FORMAZIONI - Cambia assetto tattico difensivo Donadoni che ripropone la difesa a quattro vista la partenza destinazione Milan di Zaccardo. Rosi e Gobbi giostrano esternamente mentre la coppia centrale è formata da Paletta e dall'ex Santacroce, con Lucarelli che siede in panchina. Belfodil è il perno offensivo supportato ai lati da Biabiany e Sansone. Amauri figura ancora tra le riserve.

Mazzarri, dal canto suo, rilancia dal primo minuto Cannavaro mentre Campagnaro viene preferito a Gamberini. L'infortunato Maggio viene rilevato da Mestro con Dzemaili che sostituisce lo squalificato Behrami al fianco di Inler. Pandev viene confermato a supporto di Cavani.

PRIMO TEMPO - Parte subito con il piglio giusto la squadra di casa che attacca con una certa continuità l'area di rigore avversaria senza, però, trovare l'acuto vincente. Si difende con ordine il Napoli che si affida alle ripartenze dei suoi velocisti con Cavani sorvegliato speciale.

E' di Pandev, grande protagonista nel match d'andata, la prima chance della gara ma il suo destro non trova lo specchio della porta dopo una pregievole giocata di Zuniga. Quindi ci prova Cavani ma anche questa volta la mira è alquanto imprecisa. Al primo vero affondo colpisce la banda di Mazzarri con Hamsik, bravo ad inserirsi sul geniale corridoio disegnato da Dzemaili, che prende in controtempo Mirante e porta gli azzurri a tre punti dalla Juventus capolista.

Reazione immediata dei ducali che vanno vicinissimi al pareggio con Sansone che si vede ribattere la conclusione proprio sulla linea di porta da un attentissimo De Sanctis. Il Parma chiede l'assegnazione della rete ma l'arbitro Rocchi è di avviso diverso e lascia il risultato invariato.

L'ex Santacroce è costretto ad alzare bandiera bianca per un problema al ginocchio e lascia il posto a Lucarelli. Gli emiliani ci credono e sfiorano nuovamente il pari con Parolo che si vede strozzare l'urlo di gioia in gola dal recupero miracoloso sulla linea di Cannavaro.

Il portiere azzurro si ripete poco dopo sul destro velenoso di Valdes ma la sua respinta finisce tra i piedi di Belfodil che viene steso da un intervento maldestro di Britos. Sarebbe calcio di rigore se non fosse che l'attaccante si trovi in posizione di off-side al momento della conclusione del compagno.

Il Napoli prova ad allegerire la pressione parmense e non trova il raddoppio con Campagnaro grazie alla grande reattività di Mirante. L'estremo difensore gialloblù si ripete sulla punizione ben calibrata di Cavani ma, soprattutto, su Dzemaili lanciato a rete che calcia troppo centralmente per superarlo.

L'ultima occasione è per Cavani che di testa, totalmente smarcato e colpevolmente lasciato solo, calibra sul palo più lontano ma la sfera finisce incredibilmente sul fondo. Dopo due minuti di recupero l'arbitro Rocchi manda le squadre negli spogliatoi a bere un tè caldo.

SECONDO TEMPO - La ripresa si apre senza sostituzioni con il Parma alla ricerca del pareggio. Il primo a provarci è Lucarelli con una conclusione dalla lunga distanza che chiama all'intervento De Sanctis, bravo ad alzare sopra la traversa.

Il Napoli si affida sempre alle ripartenze e solo un grande intervento difensivo di Paletta impedisce a Cavani, non segnalato in posizione irregolare, di battere verso Mirante. Gli azzurri soffrono troppo l'impeto del Parma e Mazzarri cambia qualche carta in tavola che, tuttavia, non sembra risolvere la situazione.

Dall'altra parte Donadoni appesantisce il reparto offensivo con Amauri e riporta la linea difensiva a tre uomini. La mossa paga bene ed il Parma trova l'insperato pareggio grazie all'autorete di Cannavaro che nel tentativo di contrastare lo spunto di Sansone devia la palla verso la propria porta.

I gialloblù non sembrano volersi accontentare e premono alla ricerca dei tre punti con Amauri che colpisce di grande potenza ma con approssimativa precisione. Isigne prova a svegliare i suoi compagni con un tentativo improvviso che non coglie impreparato Mirante.

Gli ultimi minuti sono tutti di marca azzurra con Cavani che sembra incappare in una giornata no. Ma è proprio quando meno te l'aspetti che il 'Matador' trova la giocata vincente scattando sulla linea del fuorigioco e battendo Mirante in uscita, firmando così il diciottesimo sigillo in campionato.

CHIAVE - I treni passano una volta sola: lo sa bene il Napoli che deve assolutamente vincere per non rendere inutile l'ennesimo passo falso della Juventus. I giocatori azzurri sfoderano una prestazione di grande carattere e sbancano il fortino Tardini, per la prima volta violato in questa stagione.

MOVIOLA - Le azioni dubbie del primo tempo avvengono esclusivamente nell'area del Napoli. La squadra di casa prima chiede l'assegnazione del goal di Sansone che si vede ribattere il tiro sulla linea da De Sanctis e, successivamente, un calcio di rigore per l'intervento scomposto di Britos su Belfodil.

L'arbitro Rocchi in entrambi i casi correttamente non accoglie le richieste parmensi perchè mentre nel primo episodio la palla non sembra varcare interamente la linea di porta, nel secondo l'attaccante francese si trova in posizione irregolare al momento della conclusione di Valdes, da cui poi scaturisce il contatto incriminato. Nella ripresa non ci sono episodi eclatanti ma solo del sano egonismo che l'arbitro Russo prova a contenere facendo ricorso ai cartellini. Alla fine saranno otto gli ammoniti.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE: Marek Hamsik - Il suo match vive di fiammate, ma quello più importante sblocca il risultato.

IL PEGGIORE: Goran Pandev - Abulico, lento e molle: il macedone è sempre più un 'rebus'.

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