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Serie A

  • 13 gennaio 2013
  • • 15.00
  • • Stadio Ennio Tardini, Parma
  • Arbitro: A. De Marco
  • • Spettatori: 14000
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FIN
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Parma-Juventus 1-1: Sansone anti-Big del Tardini, la Signora si ferma ancora

La squadra di Antonio Conte, dopo la sconfitta interna contro la Sampdoria, non è riuscita nemmeno contro il Parma a portare a casa i tre punti. Illusorio il goal di Pirlo.

Pareggio esterno per la Juventus e primi campanelli d’allarme in chiave classifica: 1-1 contro un Parma che ha meritato certamente il pareggio, anche se ha colpito i bianconeri sulla prima disattenzione difensiva della ripresa. Conte dovrà rivedere qualcosa in una squadra che sta incontrando grosse difficoltà soprattutto nella manovra, e non solo realizzative come qualcuno sosteneva. Donadoni, invece, può essere solo soddisfatto per quanto fatto vedere dai suoi ragazzi.

FORMAZIONI – Donadoni torna al 3-5-2: in difesa davanti a Mirante si rivedono dal primo minuto Santacroce e Zaccardo, che completano il reparto con Paletta. In mezzo al campo rientra lo squalificato Valdes, con ai suoi lati Marchionni e Parolo e sugli esterni Biabiany e Gobbi. In avanti attacco pesante con il grande ex Amauri che ritrova posto dal primo minuto e fa coppia con il franco-algerino Belfodil.

Conte dall’altra parte ha quasi gli uomini contati per il suo classico 3-5-2: a difesa di Buffon c’è il terzetto composto da Barzagli, Bonucci e Caceres (preferito a Peluso), a destra rientra Lichtsteiner dalla squalifica mentre a sinistra trova posto Padoin. In mezzo al campo confermati Pirlo e Vidal, con Pogba che parte di nuovo dal primo minuto complice l’assenza di Marchisio. In avanti con l’intoccabile Giovinco, altro ex di giornata, c’è Quagliarella in cerca di riscatto dopo le ultime opache apparizioni.

PRIMO TEMPO – Gara molto combattuta ed equilibrata fin dai primi minuti: la Juventus cerca di fare subito la partita nei primi minuti, ma senza riuscire a pungere più di tanto. Col passare dei minuti è il Parma a rendersi sempre più pericoloso: al 21’ Belfodil salta mezza difesa bianconera calciando a lato a giro, poi ci prova Amauri con un sforbiciata che finisce alta e al 34’ di nuovo Belfodil calcia a botta sicura, solo l’intervento di Lichtsteiner sulla linea salva la porta di Buffon e il risultato.

Negli ultimi 10 minuti del match però i bianconeri sembrano risvegliarsi dal torpore della prima parte e con Quagliarella al 36’ potrebbero andare addirittura in vantaggio, ma l’attaccante campano spara addosso a Mirante. Altre due occasioni in chiusura di tempo per la Juventus: Mirante è bravissimo a respingere prima una punizione ben calciata da Pirlo e poi a mettere in angolo una sventola di Padoin dalla distanza.

SECONDO TEMPO – La ripresa ricomincia come si era conclusa: è la Juve che esce dagli spogliatoi più concentrata e cerca di fare la gara, mentre il Parma, rispetto alla prima mezzora, rimane più basso. Al 7’ i bianconeri vanno fortunosamente in vantaggio con Pirlo su un calcio di punizione deviato da Biabiany su cui nulla può Mirante, spiazzato dal tocco del compagno.

Nella fase centrale della partita pochissime occasioni sia da una parte che dall’altra, nonostante i cambi. E sono proprio i cambi a rivelarsi decisivi: Vucinic, entrato da poco al posto di Quagliarella, al 32’ si fa anticipare secco da Paletta  che serve in verticale Sansone, che aveva rilevato da poco Amauri, che insacca Buffon in uscita portando il punteggio sull’1-1.

La reazione juventina è timida e la gara scorre alla fine senza grosse opportunità per nessuna delle due squadre, che sembrano quasi accontentarsi del risultato.

LA CHIAVE – La Juventus non ha più fame: sarà per i carichi di lavoro durante la pausa, sarà per gli infortuni e le assenze, sarà forse più che altro per la troppa supponenza con cui sta scendendo in campo qualche giocatore da alcune partite. Sta di fatto che i bianconeri non girano, e anche il numero di azioni da gol create è abbastanza esiguo: in questo momento l’assenza di un bomber non è l’unica cosa che manca a questa squadra, perché lì davanti palloni giocabili non ne arrivano.

MOVIOLA – Fischia troppo in qualche occasione De Marco. Per il resto fila tutto liscio, con lode per le segnalazioni degli assistenti che non ne sbagliano una.

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