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Coppa Italia

  • 12 dicembre 2012
  • • 17.30
  • • Stadio Ennio Tardini, Parma
  • Arbitro: D. Massa
  • • Spettatori: 2000
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Catania vince 4 - 3 ai rigori

Parma-Catania 4-5 d.c.r.: Gara infinita, gli etnei si prendono i quarti ai rigori

Partita equilibrata per tutti i 120' di gioco, a decidere la gara sono stati i calci di rigore. Decisivi gli errori di Paletta ed il goal di Marchese.

Il Catania batte il Parma ai calci di rigore e approda ai quarti di finale di Tim Cup, al termine di una partita tutt’altro che spettacolare e avara d’emozioni. Tempi regolamentari chiusi sull’ 1-1. Nel primo tempo succede tutto in sette minuti: a Pabon replica su rigore Lodi. Nella ripresa, poi, (poco) o nulla da segnalare, con le squadre che arrivano fino alla girandola dei calci di rigore. Dal dischetto il goal decisivo è di Marchese. Gli etnei adesso affronteranno la vincente tra Siena e Lazio.

FORMAZIONI – Donadoni opta per un moderato turnover. Ducali in campo con il 4-3-3. In difesa spazio a Benalouane, mentre centrocampo c’è Ninis, con Parolo e Valdes. In attacco confermato ancora Amauri al fianco di Pabon e Biabiany.

Modulo speculare anche per gli etnei. Formazione obbligata per Maran costretto a fare di necessità virtù. Rispetto all’ultima gara di campionato in difesa partono titolari Bellusci e Capuano. Niente riposo, invece, a centrocampo per Almiron e Lodi. In attacco si rivede Morimoto, con Castro e Barrientos. Gomez e Begessio partono dalla panchina.

PRIMO TEMPO – Al ‘Tardini’ si parte a ritmo alto. Ma solo per sette minuti: dal 12’ al 19’. In avvio è il Parma a portarsi in vantaggio: Pabon (cross dalla sinistra di Biabiany) con un preciso diagonale insacca alle spalle di Frison.

Parità che dura appena 420 secondi fino a quando Gobbi smorza con il gomito un tiro di Alvarez dentro l’area di rigore. L’arbitro su segnalazione dell’assistente (e del quarto uomo) fischia il rigore: dal dischetto Lodi è implacabile. E parità di nuovo ristabilita. I goal spengono la gara, tatticamente bloccata e condotta a un ritmo blando da entrambi le parti. Si cerca l’episodio che la sblocchi, ma di chiare occasioni da goal neanche l’ombra.

SECONDO TEMPO – Ripresa che si apre con i ducali alla ricerca del nuovo vantaggio e senza Zaccardo infortunatosi. Al 52’ Amauri, al termine di un triangolo con Pabon e Biabiany, spreca clamorosamente a due passi dalla porta etnea. Immediata la replica degli ospiti con Morimoto, servito sul filo del fuorigioco che si divora un goal già fatto a pochi metri da Pavarini.

Donadoni toglie Valdes e Amauri inserendo Marchionni e Belfodil. Maran invece mette dentro Bergessio per l’attaccante nipponico. Per il resto - eccetto un colpo di testa di Benalouane bloccato da Frison - succede poco o nulla. La partita stenta a decollare: inevitabili i supplementari.

SUPPLEMENTARI – Continuano i cambi in casa rossazzurra: Marchese per Castro, Keko per Almiron. Tatticamente cambia poco: Parma che attacca e Catania che si affida a rapide ripartenze. L’occasione migliore capita a Belfodil, il cui diagonale è smanacciato in corner da Frison. Non cambia, però, l’inerzia della partita: si va ai rigori. Vince il Catania per 5-4. Dagli undici metri è decisivo l’errore di Paletta che manda la palla sul palo, prima del rigore di Marchese che chiude la gara.

LA CHIAVE – Partita equilibrata e tatticamente bloccata: quasi scontato l’epilogo ai calci di rigore.

MOVIOLA – L’arbitro Massa su segnalazione dell’assistente di gara assegna il penalty a favore dei rossazzurri: c’è  la deviazione di Gobbi. Da regolamento anche l’ammonizione al difensore.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Frison. E' decisivo su Ninis nel corso del primo tempo, su Belfodil durante i supplementari. Neutralizza anche il rigore di Parolo. Decisivo.

IL PEGGIORE - Morimoto. Semplicemente inguardabile. Vaga spaesato tra le maglie dei difensori gialloblù e poi, quando i compagni lo mettono in condizione di segnare, i risultati sono pessimi.

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