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Serie A

  • 24 febbraio 2013
  • • 15.00
  • • Stadio Ennio Tardini, Parma
  • Arbitro: P. Giacomelli
  • • Spettatori: 14000
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FIN
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Parma-Catania 1-2: Il 'Barcelonito' non si ferma più, l'Europa adesso è realtà

Lodi e Keko portano avanti i rossazzuri nel primo tempo; il Parma si sveglia soltanto nella ripresa ed accorcia le distanze con Amauri. Rosso per Legrottaglie nel finale.

Quale miglior regalo di compleanno del Catania al presidente Pulvirenti, se non una bella vittoria a Parma? Gli etnei lo incartano col fiocco e scrivono anche un biglietto: "42 punti, l'Europa è realtà".  Il 'Barcelonito' continua a stupire e la prossima gara contro l'Inter sarà tutta da vedere. Per il Parma tanto cuore, ma poca organizzazione. Per il salto di qualità si dovrà ancora aspettare.

FORMAZIONI -
Difesa a quattro e tridente per Donadoni. Rosi e Mesbah sono gli esterni difensivi, Marchionni, Parolo e Valdes la cerniera in mediana, davanti il tridente Biabiany-Amauri-Belfodil. Sansone a sorpresa non va nemmeno in panchina.

E' Keko, invece, la mossa a sorpresa di Maran. Il giovane spagnolo giocherà dal primo minuto nel trio dei trequartisti con Gomez e Castro alle spalle di Bergessio. E' quindi un 4-2-3-1 con Lodi ed Izco a fare da schermo davanti alla difesa, composta da Bellusci e Marchese sugli esterni, Spolli e Legrottaglie centrali.

PRIMO TEMPO - Sin dai primi minuti si capisce che il Catania è entrato in campo con un piglio diverso. Così appena Lodi ha l'occasione, calcia dalla sua mattonella una punizione insidiosissima che Mirante non riesce a leggere. Rossazzurri in vantaggio, emiliani colpiti a freddo ed incacapaci di reagire.

Un minuto dopo il vantaggio Bergessio colpisce il palo, ma il guardalinee segnala un fuorigioco che peraltro non c'era. Lo stesso Bergessio sbaglia poi sbaglia un goal fatto all'altezza del dischetto del rigore su assist dell'ottimo Keko. Il Parma non c'è. Belfodil è costretto ad uscire per infortunio e l'unica occasione la crea Parolo con un tiro da fuori che mette i brividi ad Andjuar.

Prima del duplice fischio, allora, il Catania batte un altro colpo. Castro fa quello che vuole sulla sinistra e mette dentro un pallone che Mirante devia direttamente sui piedi del baby spagnolo Keko, che firma il suo primo goal in Serie A che vale un meritatissimo raddoppio per gli etnei.

SECONDO TEMPO - Il Parma parte comprensibilmente con grande aggressività ed intensità, trascinato da un Amauri rabbioso. Il brasiliano si rende subito pericoloso con un colpo di testa imperioso che termina di poco a lato, e poco dopo si ripete con una splendida girata su cui Andjuar e bravissimo ad opporsi con un gran guizzo.

E' ancora Parolo a provarci con un tiro dei suoi: la botta è potente ma centrale, Andjuar si fa trovare pronto con i pugni e sventa il pericolo. Il Catania soffre soprattutto le iniziative di Biabiany sulla destra, ma gli emiliani patiscono l'assenza di un terminale offensivo che riesca a scardinare la difesa rossazzurra.

Ed è proprio Biabiany a divorarsi il goal che poteva riaprire il match con un colpo di testa sulla traversa a porta praticamente vuota. Il Parma col passare dei minuti comincia a scaricare le pile ed il Catania va addirittura vicino al tris, con Bergessio, che si fa anticipare da Rosi al momento del tiro che altimenti sarebbe andato in porta.

Ma la partita deve ancora regalarci emozioni. Amauri riesce a liberarsi di Legrottaglie in maniera dubbia in area di rigore ed infilare il pallone dell'1-2.  Il difensore etneo si infuria, perde la testa e si fa espellere per proteste reitarate. Il Parma prova a crederci fino alla fine, ma l Catania regge ed espugna il Tardini.

CHIAVE - Si sveglia troppo tardi il Parma. Subisce il contraccolpo del goal preso a freddo e regala un tempo agli etnei, che comunque si dimostrano più squadra. Gli emiliani si buttano in avanti più col cuore che con l'organizzazione e trovano troppo tardi il goal che riapre il match. Ha vinto, giustamente, la squadra che ha giocato meglio a calcio.

MOVIOLA - Nel primo tempo viene segnalato (erroneamente) fuorigioco a Bergessio, che poi di testa colpisce il palo. Nella ripresa Legrottaglie commette un netto fallo su Biabiany al limite dell'area di rigore (quasi sulla linea), ma l'arbitro lascia correre. Appare infine netta la spinta con cui Amauri si libera di Legrottaglie in occasione del goal. Il difensore etneo non ci sta, e viene espulso per eccessive proteste.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Izco. Ha 13 polmoni, come il suo numero di maglia. Corre, pressa, reimposta l'azione e rompe quella avversaria. Centrocampista a tutto tondo, è il motore della macchina rossazzurra,

IL PEGGIORE - Mirante. Goffo sul goal di Lodi, imperfetto nel deviare il pallone sui piedi di Keko in occasione del raddoppio. Non è stata la sua giornata migliore.

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