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Diretta Live

Serie A

  • 25 settembre 2013
  • • 20.45
  • • Stadio Ennio Tardini, Parma
  • Arbitro: A. Gervasoni
  • • Spettatori: 10409
4
FIN
3

Parma-Atalanta 4-3: Spettacolo al Tardini con un tempo per parte, alla fine festeggiano solo gli emiliani

Prima vittoria per i ducali, che si portano sul 4-1 prima di soffrire: Denis e il rosso ad Amauri ridanno fiato ai nerazzurri, che segnano con Livaja ma non completano la rimonta.

Tra lo strapiombo nel baratro della noia e l’Olimpo del divertimento passano solo... due minuti. Quelli in cui Parma e Atalanta, in un batti e ribatti degno di un ring, si rincorrono sul filo delle reti infiammando una partita iniziata lenta e finita al cardiopalma. Bella, divertente, che fa bene al calcio e premia il Parma, autore di una prestazione finalmente importante, bravo a reggere, seppur soffrendo, l’inferiorità numerica per un tempo. Per i gialloblù, prima vittoria stagionale ed una boccata d’ossigeno, che manca invece all’Atalanta, mestamente ferma a tre punti.

FORMAZIONI - Donadoni resta fedele al 3-5-2 ma ne cambia i fattori: in difesa, Benalouane al posto dello squalificato Cassani e Mendes  per il deludente Felipe, in mezzo, col rientrante Gargano, fasce affidate a Rosi e Mesbah, confermato solo l’attacco con il tandem Cassano - Amauri. Anche Colantuono, coi suoi in inconsueta divisa gialla a righe verticali nere, mescola le carte: fuori Lucchini e Migliaccio, dentro Canini e Brienza, insieme a Bonaventura, a supporto del Tanque, German Denis, che nella squadra gialloblù ha da sempre uno dei propri bersagli preferiti.

PRIMO TEMPO - Il clima sullo stadio Tardini è tiepido, più estivo che autunnale, quello delle compagini anche: partono lente, come fosse amichevole noiosa e pure un po' fastidiosa. Poco prima del ventesimo, e fin li più Parma che Atalanta ma poca  roba, suona la sveglia: Mesbah, da fuori area, inventa una parabola alla Del Piero, lenta, a giro, di destro (proprio lui che è un mancino) ma precisa che s’infila dritta all’incrocio dei pali con Consigli che può solo osservare la sfera gonfiare la propria porta.

Sono passati diciotto minuti e quaranta secondi: il Tardini si sveglia dal torpore, esulta quasi sorpreso. Dopo nemmeno sessanta secondi arriva però la doccia gelata: Denis inventa un delizioso assist per Bonaventura che in semirovesciata laterale batte MIrante. Uno pari, ma l’equilibrio dura poco: al 28esimo ci pensa Parolo,  in rete contro i bergamaschi anche la scorsa stagione, servito da una delizia di Cassano, a scavalcare con un sinistro al volo Consigli. Due a uno, e Tardini in giuggiole.

Ancora più dolci grazie a Rosi: serpentina degna di Cassano che porta via Yepes e mezzo campo, conclusione a rientrare di destro e rete che si gonfia. Terza rete di gran fattura in casa gialloblù, quasi troppa grazia, siglata dalla seconda timbratura personale di Marco Parolo: lancio lungo di Mesbah, palo quasi clamoroso di Cassano che diventa un assist per il centrocampista: sinistro al volo e 4-1.

Ma non è finita, è solo il quarantesimo, e resta il tempo per un suicidio assistito di Gargano, palla persa in mezzo al campo, con una prateria che si apre davanti a Bonaventura, perfetto il passaggio successivo per lo “scavetto”, o pallonetto strisciato, di Denis ed il quattro a due che manda tutti negli spogliatoi.

SECONDO TEMPO - La quiete dopo la tempesta...o quasi. Dopo venticinque minuti super in finale di prima frazioneagli annali passano solo la girandola delle sostituzioni, l’espulsione di Amauri e gli applausi per Cassano, sostituito da Sansone che finalmente (per la gioia della Nord) ritrova il campo.

Il Parma, con un uomo in meno, va in affanno a tratti ma regge, spreca qualche buona palla, fa scorrere via la partita fino a dodici dal termine, quando Cigarini inventa una perla per Livaja, perfetto nello staccare di testa anticipando Benalouane ed insaccando la rete della speranza.

Il Parma accusa, l’affanno diventa angoscia mentre la Dea spinge, all‘86esimo Sansone  spara su Consigli la palla della quiete e la panchina ducale si dispera, ma sfilano via i minuti regolamentari, pure i tre di recupero, e la prima vittoria per i gialloblù arriva. All’Atalanta, l’onore delle armi e il merito condiviso di uno spettacolo da mani spellate.

CHIAVE - Squadra che non vince si cambia: Donadoni con questo slogan mette a tacere malumori, polemiche e noia. Mesbah, Mendez, Rosi, inserimenti inattesi dal primo minuto, regalano una vittoria spettacolare: dietro la difesa balla un po', con l’uomo in meno finisce in affanno e rischia ma in una serata di abbondanza,  dieci contro undici quasi per un tempo, il Parma può dirsi sulla via della guarigione.

MOVIOLA - Settimo minuto della ripresa: Yepes ed Amauri si strattonano, con l’attaccante ducale lanciato a rete che finisce a terra. Gervasoni gli fa cenno di alzarsi, poi gli indica il cartellino rosso e la strada degli spogliatoi. Sarebbe interessante sapere  quale rosario di ingiurie sia uscito dalla bocca dell’italo-brasiliano. Al ventunesimo Benalouane cade in area a contatto, in scontro di gioco, con Del Grosso: il Tardini chiede il rigore, il difensore no. Sul finire di ripresa la gara si indurisce, volano gialli a raffica e Gervasoni rischia che gli scappi di mano: qualcosa da rivedere c’è.

Dalle Pagelle:

IL MIGLIORE - Marco Parolo. Due reti di potenza ed entrambe col piede 'sbagliato', il sinistro. Gran parte del merito, per la prima vittoria in campionato del Parma, va a lui.

IL PEGGIORE - Amauri. Esprime il proprio nervosismo protestando dopo nemmeno 10 minuti. Nella ripresa perde le staffe, venendo espulso e lasciando i suoi in 10 e in balia del tentativo di rimonta atalantino.

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