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Serie A

  • 10 febbraio 2013
  • • 15.00
  • • Stadio Renzo Barbera, Palermo
  • Arbitro: M. Irrati
  • • Spettatori: 18000
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FIN
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Palermo-Pescara 1-1: Bjarnason gela il 'Barbera', Fabbrini salva i rosanero. Ma è solo pari

Dopo un brutto primo tempo la gara si accende nella ripresa, Bjarnason gela il 'Barbera' ma Fabbrini lo rianima. Nel finale assalto rosanero, ma non basta. E' solo pari.

Allo stadio 'Renzo Barbera', nel match valido per la ventiquattresima giornata di Serie A, Palermo e Pescara impattano per 1-1 in una gara a tratti davvero noiosa. I rosanero, alla prima di Malesani in panchina, non approfittano del turno casalingo e mancano l'aggancio agli abruzzesi, scesi in Sicilia con un atteggiamento decisamente troppo rinunciatario.

Il Pescara passa in vantaggio al 73' con un perentorio stacco di testa di Bjarnason, all'80' Fabbrini trova il goal del pareggio bruciando Perin da distanza ravvicinata.

FORMAZIONI - Malesani, al debutto sulla panchina rosanero, non stravolge il modulo, confermando il 3-5-2 dell'era di Gasperini. In difesa agirà il trio composto da Munoz, Von Bergen e Aronica. Nelson e Dossena larghi sulle fasce, la linea mediana sarà composta da Barreto, Rios e Donati, che torna così nel vecchio ruolo di regista. Davanti, con Miccoli squalificato e Ilicic acciaccato, c'è la coppia Fabbrini-Dybala. Bergodi rivoluziona l'undici di partenza del suo Pescara, e schiera una difesa a quattro, in cui da destra a sinistra agiranno Zanon, Bianchi Arce, Cosic e Bocchetti. Centrocampo a tre formato da Blasi, D'Agostino e Rizzo. In attacco, infortunati Weiss e Sforzini, largo al tridente composto da Caprari, Caraglio e Celik.

PRIMO TEMPO - I padroni di casa provano a fare la gara fin dal primo minuto, il Pescara però si difende con ordine e rischia pochissimo. La gara è maschia già dalle primissime battute, Blasi al 18' rischia addirittura il rosso per un durissimo intervento su Rios.

Il Palermo opera una sterile pressione per tutta la prima mezz'ora di gioco, ma l'unica vera occasione da goal arriva da corner al 32', quando Munoz irrompe in tuffo di testa, mandando la palla fuori di un soffio. Gli ospiti, asserragliati in difesa, provano a farsi vedere nel finale di tempo.

Ma al 44' rischiano di subire il mortifero contropiede rosanero dopo una pregevole sgroppata centrale di Fabbrini, che allarga sulla sinistra per Dybala. L'argentino conferma però di non vivere una delle sue giornate migliori sbagliando completamente il controllo e sciupando una potenziale occasione da goal. Il primo tempo si chiude sullo 0-0 tra i meritati fischi del 'Barbera'.

SECONDO TEMPO - Nella ripresa si parte subito forte, e in quattro minuti sono ben tre le occasioni da rete. Al 57' Boselli, appena entrato, stacca alla perfezione di testa ma la sua conclusione si spegne di un soffio alla sinistra di Perin. Due minuti dopo è ancora un tiro di Boselli, deviato da Bianchi Arce, a liberare Dossena a tu per tu con Perin. L'esterno rosanero però chiude troppo l'angolo di tiro e manda incredibilmente a lato.

Al 61' è allora il Pescara a rendersi seriamente pericoloso con Caprari che, liberato alla grande da D'Agostino, si fa però ipnotizzare da Sorrentino, abilissimo a chiudergli l'angolo di tiro. Gli ospiti però non si arrendono e trovano inaspettatamente il vantaggio al 73' quando una punizione dalla trequarti destra di D'Agostino trova Bjarnason sul secondo palo, il centrocampista svetta più in alto di tutti e mette dentro.

I rosanero però non si arrendono e, tra i durissimi cori di contestazione nei confronti di Zamparini, agguantano il pareggio con Fabbrini, che all'80' mette dentro da due passi dopo una confusa azione d'attacco. I padroni di casa a quel punto attaccano a testa bassa, e sfiorano il vantaggio in più occasioni. In pieno recupero è il Pescara ad avere la palla del colpaccio, al 'Barbera' però finisce 1-1, dagli spalti piovono fischi. Il pari evidentemente non basta.

CHIAVE - Malesani decide di riportare Donati in cabina di regia, la scelta sarebbe anche azzeccata se solo i compagni fossero capaci di assecondare le intuizioni del centrocampista rosanero. Bergodi gioca per il pareggio, chiedendo un enorme sacrificio a Caprari e Celik in fase di contenimento.

MOVIOLA -
Nel primo tempo il Palermo chiede un paio di rigori, il direttore di gara sorvola e sembra fare bene. Nel complesso buona la prova del sestetto arbitrale.

Dalle Pagelle:

IL MIGLIORE- Diego Fabbrini: L'ex Udinese è protagonista in tutte le migliori iniziative dei rosanero. Classe e fisico non gli mancano, nel finale trova anche la rete che salva il Palermo da una sconfitta che avrebbe tanto saputo di prematura retrocessione.

IL PEGGIORE - Paulo Dybala: Il giovane argentino fatica a esprimere appieno le indubbie qualità tecniche. L'errore nel controllo di palla in occasione della geniale intuizione di Fabbrini mostra i segni di una maturità ancora da raggiungere.

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