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Serie A

  • 19 febbraio 2012
  • • 15.00
  • • Stadio Comunale Silvio Piola, Novara
  • Arbitro: L. Banti
  • • Spettatori: 9000
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FIN
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Novara-Atalanta 0-0: Aspro duello al Silvio Piola, tanta grinta ma nessun goal

Finisce a reti bianche a Novara: entrambe le formazioni ci hanno provato, ma è mancato soprattutto un pizzico di precisione sotto porta. Espulso Pesce nel recupero.

Novara e Atalanta se la giocano e non lesinano energie, creando anche qualche buona occasione da rete che non viene concretizzata un po' per l'ottima prestazione dei rispettivi portieri, un po' per un pizzico di sfortuna e imprecisione. Fatto sta che al Piola scaturisce un pareggio senza reti che dà continuità di risultati ad entrambe le squadre, ma sicuramente fa più classifica per gli ospiti di quanto non serva ai padroni di casa.

FORMAZIONI – Il “catenacciaro” Mondonico sorprende tutti schierando Mascara, Jeda, Rigoni e Caracciolo contemporaneamente. Dall'altra parte Colantuono non è da meno e dà fiducia al match-winner di mercoledì contro il Genoa, Marilungo, con Denis punta centrale e Moralez trequartista.

PARTITA – E' un Novara galvanizzato dal colpaccio di San Siro e prova ad impartire ritmo da subito alla gara. La squadra di Modonico manovra bene fino alla trequarti, ma quando deve sfondare negli ultimi metri fatica a trovare la giocata giusta. Strano, considerati i piedi buoni che alimentano il gioco: Rigoni, Jeda e Mascara, però, si muovono bene, ma finiscono sempre per sbagliare l'ultimo passaggio.

Così, il tiro da fuori diventa una valida soluzione alternativa, solo che Consigli si oppone alle conclusioni di Rigoni in avvio e Pesce sul finire del primo tempo e, quando superato, ringrazia il vento che allarga la traiettoria del fendente di Mascara. L'Atalanta si vede solo in una – ma clamorosa – occasione: a metà primo tempo Brighi mette Denis davanti ad Ujkani, il portiere del Novara stoppa l'argentino in uscita che, poi, però, recupera palla e, a porta vuota, conclude sulla traversa da un metro, lasciando sbigottiti compagni, panchina e tifosi.

Più o meno quanto accade - a parti invertite - ad inizio ripresa, quando Caracciolo svetta più alto di tutti e lascia di sasso Consigli, solo che la palla rimbalza lemme lemme sul palo e torna tra le braccia del portiere nerazzurro. Capovolgimento di fronte e tocca a Ujkani guadagnarsi la pagnotta su ottima conclusione all'angolino di Marilungo, altrettanto apprezzabile la risposta a mano aperta dell'estremo difensore novarese.  I cambi (Coubronne per Silva e Rubino per Caracciolo nel Novara, Carrozza al posto di Marilungo, Bonaventura per Moralez nell'Atalanta, Cazzola-Cigarini al 90') finiscono per spegnere la partita più che accenderla nel finale.

CHIAVE – Più che altro una mossa mancata: quando mancano 15' alla fine Mondonico fa entrare l'idolo di casa Rubino, ma richiama Caracciolo. In una partita assolutamente da vincere, forse, potevano starci le due torri ad aumentare il peso specifico dell'attacco piemontese in area bergamasca per il forcing finale.

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TATTICA – Il Novara si schiera con un 3-5-2. Nei cinque di centrocampo, però, Mondonico piazza un trequartista come Rigoni e un attaccante come Mascara, ai quali è demandato il compito di innalzare il livello qualitativo della manovra. Non proprio una formazione rinunciataria. Colantuono si mette quasi a specchio: difesa a tre – Lucchini, Stendardo e Peluso – quattro in mezzo e Moralez dietro alle due punte Marilungo-Denis. Con Schelotto a fare tutta la fascia a destra, non si può dire che anche l'Atalanta non sia arrivata al Piola per giocarsela.

MOVIOLA – Due episodi nel primo tempo: all'11', intervento tanto sciocco quanto falloso di Peluso su Caracciolo in area: per salvare un pallone destinato al calcio d'angolo, il difensore nerazzurro stende l'attaccante del Novara rischiando – e probabilmente meritandosi – un rigore. Timide proteste atalantine al 33', quando su punizione di Cigarini, i ragazzi di Colantuono reclamano un tocco di braccia di un uomo in barriera: Banti fa proseguire.

PROMOSSI&BOCCIATI – Rigoni è un giocatore di classe superiore rispetto a tutti gli altri in campo e si fatica a credere che abbia dovuto aspettare i trentanni per assaporare veramente il sapore della massima serie. Jeda, che invece di A ne ha fatta parecchia, non sembra essersela meritata, almeno a giudicare dalla gara di oggi (e infatti Mondonico gli concede solo 55' della sua pazienza, sostituendolo con Mazzarani). Consigli è assolutamente decisivo in almeno tre occasioni e chiude anche i varchi creati da Peluso non proprio a suo agio nel ruolo di terzo centrale.

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