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Serie A

  • 06 ottobre 2013
  • • 15.00
  • • Stadio San Paolo, Napoli
  • Arbitro: M. Bergonzi
  • • Spettatori: 41000
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FIN
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Napoli-Livorno 4-0: Roma chiama, gli Azzurri rispondono... poker e festa grande al 'San Paolo'

Gli Azzurri rispondono alla Roma con un perentorio 4-0. Sblocca subito Pandev, raddoppia Inler con la complicità di Bardi, nella ripresa Callejon e Hamsik chiudono i conti.

Le scorie di Londra sono state cancellate in fretta. Chiusa la parentesi europea, il Napoli si rituffa nel campionato nel modo migliore, riassaporando immediatamente il gusto dei tre punti: a fare le spese della voglia di riscatto partenopea è il Livorno, punito con un 4-0 senza appello.

Gli azzurri, travolgenti fin dall'avvio, sbrigano la pratica amaranto grazie alle reti di Pandev, Inler, Callejon e Hamsik: Nicola incassa la seconda sconfitta consecutiva, Benitez consolida il secondo posto in classifica si riporta a ridosso della Roma, che resta appena due punti più su.

FORMAZIONI - Oltre a Maggio ed Higuain, Benitez deve rinunciare ad Albiol e Zuniga: Fernandez ritrova posto al centro della difesa, Armero va a sinistra. In mediana c'è ancora Inler, che vince il ballottaggio con Dzemaili: Callejon, Hamsik e Mertens supportano Pandev, confermato al centro dell'attacco.

Come a Verona, Nicola piazza Rinaudo al centro della retroguardia. Emerson si accomoda in panchina e lascia spazio a Duncan, che ritrova una maglia da titolare in mezzo al campo: Mbaye scalza Lambrughi sull'out mancino, Emeghara fa coppia con Paulinho là davanti.

PRIMO TEMPO - Il boato del San Paolo è troppo forte, al neopromosso Livorno tremano subito i polsi. Spaventati dall'entusiasmo del popolo partenopeo, i ragazzi di Nicola pasticciano fin dall'avvio, aumentando la fiducia di un Napoli già caricato a pallettoni. Il risultato, inevitabile, è l'immediato vantaggio azzurro, che arriva nel modo meno atteso: la prima volta che gli amaranto si affacciano nella trequarti avversaria, i padroni di casa li puniscono con Pandev, che sfrutta una veloce ripartenza di Mertens e mette la gara dei suoi in discesa.

Il colpo subìto non smorza l'entusiasmo dei toscani. La squadra di Nicola, che già era sbarcata al San Paolo con l'intenzione di giocarsela a viso aperto, ora ha un motivo in più per spingere. Dall'alto di una cifra tecnica nettamente superiore, però, il Napoli approfitta con estrema facilità dei troppi spazi lasciati dalla difesa ospite. Dopo un altro tentativo in contropiede di Pandev, poco fortunato al momento della girata di destro, Inler mette in ghiaccio la sfida con un goal dei suoi, un siluro mancino da fuori che inganna l'incerto Bardi.

Sul doppio vantaggio dopo neanche mezz'ora, Benitez ordina di abbassare i ritmi: le fatiche di Champions potrebbero farsi sentire, meglio evitare di affaticarsi troppo. I suoi eseguono e gestiscono la sfera, facendola girare con estrema calma e togliendola dalla disponibilità del Livorno. Per ritornare ad essere pericolosi, i toscani hanno bisogno di un lancio improvviso di Duncan, ma la sfortuna impedisce ad Emeghara di tramutarlo in oro e manda il suo destro volante a scheggiare il palo. Scampato il pericolo, i partenopei rallentano ulteriormente e chiudono senza danni, portando negli spogliatoi un vantaggio più che rassicurante.

SECONDO TEMPO -
Come aveva provato a fare all'alba della partita, il Livorno inizia la ripresa occupando la metà campo partenopea. Del resto, da difendere c'è poco: meglio avanzare a ridosso dell'area di Reina, a costo di esporsi alle letali ripartenze avversarie. Con il neo entrato Piccini a correre sull'out di destra, la squadra amaranto continua a macinare gioco, ma là dietro lascia delle praterie: Callejon ne approfitta e cala il tris, concludendo nel migliore dei modi uno scambio palla a terra con Pandev.

La terza rete degli azzurri fa calare il sipario sulla contesa: le bellicose intenzioni toscane, fin lì encomiabili, lasciano lentamente spazio all'inevitabile scoraggiamento. Neanche i cambi di Nicola, che inserisce in rapida successione Siligardi e Belingheri, danno la scossa. Con un Insigne in più al posto dell'applauditissimo Callejon, è sempre quella di Benitez la squadra più incisiva: poco dopo un destro impreciso dello stesso Callejon, ci vuole uno strepitoso intervento di Bardi per impedire a Mertens di trovare il primo goal italiano.

Benitez approfitta del punteggio per dare un'altra chance a Duvan Zapata, ma i compagni del colombiano non sembrano intenzionati a regalargli rifornimenti utili a sbloccarsi: il Napoli continua a giocarsela a ritmi bassi, senza spingere ulteriormente. Quando i toscani si provano a riproporsi in avanti, però, i partenopei non possono fare a meno di punirli con l'ennesimo contropiede, questa volta finalizzato da Hamsik. Con l'esordiente Bariti al posto dello slovacco, gli azzurri festeggiano la sesta vittoria su sette partite di campionato: il San Paolo può continuare a sognare.

CHIAVE - Troppo forte la voglia di vincere del Napoli, troppo fragile il Livorno per riuscire ad arginarla. Il desiderio di dimenticare la serataccia dell'Emirates, sommato alla necessità di non perdere contatto dalla Roma, spinge i partenopei ad approcciare la sfida con il piglio giusto: l'immediato vantaggio di Pandev ed il raddoppio di Inler a metà primo tempo sono il prodotto di una netta differenza di valori e motivazioni. Per i toscani, sbarcati al San Paolo con un atteggiamento un pizzico sfrontato, è subito notte fonda: dopo neanche 26 minuti la gara è già decisa.

MOVIOLA - La gara scorre via senza brividi, Bergonzi la dirige con estrema facilità: zero gli episodi da moviola, appena due (sventolati correttamente in faccia agli amaranto Luci e Rinaudo) i cartellini gialli.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Pandev. Incrocia un gran sinistro, su assist al bacio di Mertens, dopo appena 3 minuti di gioco. Serve l'assist decisivo per Callejon. A tutto campo, nessuno lo ferma.

IL PEGGIORE - Coda. Non esente da colpe sul gol in apertura di gara di Goran Pandev.

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