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Serie A

  • 09 gennaio 2011
  • • 20.45
  • • Stadio San Paolo, Napoli
  • Arbitro: E. Morganti
  • • Spettatori: 60000
3
FIN
0

Napoli-Juventus 3-0: Cavani incanta il San Paolo e mette ko la Signora

Napoli-Juventus 3-0: Cavani incanta il San Paolo e mette ko la Signora

Tripletta dell'uruguaiano contro i bianconeri.

Serata storica per il Napoli davanti ai propri tifosi: Cavani fa tris e regala ai partenopei il secondo posto alle spalle del Milan: la parola “Champions League” non è più un sogno. Per la Juve sette gol subiti in due partite sono numeri preoccupanti e il mercato deve necessariamente portare dei rincalzi in difesa. Discreto l’esordio di Toni.

FORMAZIONI - Nel Napoli confermata quasi per intero la formazione già vista contro l’Inter, con Grava al posto di Aronica  e ampia scelta per Mazzarri. Trio dei sogni in avanti: Hamsik, Lavezzi e Cavani. Mischia le carte Del Neri, che propone Traorè terzino sinistro e Amauri in avanti, dopo aver vinto il ballottaggio con Del Piero. Al suo fianco, il neo acquisto Luca Toni.

PARTITA
- Inizio di gara molto fisico e teso, con la Juventus che sembra avere una maggiore spinta rispetto al Napoli. Il primo tiro in porta è all 8’, firmato Aquilani, senza tuttavia impensierire De Sanctis, che blocca sicuro. Gara che si gioca su ritmi alti ma le squadre non si scoprono. E’ un cross di Dossena a mettere paura ai bianconeri ma Storari con una deviazione importante mette fuori tempo Cavani. E’ lo stesso attaccante uruguayano al 19’ a sbloccare la gara: cross di Maggio e colpo di testa ad incrociare di Cavani, lasciato solo da Grygera. Partita che diventa incandescente e in tre minuti il Napoli va vicino al raddoppio due volte con Hamsik, mentre dalla parte opposta Amauri di sinistro scalda i guanti a De Sanctis. Sul successivo calcio d’angolo annullato un gol a Toni per una presunta carica al portiere degli azzurri, tra le proteste dei giocatori della Juventus da una parte e del pubblico del San Paolo dall’altra. Passano due minuti e Cavani regala il bis: cross dalla sinistra di Dossena e stacco imperioso della punta che raggiunge quota  12 gol in campionato e mette in risalto le difficoltà difensive di Chiellini e Traorè. La Juve si lancia in avanti alla ricerca di un gol che riaprirebbe il match: Krasic punta sempre l’uomo e spesso perde palla o viene fermato con le cattive da Dossena, mentre Toni si danna ed è l’unico ad impensierire (non  in modo determinante) De Sanctis.

Inizio di ripresa con una palla-gol incredibile capitata sulla testa di Toni, ma De Sanctis salva quasi sulla linea di porta e nega il gol al bomber di Pavullo. Le facce nuove in campo sono quelle di Grosso e Del Piero per Traorè e Amauri ( buona la sua prova rispetto alle ultime prestazioni). Il Napoli però ha un’arma in più che risponde al “solito” nome di Cavani: cross dalla destra di Hamsik e ancora l’uruguayano in tuffo sbuca alle spalle di Grygera chiudendo la gara già al 53’. La reazione è affidata ad una punizione di Del Piero alta di poco, ma un’incursione di Lavezzi al 19’ fa tremare la Juve: il tiro di Cavani su assist del Pocho è debole. La fase centrale della partita è lenta e giocata interamente nella metà campo del Napoli, che si difende con tutti gli effettivi, senza lasciare spazi e giocate ai bianconeri. Dal 20’ al 45’ praticamente non succede più nulla: il Napoli chiude la gara senza cali di concentrazione e porta a casa tre punti fondamentali.

CHIAVE - Analizzando i tre gol di Cavani si vede come la difesa bianconera sia colpevole per intero: sul primo e sul terzo gol è Grygera a sbagliare posizione, mentre sul secondo Traorè è in ritardo sull’attaccante uruguayano, mentre Chiellini è distante almeno un metro e mezzo. L’unico a “salvarsi” è Bonucci, ma la difesa bianconera soffre l’attacco azzurro.

CHICCA
- Dopo l’ultima tripletta alla Juventus, firmata Careca, è Cavani a far impazzire i tifosi del San Paolo che dall’inizio alla fine non hanno mai smesso di incitare i loro giocatori. E ciò è stato sicuramente un fattore determinante sull’impatto alla gara di entrambe le squadre. La standing ovation per Cavani al 39’ sarà ricordata a lungo al San Paolo.

TATTICA
- Il Napoli messo in campo da Mazzarri è granitico e interpreta al meglio la gara: su Aquilani e Krasic c’è sempre raddoppio di marcatura, limitando così i punti chiave del gioco bianconero. Il gioco dei partenopei si sviluppa sulle fasce con Dossena e Maggio (autori degli assist per i gol di Cavani) scomodi clienti per Grygera e Traorè. Anche nella ripresa quando la Juventus si è lanciata in avanti, le maglie azzurre si sono strette e hanno concesso quasi nulla. Del Neri invece più che sbagliare modulo, sbaglia uomini. In una gara del genere è mancato un giocatore di fantasia e rifinitura. Diego o Giovinco potevano essere utili.

MOVIOLA - Gara con molti contrasti, alcuni non visti da Morganti. All’ 8’ fischiato un fuorigioco a Toni che non c’è; l’attaccante bianconero poteva andare in porta. Nell’occasione della rete annullata sempre a Toni, l’ariete svetta con le braccia alte senza rendersi conto di avere alle sue spalle De Sanctis: il gol poteva essere convalidato. Al 25’ fischiato un altro fuorigioco che non c’è, stavolta segnalato a Cavani, lanciato all’ uno contro uno con Storari. Alla fine del primo tempo Amauri chiede un calcio di rigore per una presunta trattenuta di Cannavaro, ma entrambi si strattonano ed è giusta la decisione di lasciar proseguire il gioco.

PROMOSSI&BOCCIATI - Grygera (voto 4) non ne azzecca una: sbaglia posizione su due delle tre reti di Cavani e si fa saltare come un birillo da Lavezzi, facendo probabilmente rimpiangere Motta e Sorensen. Cavani (voto 9) disputa forse la partita più bella della sua carriera; oltre alle tre reti realizzate tutte e tre di testa, è sempre pronto e pericoloso in area bianconera e sfiora il poker. Nella Juventus il migliore è Toni (voto 6,5), l’unico ad essere sufficiente: difficile ritagliarsi delle buone occasioni, lui ci riesce e dimostra gran voglia di mettersi in gioco in questa nuova avventura a Torino. Nessun voto negativo per il Napoli: anche chi si è sentito di meno come Gargano e Pazienza, ha comunque dato un solido contributo alla squadra.

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