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Champions League

  • 18 settembre 2013
  • • 20.45
  • • Stadio San Paolo, Napoli
  • Arbitro: Pedro Proença
  • • Spettatori: 55766
2
FIN
1

La rete con cui Higuain ha portato in vantaggio il Napoli

Napoli-Borussia Dortmund 2-1: Higuain-Insigne per l'esaltazione azzurra, i brividi arrivano solo nel finale

La rete con cui Higuain ha portato in vantaggio il Napoli

Bongarts

Sul 2-0 e con un uomo in più (rosso a Weidenfeller, dopo che già era stato cacciato Klopp), la squadra di Benitez soffre negli ultimi minuti: autorete di Zuniga. Ma è vittoria.



Per la quinta volta su cinque Rafael Benítez esordisce in Europa con una vittoria, lo aveva già fatto con Valencia, Liverpool, Inter e Chelsea, ma stasera aggiunge alla sua lista anche il Napoli che torna a battere un club tedesco a oltre 24 anni di distanza da quella magica notte di Coppa Uefa contro lo Stoccarda (e dopo uno score negativo di 5 sconfitte nelle ultime 7 gare contro squadre teutoniche).

FORMAZIONI – Nel 4-2-3-1 di Rafael Benítez Britos vince il ballottaggio con Paolo Cannavaro, in mediana rimane fuori Džemaili per fa spazio a Inler e Behrami, mentre Callejón, Hamšík e Insigne agiscono sulla trequarti a ridosso della punta di diamante Higuaín.

Specularmente Jürgen Klopp preferisce un regista in mezzo al campo con Nuri Şahin al fianco di Bender a causa dell’assenza del capitano Kehl, Reus e Błaszczykowski sulle ali e Mkhitaryan dietro all’unica punta Lewandowski. Il tecnico tedesco oltre a dover fare a meno di Kehl, non può contare nemmeno su Piszczek e Gündoĝan, giocherà infatti Grosskreutz terzino destro.

PRIMO TEMPO – Il big-match contro il Borussia Dortmund non pesa sulle spalle di un Napoli che ha dalla sua un allenatore dalla lunga esperienza internazionale come Benítez, e infatti i partenopei sembrano fin dai primi istanti padroni del campo: attentissimi in fase difensiva e incalzanti dalla cinta in su.
Il primo brivido arriva dai piedi di Insigne che al 13’, sugli sviluppi di un angolo calciato corto, rientra sul destro da posizione defilata e fa la barba al palo. La risposta dei teutonici arrivi solamente al 26’ quando una velocissima combinazione Błaszczykowski-Reus manda in porta Lewandowski, che supera facilmente Britos ma calcia addosso a Reina, uscito tempestivamente a coprire lo specchio di porta.

Pochi minuti più tardi arriva il vantaggio dei padroni di casa, Zuniga crossa dalla sinistra e Higuaín sovrasta di testa Subotić, appena rientrato sul terreno di gioco dopo aver rimediato una ferita al capo, battendo Weidenfeller. Klopp, infuriato con il quarto ufficiale per il ritardo nel rientro del suo difensore, vi si avventa protestando con veemenza e viene così immediatamente allontanato dall’arbitro.

A fine primo tempo l’infortunio di Hummels complica le cose e costringe il Borussia a dover cambiare il difensore centrale. Al suo posto entra l’attaccante Aubameyang e il Napoli sfrutta il mancato assestamento del nuovo modulo con un lancio in profondità che induce l’uscita di Weidenfeller, il quale incautamente tocca il pallone con le mani fuori area. L’espulsione è inevitabile e i partenopei possono andare all’intervallo con la tranquillità di un goal e un uomo di vantaggio sui vice-campioni d’Europa.

SECONDO TEMPO – Dopo una fase di studio il Napoli si fa pericoloso al 62’, quando Insigne semina il panico nell’area avversaria con una serpentina sgusciante e mette al centro, ma Hamšík non riesce a sfruttare l’occasione strozzando in gola l’urlo del San Paolo. Urlo che si sprigiona al 67’ occasione nella quale l’esterno sinistro fa tutto da solo per trovare il raddoppio: una punizione a giro a togliere le ragnatele dal set non dà scampo a Langerak e il risultato si fissa sul 2-0.

Dopo poco più di un paio di minuti arriva la fiammata del Borussia Dortmund. Pierre-Emerick Aubameyang mette in mostra la sua velocità e dalla sinistra libera una botta secca che va a stamparsi sulla traversa.

Al 77’ arriva il momento di Mertens, a lasciare il campo è Higuaín che può dirsi soddisfatto per essere andato a centro alla sua prima presenza europea in maglia azzurra (a Madrid ne servirono ben 15). E l’olandese poco dopo quasi manda in rete Callejón, ma lo spagnolo non riesce a correggere in rete un cross sul secondo palo.

Cosa che invece riesce a Zúñiga all’87’, quando anticipando Aubameyang di tacco da un cross di Reus, realizza un’autorete maldestra che riaccende la gara nei minuti finali. Ma il pericolo maggiore proviene dalla punizione di Reus su cui Reina non si fa trovare impreparato. Alla fine i partenopei portano a casa i tre punti e possono pensare con maggiore serenità alla gara di Londra.

CHIAVE – Klopp, orfano della mediana titolare Kehl-Gündoĝan, è costretto a giocare con Bender e Nuri Şahin di fronte alla difesa e gli squilibri sono a tratti evidenti: il turco offre scarne garanzie di filtraggio e il Napoli si rende pericoloso in varie occasioni. Giocare 45 minuti con un uomo in meno ha fatto il resto.

MOVIOLA – Pedro Proença vede bene al 19’ quando Subotić entra su Higuaín al limite dell’area colpendo il pallone, inevitabili l’allontanamento di Klopp per proteste impetuose e di Weidenfeller per fallo di mano fuori dall’area di rigore.

Dalle Pagelle:

MIGLIORE - Insigne: Guizzi, accelerazioni, assist, conclusioni: non manca nulla nel suo repertorio personale. Esalta il pubblico con la punizione che chiude i conti, poi alla sua uscita dal campo piovono applausi.

PEGGIORE - Reus: Serataccia. Non indovina praticamente nulla, sparacchiando punizioni su punizioni in curva o contro la traversa e sparendo dal gioco. Solo nel finale può riabilitarsi, ma stavolta è Reina a dirgli di no sempre da piazzato.



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