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Serie A

  • 28 settembre 2013
  • • 20.45
  • • Stadio Giuseppe Meazza, Milano
  • Arbitro: S. Peruzzo
  • • Spettatori: 31575
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FIN
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Milan-Sampdoria 1-0: Il Diavolo rialza la testa, il sinistro di Birsa concede ossigeno alla banda Allegri

Il Milan torna al successo superando la Sampdoria tra le mura amiche. Decide il bel goal di un ispirato Birsa ad inizio ripresa, nel finale il Diavolo tiene il prezioso vantaggio.

E' stata una vittoria sofferta, ma i tre punti che Allegri aveva chiesto alla vigilia sono arrivati. Dopo un digiuno di quasi un mese, il Milan rialza la testa e torna finalmente a sorridere, dimenticando per una notte i balbettii di inizio campionato.

La Sampdoria ci prova, ma non ha il coraggio per far male: a punirla pensa Birsa, che in avvio di ripresa indovina il sinistro decisivo e permette ai rossoneri di portare a casa il massimo risultato con il minimo sforzo. Mentre il Diavolo si augura di aver dato una sterzata positiva alla sua stagione, Delio Rossi mastica amaro per la seconda volta in quattro giorni: la squadra blucerchiata, ancora a secco di vittorie, resta inchiodata al terzultimo posto in classifica.

FORMAZIONI - Con l'infermeria piena e ancora senza lo squalificato Balotelli, Allegri ha poche carte a disposizione: Zaccardo e Constant sono gli esterni di difesa, Muntari soffia il posto a Nocerino in mezzo al campo, Birsa e Robinho supportano a Matri là davanti.

A dispetto del ko con la Roma, Delio Rossi conferma la difesa a quattro, ma è costretto a inserire Regini al posto dell'acciaccato Gastaldello: Palombo si piazza in mezzo al campo accanto ad Obiang, Sansone e Gabbiadini formano la coppia d'attacco.

PRIMO TEMPO - Più della voglia di reagire ad un momento delicato, a contraddistinguere l'avvio è la paura di fallire ancora. Il Milan ha il merito di provare a fare la partita, anche se fatica ad imbastire una manovra di qualità. La Sampdoria, invece, è molto impacciata, lenta e imprecisa anche nel giro palla tra i difensori. Con i nervi più che con le idee, i padroni di casa lentamente prendono campo, ma nei primi venti minuti non vanno oltre un sinistro volante di Constant impreciso di poco. Le iniziative di Birsa e Robinho, gli unici che provano ad illuminare la serata rossonera, non trovano in Matri lo sbocco offensivo di cui avrebbero bisogno.

La squadra di Allegri, che pure è costantemente proiettata nella trequarti ospite, è costretta ad affidarsi ai calci da fermo, come quello che Birsa alza di poco sopra la traversa. Nelle rare occasioni in cui il Diavolo si difende, però, le disattenzioni non mancano: quando Costa stacca tutto solo in area rossonera e di testa sfiora di pochissimo il palo, San Siro trattiene il fiato, temendo un déjà vu della stagione passata. Le linee difensive organizzate da Delio Rossi sono molto vicine tra loro, per i padroni di casa trovare spazi diventa sempre più complicato: dopo un paio di sterili spunti in contropiede di Gabbiadini, lo scialbo primo tempo non può che chiudersi tra i fischi di San Siro.

SECONDO TEMPO - Il Milan esce dagli spogliatoi con un Emanuelson in più ed un Muntari in meno, cambio figlio di un problema fisico accusato dal ghanese. A dare la svolta, però, è l'atteggiamento più battagliero messo in campo dai rossoneri, che già al 1' porta al vantaggio di Birsa: con il suo sinistro chirurgico dal limite dell'area, lo sloveno sblocca la partita e strappa finalmente un sorriso ad Allegri. Sulle ali dell'entusiasmo, il Diavolo vorrebbe sfruttare gli sbandamenti di una Samp confusa e poco reattiva, ma quando Robinho si trova una comodissima palla da spingere in rete a due passi dalla porta ospite fallisce clamorosamente l'occasione. Vedendo la sua squadra in difficoltà, Delio Rossi la stravolge nel giro di un quarto d'ora, buttando nella mischia uno dopo l'altro Soriano, Krsticic e l'ex Petagna.

La reazione doriana, però, è tutta in un impreciso destro dalla distanza di Obiang. Dalla parte opposta, invece, Matri è assai pericoloso, e in un paio di circostanze va ad un passo dal suo primo goal in maglia rossonera. Il finale di partita sembra tingersi finalmente a tinte blucerchiate. Pur senza gli strappi necessari, la Sampdoria chiude il Diavolo nella sua trequarti, obbligando Allegri a correre ai ripari inserendo Niang prima e Nocerino poi. Lo sterile forcing finale degli ospiti produce soltanto qualche cross insidioso dalle parti di Abbiati: il portiere rossonero fa in pieno il suo dovere e il Milan mette in cassaforte tre punti d'oro.

LA CHIAVE - Per un tempo il Milan prova a fare la partita, ma le scorie di un inizio di stagione a corrente alternata si fanno sentire ed impediscono di avere brillantezza e fluidità di manovra: di contro, la Sampdoria ha addosso troppa ansia per andare oltre un'onesta gara di contenimento. A fare la differenza è il rinnovato spirito con cui i rossoneri approcciano la ripresa: Birsa trova subito il goal del vantaggio e indirizza la partita verso i binari voluti dal Diavolo, che poi si limita a gestirla e porta a casa la vittoria.

MOVIOLA - Dal momento che le due squadre se la giocano a ritmi decisamente bassi, la gara fila via senza particolari tensioni. Per Peruzzo dirigerla è fin troppo facile: il fischietto veneto non va oltre tre cartellini gialli (a Costa, Gavazzi e Krsticic, tutti corretti) in tutto l'arco del match.

Dalle Pagelle:

IL MIGLIORE - Philippe Mexes. Padrone assoluto dei palloni alti, gioca ad altissima concentrazione non sbagliando praticamente nulla.

IL PEGGIORE - Davide Gavazzi. Si fa vedere poco e quando si vede è spesso impreciso.

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