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Diretta Live

Serie A

  • 16 dicembre 2012
  • • 15.00
  • • Stadio Giuseppe Meazza, Milano
  • Arbitro: A. Giannoccaro
  • • Spettatori: 42520
4
FIN
1

Milan-Pescara 4-1: Il Diavolo vola, la banda Bergodi lo 'aiuta' con due autoreti...

I rossoneri sbloccano in avvio con Nocerino, poi due autoreti (di Abbruscato e Jonathas) rendono più facile il compito della banda Allegri, che quadruplica con il Faraone.

Soffre più del previsto il Milan nel giorno del suo 113° compleanno, ma alla fine i rossoneri possono festeggiare con il 4 a 1 rifilato al Pescara. Decidono due clamorosi autogol degli abruzzesi, ma ancora una volta il migliore in campo è El Shaarawy, che trova la sua quindicesima rete in campionato. Per i ragazzi di Allegri è il quinto risultato utile consecutivo in campionato, ed ora la zona Europa è distante solamente cinque punti. Il Pescara di Bergodi, resta in terzultima posizione con 14 punti, e venerdì all’Adriatico dovrà cercare i tre punti contro il lanciato Catania.

FORMAZIONI - Allegri recupera sia Mexes che Boateng, ma li lascia inizialmente in panchina, preferendogli Zapata e Robinho. Constant vince il ballottaggio con Abate, con De Sciglio che torna sulla corsia destra. In attacco il riferimento centrale è Pazzini alla trecentesima gara fra A e B. Sull’altra sponda, Bergodi, che deve rinunciare a capitan Cascione, opta per il 4-3-1-2 con Weiss a supporto della coppia offensiva Abbruscato – Vukusic.

PRIMO TEMPO - Passano appena 36’’ e il Milan si porta subito in vantaggio con Nocerino, che da pochi passi batte l’incolpevole Perin dopo un assist da dentro l’area di El Shaarawy. E’ una doccia “gelata” per il Pescara, che fa fatica a riprendersi e ci prova solamente con conclusioni dalla lunga distanza, prima con Togni (8’) poi con Modesto (20’), ma Amelia è attento a dire di no. Il Milan, stranamente non alza il ritmo alla ricerca del colpo del ko, ma gestisce il minimo vantaggio, cercando tiri da lontano con Montolivo ed El Shaarawy, che non creano grandi problemi a Perin.

SECONDO TEMPO - Si riprende con Bergodi che toglie dal campo uno spento Weiss inserendo Celik, e proprio gli abruzzesi al 47’ sfiorano il pari con un colpo di testa da ottima posizione di Bjarnason che viene bloccato a terra da Amelia. Il ritmo è più alto rispetto alla prima frazione e i rossoneri al 51’ raddoppiano: angolo per il Milan, cross di Robinho ed Abbruscato batte goffamente con un colpo di testa il suo compagno Perin.

Il Pescara però non ci sta e riapre subito la partita con un preciso colpo di testa di Terlizzi (56’) sugli sviluppi di un calcio di punizione; ancora una volta ennesimo errore difensivo della difesa rossonera sulle palle ferme. Il 2 a 1 da morale agli abruzzesi, che al 60’ colpiscono un clamoroso palo con una bordata da lontano di Balzano, con Amelia che era rimasto immobile.

Il Pescara ci crede, ma lascia spazio ai contropiedi del Milan, tanto è che in due minuti (79’ e 81’) i rossoneri chiudono la pratica, prima con un altro autogol clamoroso di Jonathas sugli sviluppi di un corner di El Shaarawy, poi con lo stesso faraone che da due passi appoggia in rete un assist di Pazzini.

CHIAVE - Il gol di Nocerino dopo appena 36’’ che sblocca la gara e “conduce” il Milan verso i tre punti, importanti non solo per continuare la striscia positiva di risultati, ma anche per prepararsi al big match di sabato all’Olimpico di Roma, contro Totti e compagni.

MOVIOLA - Sufficiente la prova di Giannoccaro della sezione di Lecce anche al ritmo non altissimo delle due squadre. Giusta l’ammonizione a Modesto per un brutto fallo su De Sciglio, mentre lascia correre (e fa bene) al 39’ per un presunto tocco di mano in area abruzzese di Bjarnason. Nella ripresa ammonisce subito Togni per un fallo a centrocampo sul faraone, mentre appare “troppo severo” sul giallo a Yepes. Corretta la sanzione ad Ambrosini per un intervento ruvido su Jonathas.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - ANTONIO NOCERINO: Segna il goal che mette la partita in discesa per i suoi, per il resto solito lottatore del centrocampo.

IL PEGGIORE - ANTE VUKUSIC: Era in campo, ma solo fisicamente. Non si vede mai.

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