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Champions League

  • 18 settembre 2013
  • • 20.45
  • • Stadio Giuseppe Meazza, Milano
  • Arbitro: W. Stark
  • • Spettatori: 54623
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FIN
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Zapata è prezioso sia in difesa che in attacco

Milan-Celtic 2-0: I rossoneri si svegliano nel finale, Zapata e Muntari firmano la vittoria

Zapata è prezioso sia in difesa che in attacco

AFP

Il Diavolo mette in mostra una prova tutt'altro che convincente ma alla fine trova le due reti che gli permettono di portare a casa la vittoria. Il Celtic si ferma sulla traversa.

La Champions League, quella vera, inizia nel migliore dei modi. Benché falcidiato dagli infortuni, il Milan bagna il debutto nella fase a gironi della massima competizione continentale con un successo tanto sofferto quanto prezioso. Il Celtic, più pericoloso del previsto, capitola soltanto nel finale, beffato dalle zampate di Zapata e Muntari, Dimenticati gli alti e bassi del campionato, Allegri brinda ad un importante 2-0 europeo: gli scozzesi, ancora ko al di fuori dei confini nazionali, abbandonano San Siro a testa bassa.

FORMAZIONI - Il Milan è decimato dai problemi fisici, le scelte di Allegri sono quasi obbligate. Nella consueta difesa a quattro, il tecnico toscano manda Zaccardo e Constant sulle fasce: Nocerino e Muntari danno una mano a De Jong in mezzo al campo, Birsa si muove alle spalle di Matri e Balotelli. Come ampiamente previsto, il Celtic inizia la sfida con un atteggiamento molto prudente. Lennon lascia Stokes da solo al centro dell'attacco, dando a Commons il compito di supportarlo: Brown e Mulgrew occupano la zona centrale del campo, Matthews e Samaras partono dalle corsie.

PRIMO TEMPO - La serata milanese del Celtic inizia tra i fischi di San Siro. La rivalità dei tifosi del Milan c'entra poco: il biglietto da visita di Commons, presentato dopo meno di un minuto, è una punizione senza pretese dalla distanza, che termina la sua corsa in curva. La risposta rossonera si fa attendere pochi istanti.

La squadra di Allegri vuol far capire le proprie intenzioni fin dall'avvio e nel primissimo spezzone del match schiaccia gli scozzesi negli ultimi venti metri. Birsa, il protagonista forse meno atteso, ha una gran voglia di mettersi in luce: dopo aver regalato a Balotelli un pallone invitante, che SuperMario spara sui pugni di Forster, lo sloveno penetra centralmente in area, ma viene fermato in uscita bassa dal portiere ospite.

Al quarto d'ora i riflettori si accendono sull'arbitro Stark, che concede una strana punizione a due al Celtic nell'area rossonera: Abbiati prima protesta vibratamene, poi viene salvato dalla sua barriera. L'episodio dà fiducia agli ospiti, che escono dal guscio e iniziano ad affacciarsi nella trequarti del Milan: Matri prova a ristabilire subito l'ordine naturale delle cose, ma la sua bella girata di testa trova Forster pronto alla risposta.

Balotelli e soci, che erano partiti col piglio giusto, lentamente perdono intensità, limitando la propria pericolosità ad un bel destro da fuori di Nocerino alto di poco. Dal canto suo, però, la squadra scozzese è troppo lenta per approfittarne: anche quando la difesa rossonera si distrae, Stokes non trova il varco giusto, sprecando un contropiede interessante.

La prima frazione si chiude con un improvviso lampo di Balotelli, sulla cui conclusione deviata Forster è costretto a compiere un grande intervento: poi le due squadre si avviano verso gli spogliatoi, accompagnate dai mugugni di San Siro.

SECONDO TEMPO - L'avvio di ripresa del Milan è molle e insicuro. Mentre i tifosi provano a dare una scossa dalle tribune, in campo la squadra di Allegri fatica, arretrando nella propria metà campo. Complice qualche piede ruvido di troppo, però, la manovra del Celtic è tutt'altro che fluida e non può far male ad Abbiati.

L'unico modo per spaventare il portiere rossonero è tentare la sorte dalla distanza: Samaras lo sa e spara da fuori, andando ad un passo dal bersaglio grosso. Mentre gli scozzesi macinano gioco senza riuscire ad affondare il colpo, il Milan finisce per giocare di rimessa e riesce improvvisamente ad essere pericolosissimo: Zapata suona la carica mettendo in mezzo un pallone d'oro, Muntari spreca tutto fallendo la zuccata da due passi.

Tra un capovolgimento e l'altro, Allegri dà spazio ad Emanuelson al posto dello stremato Birsa. Il centrocampo del Milan, però, continua a soffrire troppo: soltanto un grande recupero di De Jong su Brown evita il patatrac. Ad un quarto d'ora dal termine il tecnico toscano prova a sparigliare le carte, buttando nella mischia Robinho per Constant. Ad essere più incisivi, però, sono i cambi di Lennon, che richiama in panchina Matthews e Commons per inserire Boerrigter e Pukki. Proprio il giovane attaccante finlandese si procura una punizione pericolosa dal limite: Stokes la calcia bene, ma il suo destro va a sbattere sulla traversa.

Scampato il pericolo, il Milan trova la svolta improvvisa negli ultimi 8'. Quandola gara sembra indirizzata verso lo 0-0, Zapata pesca il jolly con un sinistraccio da fuori: la deviazione di Izaguirre, decisiva, manda la sfera alle spalle di Forster e regala il vantaggio al Milan. Neanche 3' dopo arriva il goal che chiude definitivamente la gara: a trovarlo è Muntari, bravo a ribadire in rete una corta respinta del portiere scozzese. Dopo aver tremato, Allegri sorride: i rossoneri mettono in cassaforte i primi tre punti del Girone H.

CHIAVE -Sebbene sia privo di diversi uomini chiave, il Milan ha una qualità tecnica nettamente superiore a quella degli scozzesi. A difettare è l'intensità, che va e viene lungo l'arco del match: in campo ci sono diversi giocatori in ritardo di condizione, dettaglio che non permette alla squadra di Allegri spingere con continuità. Per superare il Celtic ci vuole l'aiuto della buona sorte: la deviazione decisiva di Izaguirre sulla conclusione di Zapata spiana la strada verso il successo.

MOVIOLA - Stark dirige il match con grande autorevolezza, senza peraltro dover ricorrere in maniera sistematica all'uso dei cartellini. Il fischietto tedesco è molto fiscale al quarto d'ora, quando punisce Abbiati per aver toccato una volta di troppo la sfera con le mani: a norma di regolamento, però, la punizione a due in area ci sta. La ripresa fila via liscia, con tre gialli ma senza episodi da moviola.

Dalle Pagelle:

MIGLIORE - Zapata: In difesa non sbaglia un intevento ma, soprattutto, ha il merito di sbloccare con fortuna il risultato.

PEGGIORE - Samaras
: La difesa rossonera gli concede qualche opportunità che lui non riesce a concretizzare.

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